Alla riscoperta del piacere di scrivereSono state due settimane piuttosto silenziose da queste parti vero?

Eh sì, questa volta la prossima puntata della guida alla scelta del servizio di self-publishing si sta facendo desiderare: ma non è soltanto questione di preparare al meglio un articolo non facile da scrivere, questa volta si sono accavallati una serie di eventi che hanno contribuito a tenermi lontano dalla tastiera.

Su alcuni di questi eventi non avevo alcun potere, altri sono stati diversivi estremamente piacevoli, di altri ancora sono invece direttamente responsabile.

Buon non-compleanno a me!

Il non-compleanno di happy self publishing

Il primo di questi eventi è un non-compleanno. Già perché esattamente mercoledì scorso, il 14 ottobre 2015, Happy Self-Publishing ha compiuto i suoi primi 6 mesi.

Ancora un neonato non è vero? Beh, 6 mesi possono sembrare pochi o molti ma sono abbastanza per iniziare a fare un piccolo bilancio e qualche riflessione.

Non preoccuparti, non voglio annoiarti con cifre o grafici, quello che ho fatto è stato più un bilancio personale e questo è stato positivo:  questi 6 mesi di avventura nel blogging mi hanno dato la possibilità di incontrare persone incredibili e di fare esperienze straordinarie.

Alcune di queste persone spero di portarle con me, come amiche e colleghe, per il resto della mia vita e di imparare ancora molto da loro: Annarita FaggioniAlessia Savi e Giuseppe Monea sono solo i due nomi più importanti di una lunga lista.

Molte di queste persone fanno parte del grande gruppo si è costituito intorno all’hashtag bloggoscritture, di cui ti ho parlato un po’ di tempo fa. Questo progetto mi ha entusiasmato e mi ha fatto credere di nuovo in un panorama editoriale che mi era sembrato desolante fino ad un momento prima.

E sempre a queste persone, in particolare proprio Annarita, devo due delle esperienze che sono state fra le più importanti per me in questi 6 mesi: la neonata rubrica di Happy Self-Publishing su Il Piacere di Scrivere e la partecipazione al concorso letterario gratis Ispirare la Fantasia.

Concorso letterario gratis Ispirare la Fantasia

 

Scatto del viaggio a Taranto in occasione del premio Ispirare la fantasia

Lo scorso week-end si è tenuta la premiazione finale del concorso letterario Ispirare la Fantasia e io sono accorsa (insieme ad una compagna di avventure che è in realtà la compagna di una vita) a Taranto per partecipare e per avere l’occasione di incontrare tutti gli scrittori che vi hanno partecipato.

Il concorso Ispirare la Fantasia è stato in realtà un piccola grande impresa che ha dovuto superare numerose avversità, a volte al limite dell’assurdità, ma è stato portato trionfalmente al termine da tutte quelle persone che lo hanno fortemente voluto, ci hanno creduto, lo hanno organizzato e infine ne hanno tenuto strenuamente le fila, sfidando anche le orribili condizioni atmosferiche.

Questo è un concorso che ha premiato prima di tutto la buona letteratura, il merito e il talento, non chiedendo assolutamente nulla in cambio. Lasciami dire che queste sono caratteristiche che ormai ben pochi concorsi possono vantare.

Questa è stata per me un’occasione non solo per mettermi alla prova e confrontarmi con altri talenti, ma anche e soprattutto per andare a Taranto a fare una vacanza e ad incontrare molte di quelle stesse persone speciali che fino ad allora avevo potuto conoscere solo attraverso lo schermo di un computer o il microfono di un telefono.

Sentire tante persone con la mia stessa passione, i miei stessi sogni, parlare di come li portano avanti ogni giorno, di come li coltivano e continuano a perseguirli con tutte le proprie forze mi ha fatto riflettere ancora più intensamente sul senso di quello che cerco di fare io qui ogni settimana.

Su quello che significa per chi mi legge ma soprattutto per me.

La riscoperta del piacere di scrivere

Un momento di riflessione per riscoprire il piacere di scrivereIl punto di queste due settimane di riflessione è stato la realizzazione che ancora una volta, come già mi era accaduto in passato, stavo iniziando a farmi sommergere.

No, non intendo che in breve avrei iniziato a sguazzare e cantare (Dio te ne scampi, credimi!) “In fondo al mar” come Ariel!

