Copertina di vantaggi e svantaggi del self publishing, con titolo al centro, immagine di un laptop a sinistra e di carta e penna a destra

Se siete degli scrittori come me, probabilmente il vostro grande sogno è pubblicare e vendere i vostri libri ma… avete mai preso in considerazione tutte le opzioni che avete a disposizione? Io non l’ho fatto e, quando è stato il momento, avrei proprio voluto avere tra le mani una guida ai vantaggi e svantaggi del self publishing e dell’editoria tradizionale.

La copertina di Twin Souls, la statua di Peter Pan sullo sfondo di vetri rotti

La copertina di Twin Souls, il mio primo romanzo pubblicato… brrrrr!

Circa 6 anni fa, infatti, mi sono ritrovata fra le mani la prima copia pubblicata del mio romanzo. Aveva tutte le caratteristiche dei libri che si trovano sugli scaffali delle librerie: una copertina con il mio nome, una bella impaginazione, perfino una dedica e i ringraziamenti finali. Era un libro vero, fatto e finito, e l’avevo scritto io! Ero finalmente una dei tanti scrittori esordienti italiani…
Credo sia stato il momento più bello della mia vita.
Per qualche benedetto secondo (ok, forse per un po’ più di tempo) sono stata convinta di avercela fatta. Avevo scritto il mio libro, avevo lavorato sul testo insieme a un correttore di bozze, avevo scelto la copertina e avevo dato il “visto si stampi”. Ora  la mia creatura avrebbe potuto essere distribuita nelle librerie di tutta Italia. Che altro c’era da fare?

Circa 6 anni fa ero una ragazza di 20 anni con un sacco di sogni e pochissime nozioni in fatto di editoria.
Ovviamente ho cercato di pubblicizzarlo con i metodi che mi venivano in mente: qualche presentazione, copie regalate qui e là, pile di libri in conto vendita. Ho perfino costruito un sito approssimativo con Front Page e realizzato una campagna AdWords intuitiva. Insomma una mezza idea che nel web si potesse trovare il futuro dell’editoria già ce l’avevo ma…
è necessario che io vi dica che ho venduto solo un centinaio di copie e poi tutto si è sgonfiato come un palloncino abbandonato da un bambino?

Ma due anni fa, mentre mi dibattevo fra libri e computer per cercare di laurearmi e continuavo a coltivare la mia passione per la scrittura pubblicando online racconti e fanfiction, ho scoperto una realtà che mi ha folgorato e ho deciso che quella sarebbe stata la mia strada per il successo: il self publishing!

Vuoi sapere cos’è il self-publishing e perché ero e sono convinta che possa essere la strada per il successo per molti scrittori esordienti italiani? Te lo spiego subito: ti racconterò cos’è il self publishing e perché per noi Italiani può essere una svolta fondamentale, e alla fine ti illustrerò quali sono, secondo me, vantaggi e svantaggi del self publishing, in modo che tu possa decidere se questa è la strada che fa per te.

 

La lunga e sconosciuta storia del self-publishing

Oggi tante persone iniziano a parlare di self-publishing: è un fenomeno in esplosione, una possibilità per tantissimi scrittori di invadere il mercato librario, una nuova via aperta dal web 3.0… ma è davvero così?
Molti di voi conosceranno la felice storia di J.K. Rowling e Christopher Paolini, e magari è per questo che avete deciso di intraprendere questa strada.
Ma lo sapete che anche Italo Svevo, Alberto Moravia, Virginia Wolf e Jane Austen a suo tempo sono stati dei self-publisher?
Certo, oggi le cose sono diventate molto più semplici, il web ha reso il mondo un posto estremamente piccolo e la diffusione degli ebook ci permette di pubblicare un libro praticamente a costo zero e farlo arrivare ai quattro angoli del globo senza costi di spedizione. Comodo, no?
Queste rivoluzioni non hanno però “creato” il fenomeno del self-publishing, gli hanno solo dato una sostanziale accelerata e, in Italia, lo hanno finalmente portato all’attenzione di tutti.
Viviamo negli anni d’oro del self-publishing, è ora per gli aspiranti scrittori esordienti italiani di rendersene conto e cogliere l’occasione al volo.

