Titolo post: usabilità della piattaforma di self-publishingGuarda bene l’oggetto che compare oggi nell’immagine di copertina dell’articolo. Lo conosci? Sai cos’è? Ma soprattutto, se non l’avessi mai preso in mano, sapresti dirmi a colpo sicuro come si usa?

L’oggetto in copertina è il famoso spremiagrumi di Alessi, un’oggetto di design che Donald A. Norman ha utilizzato nella copertina di un suo celebre libro sull’usabilità. Si tratta di un oggetto piacevole da vedere ma, se non lo abbiamo mai visto prima, sarà difficile che sapremo cosa farne a meno che qualcuno non ci spieghi come usarlo.

Questo significa che si tratta di un oggetto poco usabile.

Che fare self-publishing è un lavoraccio (ma può dare un sacco di soddisfazioni, intendiamoci) mi pare che ormai l’abbiamo messo in chiaro.

L’ultima cosa che ti serve quindi è che qualcuno ti metta i bastoni tra le ruote!

Per questo il quattro fattore da tenere in considerazione quando scegli il servizio di self-publishing da utilizzare è l’usabilità della sua piattaforma. Maggiore è l’usabilità della piattaforma, infatti, e più facile ed immediato sarà utilizzarla per pubblicare il tuo libro, risparmiandoti fatica.

Cos’è l’usabilità?

La cosiddetta usabilità (da non confondere con la popolare User Experience, che ha un significato più ampio) è un concetto molto antico che ha conquistato un sacco di visibilità nell’era di internet.

L’usabilità viene definita dalla norma ISO 9241 come:

il “grado in cui un prodotto può essere usato da particolari utenti per raggiungere certi obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in uno specifico contesto d’uso.” [fonte Usabile.it]

Sostanzialmente, e in termini molto semplicistici, nell’epoca del web l’usabilità consiste nella facilità di utilizzo di un sito internet, ed è definita da tre variabili: efficacia, efficienza e soddisfazione dell’utente.

Attenzione a non confondere efficacia ed efficienza:

  • L’efficacia è la capacità di uno strumento di produrre risultati di qualità.
  • L’efficienza è la capacità di uno strumento di produrre risultati con il minimo sforzo.

La piattaforma di pubblicazione di un servizio di self-publishing dovrebbe quindi essere efficace nel produrre un libro completo di qualsiasi formato vogliate, nel minor tempo possibile e con il minor sforzo possibile da parte vostra.

È difficile esaminare a priori quanto sia usabile la piattaforma di un servizio di self-publishing, ma per aiutarvi ho deciso di mettere in campo qualche case-study: tre dei maggiori servizi di self-publishing che ho testato personalmente.

Case study: usabilità della piattaforma di pubblicazione

Lulu.com

Lulu.com si presenta con un homepage piacevole da guardare ma anche piuttosto efficace ed efficiente nel permettere all’utente di individuare immediatamente gli strumenti che vuole utilizzare oppure di farsi un’idea di quali siano i servizi che la piattaforma gli può offrire.

 

Home page di Lulu.com

L’home page di Lulu.com è efficiente ed efficace e suscita una buona soddisfazione nell’utente, essendo sia facile da utilizzare che piacevole alla vista

 

Ho scelto di addentrarmi nella procedura di realizzazione di un ebook perché, come ho già detto, il formato ebook dovrebbe essere il formato principe per un self-publisher.

Una volta trovato il iniziata la procedura corretta mi trovo all’interno di un percorso guidato composto da diverse schermate dove mi vengono richiesti vari dati ed infine di fornire il file del mio libro.

E qui iniziano le complicazioni:

  • Ho solo un formato pdf: Lulu non offre un convertitore automatico di formati file e questo è un gravissimo intoppo. Se non sono un utente esperto dovrò documentarmi su come convertire i file. Poco male, sono un self-publisher e sono abituato ad arrangiarmi ma i problemi non sono finiti qui.
  • Converto il pdf in epub con Calibre: l’ho fatto e l’ho fatto più volte per poter leggere alcuni documenti sul mio eReader. Non dico di essere un’esperta ma due o tre cose le capisco. Carico il file su Lulu.com e… niente! Mi esce un avviso di errore incomprensibile che mi invita a scaricare un file con segnalata una lista di errori scritta in un linguaggio super-tecnico e per me incomprensibile. Cerco online qualche delucidazione sugli errori, ci capisco ancora meno e quindi cerco un’altra strada. Sono un self-publisher, no? Ho mille risorse!
  • Realizzo il mio epub con uno strumento online: ne esistono diversi, io utilizzo Papyrus, scarico il file e lo ri-carico su Lulu. Stesso risultato di prima.
  • Innervosita, cerco almeno di caricare direttamente il pdf. Risultato? Un’altra bella schermata di errore: i caratteri vanno incorporati nel documento! E un link a cui trovare una procedura da seguire per incorporare i caratteri. Finalmente un po’ di aiuto! Peccato che la guida sia vecchia di almeno 5 anni e comporti l’utilizzo del software Adobe Professional, che è a pagamento e non costa neanche poco!