Sto parlando di un tipo molto diverso di “sommersione”: intendo quello che accade a volte quando gli eventi e gli impegni di ogni giorno iniziano succhiare tempo dalla tua vita e pensieri dalla tua testa. Ti è mai capitato di finire talmente invischiato nella tua stessa vita da accorgerti che non stavi più facendo quello che avresti voluto fare, o perseguendo i sogni che continuavi ad avere?

A me è già successo, alcuni anni fa: avevo perso il piacere di scrivere.

Allora, furono le fanfiction a salvarmi. Sembra assurdo vero? Ma in fondo se un po’ di tempo fa di ho detto che secondo me ogni aspirante scrittore dovrebbe provare a cimentarsi nelle fanfiction è anche e soprattutto perché a me hanno dato tanto: non mi sono mai sentita così libera, così contenta di scrivere e basta come quando scrivevo fanfiction.

Sai perché le fanfiction sono riuscite a restituirmi il piacere di scrivere? Perché finalmente smettevo di vedere la scrittura come la carriera che volevo intraprendere, una strada ardua su cui lavorare duro e tornavo a dedicarmi alla mia passione, tornavo a consegnarmi all’ispirazione pura.

Non sto dicendo che si debba pensare solo al piacere, o meglio, dipende da quali sono i tuoi obiettivi. Se il tuo obiettivo è buttare fuori quello che ti frulla per la testa, allora l’ispirazione pura è tutto quello che ti serve, il “mestiere”, la capacità di scrivere davvero bene è superfluo. Se invece vuoi fare della scrittura il tuo lavoro allora serve duro lavoro, costanza, impegno, umiltà e formazione costante.

Ma sai cos’ho scoperto il giorno in cui ho messo nero su bianco la prima parola della mia prima fanfiction? Che nemmeno l’impegno serio e il duro lavoro possono bastare, perché se non hai amato ogni singola parola di ciò che hai scritto nessun altro potrà farlo.

Ecco quindi quello di cui avevo bisogno, quello di cui probabilmente anche tu hai bisogno: qualcuno che mi ricordasse la passione, il brivido dell’ispirazione pura.

Questa volta, a salvarmi è toccato ad un concorso.

Un concorso gratis organizzato da persone fantastiche che, guarda caso, era organizzato da un magazine che portava il nome di ciò che ancora una volta stavo cercando di ritrovare: Il Piacere di Scrivere.

Conclusioni, decisioni e qualche spoiler

Riflessioni, decisioni e nuovo corsoOra tu ti chiederai: e a me cosa interessa di tutti questi fatti tuoi?

Probabilmente niente, ma mi piace pensare che se ogni tanto scrivo qualcosa dove metto meno competenze e più cuore, forse a te farà piacere leggerlo comunque.

Cosa ti devo dire? Prendi questo articolo come una storia, forse hai qualcosa da trarne anche tu. Forse anche tu hai bisogno di un secondo per fermarti e pensare seriamente a cosa stai facendo, quali sono i tuoi obiettivi e se la tua vita sta andando nella direzione che tu volevi darle.

Quello che io ne ho tratto è stata la consapevolezza che questo blog stava diventando qualcosa che non mi piaceva più e per questo probabilmente non sarebbe più piaciuto nemmeno a te.

Non prendermi per pazza, non ho intenzione di accantonare un’avventura appena iniziata e che mi ha dato così tanto finora, ho solo intenzione di correggere un po’ la rotta e divertirmi di più.

Insomma non smetterò di mettere in campo duro lavoro, impegno e formazione costante ma rimetterò fra le mie priorità anche la passione e l’ispirazione.

Non ti nego che la mia vita continua a essere un gran casino di impegni, quindi non so da quando vedrai concretamente la mezza rivoluzione che ho intenzione di attuare qui dentro, ma sono abbastanza certa che sarà entro la fine dell’anno.

Non preoccuparti: la guida alla scelta del servizio di self-publishing finirà il suo glorioso corso e poi ce ne saranno molte altre su tanti argomenti diversi, così come continuerò a recensire i libri dei self-publisher che me lo chiederanno o che mi capiteranno sotto mano.

A questi argomenti, però, si aggiungerà un po’ di colore qui e là: ho intenzione di parlare della nuova letteratura e dell’editoria al tempo del web dal mio punto di vista (e anche da tuo, se vorrai farmelo sapere); e poi voglio trovare il tempo di raccontarti delle piccole grandi sfide di una ragazza che sogna di diventare una scrittrice Self, in modo che possiamo affrontarle insieme.

Che cosa ne pensi? Hai voglia di seguirmi in questo nuovo percorso?