Ma per decidere se questa può essere anche la tua grande occasione e sfruttarla al meglio, è necessario conoscere un po’ le carte in tavola: ecco perché, prima di elencarti quelli che sono, secondo me, vantaggi e svantaggi del self publishing, ho voluto parlarti un po’ di cos’è questo fenomeno e di qual è la situazione editoriale italiana.

 

Self-publishing: la grande occasione degli scrittori esordienti italiani

Ovviamente il self-publishing non è un’occasione solo per gli scrittori italiani, ma per noi artisti della parola del Bel Paese lo è in modo particolare.
Nel 2013, in Italia, si contavano 4.534 case editrici attive – seppure solo 1.187 avessero più di dieci titoli pubblicati – mentre sono stati pubblicati ben 68.121 nuovi titoli (fonte Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2014, AIE). Siamo uno dei paesi al mondo con la più alta produzione di libri e il più alto numero di case editrici pro capite: si potrebbe pensare che sia molto facile farsi pubblicare in Italia.
La risposta è: sì e no.

Le case editrici presenti nell’orizzonte editoriale italiano si possono infatti dividere in tre categorie:

  • Grandi case editrici:
Le case editrici italiane veramente grandi sono pochissime: farsi notare da queste case editrici è estremamente difficile, soprattutto se non si è mai pubblicato e VENDUTO qualcosa prima. In generale queste case editrici rischiano poco, puntano su autori dal successo già consolidato, e raramente su autori esordienti, generalmente selezionati tramite concorsi. (vedi Ilmioesordio organizzato da Feltrinelli e Ilmiolibro.it)
  • Piccole/medie case editrici che offrono edizioni a pagamento:
Queste case editrici contano spesso anche grandi nomi e titoli, seppure minoritari, mentre si finanziano tramite la cosiddetta vanity press: offrono un contratto che comprende la pubblicazione, la cessione dei diritti d’autore e alcuni servizi editoriali e di promozione come la correzione bozze, la realizzazione della copertina e l’organizzazione di almeno una presentazione in libreria.
Alcune di queste offerte sono un’onesto scambio commerciale, che un autore non sicuro di intraprendere la via impervia del self-publishing può valutare seriamente, molte altre richiedono somme di denaro anche importanti in cambio di servizi di editing e promozione scadenti o addirittura inesistenti.
  • Piccole/medie case editrici che investono sui nuovi talenti:
Queste case editrici sono preziose, rare perle del panorama editoriale italiano. Il loro lavoro è serio perché generalmente sono le creature di individui idealisti, che credono davvero nelle nuove leve della letteratura italiana e pensano che essi debbano avere un’opportunità. Non posso fare altro che togliermi il cappello e dire GRAZIE a tutte le persone che lavorano ogni giorno per questo scopo.
In entrambi gli ultimi due casi, però, non dovete pensare che le case editrici possano sostenere una vera campagna promozionale per il vostro titolo. Le loro risorse sono limitate e hanno molti titoli da promuovere, per cui per quanto possano essere onesti e credere veramente in voi, voi siete e sarete sempre i principali promotori della vostra opera.

In tutti e tre i casi editoriali elencati, inoltre:

  • dovrete cedere i diritti della vostra opera e affidarla alle cure della casa editrice, avendo le mani legate per alcuni anni,
  • riceverete in cambio un compenso che si aggirerà sul 5-10% del prezzo di copertina

Ma se sono così tante le realtà editoriali disposte a pubblicare un autore esordiente in Italia, perché tu dovresti imbarcarti nel difficile percorso dell’autopubblicazione? E’ ora di analizzare vantaggi e svantaggi del self publishing e capire perché può essere davvero una grande occasione per gli scrittori esordienti italiani.

 

Vantaggi e svantaggi del self publishing in Italia

Non voglio mentirti, ritengo sia una cosa sbagliata e immorale, quindi non ti dirò che la strada del self-publishing è tutta rosa e fiori, comporta solo vantaggi e ti porterà al successo immediato.
Non è vero.
Fare self publishing è un lavoro, e come tutti i lavori necessita di fatica, dedizione e tempo.