Certo, su Lulu.com si può pubblicare e vendere perfino un formato .doc ma chi lo comprerebbe mai? Non c’è bisogno che io mi addentri anche a parlare del tentativo di software per la produzione della grafica di copertina. Qualunque self-publisher che non sia anche un esperto di informatica avrebbe già rinunciato, come ho fatto io.

Voti:

  • Efficacia 1
  • Efficienza 1
  • Soddisfazione 1

 

Amazon

Passiamo al colosso americano dell’editoria mondiale e alla sua piattaforma di self-publishing: Kindle Direct Publishing.

Probabilmente è il sito più scelto per autopubblicare e sicuramente è il mercato di libri e ebook più grande del mondo, non si può quindi evitare di parlarne. Inoltre, Amazon è stato un pioniere del self-publishing e la sua esperienza è evidente dalla piattaforma che è riuscito a mettere insieme.

La schermata che ci si trova davanti all’ingresso (con il proprio consueto utente Amazon) nella propria area KDP non è sicuramente elegante come quella di Lulu.com ma è molto efficace ed efficiente.

Schermata iniziale Amazon KDP

La checklist aiuta ad aumentare l’usabilità della piattaforma ricordando agli utenti i passaggi fondamentali da percorrere per pubblicare il proprio libro

La prima cosa che posso vedere è infatti una breve e comoda checklist dei passi da seguire per pubblicare un libro con KDP, con tanto di link per iniziare subito.

La procedura è lunga perché devono essere inseriti moltissimi dati, non ultime le famose categorie di Amazon che aiuteranno a dare visibilità dal libro, ma è semplice da seguire, guidata e affiancata da innumerevoli link ad articoli della guida di Amazon KDP, ricca di consigli su come ottenere il meglio dalla propria pubblicazione su KDP.

Inoltre KDP fornisce:

  • Un comodissimo tool di conversione da formato pdf o epub a mobi. Il tool non è infallibile ma è possibile sia scaricare il file convertito per verificarlo sul proprio eReader, sia verificarlo con un simulatore online. Il convertitore impiega pochissimi minuti per la conversione di un file di testo (ci vuole un po’ di più per le immagini) e quindi si può ricaricare molte volte il file con vari aggiustamenti senza perdere molto tempo. L’usabilità della piattaforma ne viene notevolmente aumentata, in quanto aiuta a superare agevolmente un passaggio altrimenti tecnico e difficile.
  • Un software online per la realizzazione della copertina: questo tool ha funzionalità limitate ma è molto potente e utilissimo per chi non può o non vuole ottenere altrimenti la copertina per il proprio libro. Si è legati a template e scelte tipografiche predefinite, ottenendo quindi risultati dall’aspetto standard ma tutto sommato dignitosi. Anche questo strumento aiuta il self-publisher a superare un passaggio difficile ma fondamentale per la pubblicazione senza avere conoscenze tecniche, e l’usabilità della piattaforma ne viene migliorata.

Solo due sono i nei che offuscano la soddisfazione finale dell’utente, abbassando la generale percezione dell’usabilità della piattaforma:

  • La richiesta dei dati per la tassazione: la procedura non è complicata ma è lunga e difficile da comprendere per noi italiani. Tuttavia è inevitabile: Amazon è una società americana e quindi deve rispettare le leggi USA.
  • La procedura per il print-on-demand: KDP si appoggia a Createspace per questo passaggio, ciò significa che per aggiungere il formato cartaceo all’ebook si verrà dirottati su un altro sito e bisognerà avere a che fare con un’altra procedura. Una scocciatura, ma tutto sommato poco male.

Voti:

  • Efficacia: 8
  • Efficienza: 9
  • Soddisfazione: 8

 

StreetLib

Il cambio di nome di Narcissus ha lasciato tutti un po’ spaesati, un po’ come lascia un tantino spaesati la, pur elegantissima, nuova homepage. Certo, la definizione di “coltellino svizzero” è assolutamente azzeccata secondo me: esattamente come nella homepage di StreetLib, anche quando ho in mano un coltellino svizzero so di avere una quantità di strumenti a disposizione ma non ho la minima idea di quale pezzo di metallo estrarre per avere quello che voglio.