 

Tuttavia, io penso sinceramente che se ci metti passione, umiltà e un po’ di sudore della fronte, il self-publishing sia una scelta che può davvero portarti ad avere tante soddisfazioni e un discreto successo, molto più di altre soluzioni editoriali. E ora ti spiegherò il perché.
Vediamo quindi quali sono vantaggi e svantaggi del self-publishing come via editoriale, a confronto con le altre scelte che hai davanti a te.

 

Self publishing: gli svantaggi

Prima di tutto, analizziamo quali svantaggi porta il self-publishing rispetto alla pubblicazione con una piccola/media casa editrice tradizionale (non prenderò in considerazione quelle grandi perché in quel caso il discorso sarebbe molto diverso).

  • Editing

    la preparazione del testo è un passaggio fondamentale per rendere l’opera pronta per la presentazione al pubblico. Con la pubblicazione con una casa editrice ci sarà sempre almeno un correttore di bozze (se non proprio un editor professionista) che si occuperà di rivedere il testo. Da self-publisher sarà tua responsabilità preparare adeguatamente il testo, ma questo non significa che tu non possa pensare di pagare un editor per aiutarti.

  • Grafica

    dall’impaginazione alla copertina, un libro è fatto anche di presentazione grafica. Ancora una volta, nel caso scegliessi la via del self-publishing ti ritroveresti solo, mentre una casa editrice avrà spesso dei professionisti che si occupano di questo aspetto.

  • Distribuzione

    una casa editrice può garantire la distribuzione delle copie cartacee del tuo libro in numerosissime librerie, in genere su tutto il territorio italiano. Da self-publisher dovrai essere tu stesso a portare o spedire le copie cartacee del tuo libro a chi dovesse richiederle.

  • Promozione

    anche in questo caso le case editrici a volte potrebbero darti una mano, utilizzando i propri canali per far conoscere il tuo titolo. Facendo self-publishing questo aspetto sarà interamente sulle tue spalle.

  • Pregiudizio

    questa è la nota più dolente in ambito italiano. I self-publisher dovranno affrontare diversi pregiudizi da parte dei lettori, primo fra tutti quello che vede tutti i self-publisher come autori boriosi e convinti a sproposito di essere capaci di scrivere, che ricorrono al self-publishing solo dopo aver ricevuto picche da tutte le case editrici italiane.

 

Self publishing: i vantaggi

Dopo averti demoralizzato un po’, passo ora ad illustrarti quali sono i vantaggi per cui io scelgo e continuerò a scegliere il self-publishing:

  • Nessun vincolo

    scegliendo il self-publishing i diritti della tua opera sono e rimangono tuoi. Puoi decidere liberamente su quante piattaforme pubblicare il tuo libro e in quali bookshop distribuirlo. In qualsiasi momento puoi decidere se, come e quando modificare o ritirare il tuo titolo, oppure affidarlo alle mani di una casa editrice.

  • Editing

    è vero, ricade tutto sulle tue spalle ed è un lavoraccio, ma non c’è nessuno che ci si dedicherà anima e corpo come lo farai tu. Con un po’ di aiuto da qualche amico (o proofreader) e tanto lavoro è probabile che riuscirai a raggiungere risultati migliori di quanto potrebbero offrirti molti dei correttori di bozze messi a tua disposizione da certe case editrici (e se continuerai a leggermi anche io cercherò di darti una mano!).

  • Grafica

    idem come sopra, specialmente se hai qualche amico grafico fra le tue conoscenze o se hai una certa vena artistica e qualche competenza tu stesso.

  • Distribuzione

    quella che era la vera nota dolente di una volta oggi è un punto di forza. Molte case editrici, infatti, puntano ancora quasi interamente sull’edizione cartacea, limitando molto la tua distribuzione e anche lo smercio. Il self-publishing, invece, si fa principalmente in ebook e l’ebook può essere pubblicato e distribuito quasi a costo zero. Risultato? Possibilità di vendere il proprio titolo a prezzi irrisori o di distribuirlo gratuitamente senza rimetterci grandi somme, raggiungendo così un numero di lettori molto più vasto e costruendo mattone per mattone la propria fama.

  • Promozione

    gioia e dolore di tutti gli scrittori e soprattutto dei self-publisher. Per avere successo bisogna costruirsi qualche competenza di pubbliche relazioni, ma i social network hanno reso tutto molto più semplice. E ora dimmi, secondo te, quale può essere un promotore migliore del tuo titolo: tu, che ami la tua opera come un figlio, o un ragazzo con magari qualche nozione più di te in termini di pubblicità ma a cui, sostanzialmente, del tuo titolo non frega proprio niente? Lascio a te la risposta, io me la sono già data e penso che i miei libri abbiano possibilità migliori con i miei goffi tentativi di trasmettere in rete la mia grande passione, che con le mosse esperte ma indifferenti di un dipendente di una casa editrice.

  • Guadagni

    questa è la grandissima forza del self-publishing. Autopubblicando il tuo titolo puoi ottenere dal 30% fino all’70% del prezzo di copertina su ogni copia venduta. Un po’ diverso da un misero 10%, no? Certo, all’inizio dovrai tenere i prezzi bassi, ma quando ti sarai costruito un po’ di pubblico…

 

Se questo confronto fra vantaggi e svantaggi del self publishing ancora non ti basta per decidere, ora ti regalo una chicca: un po’ di dati sui guadagni degli autori self-publisher su Amazon a confronto con gli autori pubblicati in piccole, medie e grandi case editrici.
Ti chiedo solo un favore piccolissimo, che a te non costa nulla, ma a me può regalare tanta felicità: condividi questo post sul canale social che preferisci e poi strabuzza gli occhi davanti ai dati che dividerò con te!

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In questi grafici (fonte Authorearnings.com, dati aggiornati a gennaio 2015) vederete i titoli divisi in quattro categorie:
  • Indie published: ovvero i self-publisher
  • Small or medium publisher: piccola e media editoria
  • Amazon publishing: case editrici semi-tradizionali a marchio Amazon
  • Big-Five publishing: le 5 maggiori case editrici amiericane (Penguin Random House, HarperCollins, Hachette, Macmillan, and Simon & Schuster)
  • Uncathegorized single-author publisher: case editrici minori, con un solo titolo riconducibile a loro
Nel primo grafico vedete la suddivisione del numero di titoli nella classifica dei best seller di Amazon (i dati si riferiscono agli Stati Uniti, ovviamente, perché purtroppo non vi sono studi del genere su Amazon Italia, ma ritengo che i dati siano comunque indicativi).
Grafico numero titoli nella bestseller di Amazon
Come vedete la maggioranza dei titoli best seller proviene da piccole e medie case editrici ma, prima di abbattervi, date un’occhiata alle vendite giornaliere medie:
Suddivisione vendite giornaliere Best seller di Amazon
La situazione cambia parecchio vero? Questa volta a dividersi il mercato sono le 5 maggiori case editrici e… rullo di tamburi… i self-publisher!
Per finire, guardate qui cosa succede quando si prendono in considerazione i guadagni degli autori provenienti dalle vendite dei loro titoli: chi guadagna di più?
Suddivisione guadagni degli autori Bestseller di Amazon
Malgrado la percentuale di vendite unitarie giornaliere sia paragonabile, tra Big 5 e self-publisher, e il prezzo medio di un titolo commercializzato dalle Big 5 sia nettamente superiore a quello dei titoli self-published, ben il 40% del totale dei guadagni corrisposti agli autori va ad autori di self-publishing! Non parliamo nemmeno degli autori delle piccole e medie case editrici…
Non vi basta ancora? Beh, date un’occhiata all’andamento della suddivisione dei guadagni degli autori nel tempo:
Andamento delle quote di mercato e dei guadagni degli autori best seller di Amazon
I guadagni corrisposti da Amazon ai self-publisher hanno continuato ad aumentare fino a superare quelli delle Big 5 e non sembrano accennare a fermarsi.

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Allora, cosa ne dici? Secondo te da che parte pende la bilancia dei vantaggi e degli svantaggi del self-publishing? Pensi che il self-publishing possa essere la via per il tuo successo? O credi che nella mia analisi mi sia dimenticata qualcosa di importante? Fammi sapere le tue opinioni!