La nuova home page di street lib, bianca e spoglia, compromette leggermente l'usabilità della piattaforma

La nuova home page è talmente bianca e spoglia che ci metto un po’ ad identificarne gli elementi e ancora di più a trovare ciò che cerco. L’usabilità della piattaforma ne risente.

L’usabilità della piattaforma non è quindi granchè? Sicuramente ne viene un tantino compromessa, ma in realtà la sensazione di spaesamento dura solo qualche secondo, poi vedo la familiare scritta “Self-publish”, clicco e vengo inviata alla solita homepage dove fare il login o la registrazione.

Cos’erano tutti gli altri quadrati così minimal e carini per ora resterà un mistero per me. Così come resta un mistero il motivo che avrà spinto Narcissus ad abbandonare un brand già lanciato, pare solo per creare una landing page in stile Windows 8 dove ogni servizio offerto ha una piastrella dedicata. Ma tu l’hai capito perché l’hanno fatto? Mah…

Anche qui una volta entrata la procedura è estremamente semplice anche se un po’ lunga: mi vengono chieste le solite informazioni (titolo, autore, ecc), compresa la categorizzazione, ma tutto il procedimento è guidato passo per passo, conferendo un alto livello all’usabilità della piattaforma.

Anche in questo caso sono offerti alcuni tool e servizi utili:

  • Write: un software che non è un semplice convertitore in epub, sempre a rischio errore di impaginazione, ma un vero e proprio strumento per impaginare le opere più diverse alla perfezione. Alcune funzionalità non sono chiarissime, ma in generale è piuttosto facile da utilizzare per ottenere un prodotto di alta qualità
  • Servizio di realizzazione copertina: qui si va un po’ sulla fiducia (nonostante siano a disposizione alcuni esempi di copertine realizzate in passato). Non ci sono molte altre informazioni se non che il servizio costa 45 euro, tuttavia veniamo rassicurati sul fatto che potremo scegliere fra 2 diverse bozze. Tutto sommato non è male.
  • Servizio Print-on-demand: si può selezionare solo una volta che si è finita la procedura per la pubblicazione dell’ebook ma, avendo già fornito tutti i dati, si fa con praticamente con un click. Molto comodo.

Voti:

  • Efficacia: 10
  • Efficienza: 8
  • Soddisfazione: 8

 

Conclusioni

 

L’usabilità della piattaforma è secondo me un aspetto molto importante per un servizio di self-publishing. Io ho voluto prendere in considerazione, come di consueto, i principali servizi di self-publishing ma come ti ho detto esistono decine di servizi di self-publishing online.

Molti non offrono piattaforme come quelle appena illustrate ma comportano la richiesta di un preventivo e il lavoro diuna redazione (come Youcanprint che non ho esaminato pur essendo un’entità importante perché non volevo far lavorare la redazione a vuoto. E se qualcuno vuole raccontare la sua esperienza nei commenti sarebbe fantastico!), altre offrono procedure semplici da seguire in teoria, ma senza il supporto di strumenti che possano facilitare il lavoro di un self-publisher (un po’ come Lulu.com).

È difficile valutare quale servizio abbia un livello di usabilità della piattaforma accettabile se non provando in prima persona, e ancora più difficile è valutare l’efficienza e l’efficacia di una redazione fatta di persone. Per questo ho voluto mettere a disposizione questi tre brevi esempi di utilizzo.

Una cosa che puoi fare è chiedere un po’ in giro: nel web e sui social network (soprattutto su facebook) esistono moltissimi gruppi dedicati ai self-publisher dove potrai trovare altri autori disposti a parlarti della loro esperienza con i servizi self, ma ricorda che le loro competenze potrebbero essere diverse dalle tue.

Il mio consiglio? Prova e se ti trovi male o non riesci ad ottenere il risultato voluto cambia subito senza pensarci troppo (come ho fatto io con Lulu.com): la pubblicazione vera e propria dovrebbe essere facile e veloce, ci sono già tanti altri passaggi che sono un vero casino nella vita di un self-publisher!

E se sei in dubbio, rivolgiti ai grandi: Amzon KDP e StreetLib a mio avviso restano i migliori.

 

Allora cosa ne dici? Hai le idee un po’ chiare?
Hai già pubblicato con servizio di self-publishing? Come ti sei trovato?

Fammi felice, dimmi la tua!

 

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