Scheda riassuntiva: I Rami del Tempo

Autore Luca Rossi
Titolo I Rami del Tempo
Genere Fantasy – Sci-fi – Erotico
N° pagine 158
Dove trovarlo Amazon
Valutazione Penna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna grigia, indica un voto non assegnato nella scala di valutazionePenna grigia, indica un voto non assegnato nella scala di valutazionePenna grigia, indica un voto non assegnato nella scala di valutazione

 

I Rami del Tempo – SinossiLuca-Rossi---i-RAMI-del-TEMPO---cover

Una pioggia di schegge stermina il popolo dell’isola di Turios. Si salvano Bashinoir, gravemente ferito, sua moglie Lil e la sacerdotessa Miril. Vorrebbero dare degna sepoltura ai propri cari, ma i cadaveri sono scomparsi. L’unica speranza di salvezza risiede nelle protezioni magiche del Tempio. Tuttavia devono far fronte a minacce oscure. Un’ombra infesta i loro cuori per dividerli e distruggerli. I loro corpi sembrano perdere sempre più consistenza. Alla vicinanza tra le due donne si contrappone il sempre più marcato isolamento di Bashinoir.

Nel regno di Isk, maghi e consiglieri devono sottostare all’insaziabile ingordigia di sesso, guerra e potere di re Beanor. L’ultima delle sue giovani mogli, tuttavia, non si dà pace per la libertà e l’amore perduti. Potranno i giochi e gli inganni sotto le lenzuola essere la chiave di svolta di una guerra millenaria?” (da Amazon)

I Rami del Tempo – Recensione

Dopo aver letto tante recensioni fra il positivo e l’entusiasta, in giro per il web e su Amazon, devo ammettere che I Rami del Tempo di Luca Rossi è stato una discreta delusione. Certo, non dirò che si tratta di un brutto libro: il linguaggio è corretto e scorrevole, si vede una certa cura nella scrittura del romanzo, ed è più di quanto si possa dire di molti altri autori. Tuttavia, sono dell’opinione che l’autore abbia sprecato l’occasione di sfruttare una buona idea e scrivere un’ottima storia. I personaggi sono piatti e la loro psicologia poco indagata; il tema del viaggio del tempo non è sfruttato, se non come possibilità per il secondo romanzo; alcune scene sembrano inutili ai fini della trama, inserite solo per ammiccare a un certo tipo di pubblico; mentre altre svolte sembrano almeno azzardate, se non impossibili.

In conclusione, il romanzo scorre e si lascia leggere senza troppi problemi, ma risulta piuttosto piatto e non riesce a catturare l’attenzione e l’emotività, portando a una certa noia.

Trama

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La trama de I Rami del Tempo è interessante, nonostante si abbia l’impressione che la narrazione si interrompa proprio nel momento in cui iniziava a prendere il volo.

Il tema del viaggio nel tempo e dei paradossi temporali, come sempre, promette di essere avvincente, sebbene questa promessa venga in gran parte disattesa essendo questa linea narrativa quasi marginale.

L’impressione, infatti, è che in questo primo libro l’autore si sia limitato a presentare il contesto (pur senza una vera e accurata descrizione dell’ambientazione, che è interamente lasciata alla fantasia del lettore) e i personaggi (tralasciando, però, una vera indagine psicologica), senza fare di fatto progredire la storia, se non nelle ultime pagine, in cui molti colpi di scena sconvolgono ciò che era stato narrato fino a quel momento, lasciando il lettore con un (irritante a mio avviso) cliff-hanger molto fumettistico.

Personalmente, non capisco e non condivido la scelta di pubblicare I Rami del Tempo come libro a sé stante: in fondo, il romanzo ha solo 158 pagine e forse poteva essere accorpato al seguito in un più corposo libro di 300 pagine circa, in cui la storia avrebbe progredito in modo più sostanzioso.

In generale la narrazione riesce a stuzzicare la curiosità, pur con qualche calo d’interesse e buco di trama: ad esempio non si capisce perché, rimasti solo in tre su di un isola e non potendo procreare a causa dei vincoli sacerdotali delle due donne, i protagonisti non prendano nemmeno in considerazione l’idea di partire per un altro luogo, ma decidano invece di ricostruire le proprie vite sull’isola. Qual’è il senso di una vita del genere?

Le scene di sesso sono spesso volgari, ma tutto sommato in linea con i personaggi che vi prendono parte: non sono riuscita, però, a trovare il senso e lo scopo di quelle scene o della presenza stessa del Re, loro protagonista, se non quella di inserire un’appeal in più a un pubblico di lettori che ultimamente sembra gradire molto le scene a luci rosse.

Lingua e stile

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Il linguaggio utilizzato è piuttosto semplice e diretto, senza arzigogoli, con frasi secche e brevi. I Rami del Tempo è in generale ben curato, senza errori di sorta e piuttosto scorrevole, si lascia leggere senza intoppi.

D’altronde, lo stile utilizzato non lascia nulla al virtuosismo letterario e non si fa segnalare né nel bene, né nel male: le costruzioni sono sempre piuttosto semplici e, in alcuni casi, finiscono per risultare ripetitive, dando l’impressione di leggere una sceneggiatura o un fumetto, piuttosto che un romanzo. Specialmente nell’incipit questo linguaggio molto secco risulta quasi telegrafico: una tipologia di stile che forse può piacere, ma non a me, che in buon libro, oltre alla trama, cerco in genere anche il bel linguaggio.

Personaggi

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A mio avviso, ne I Rami del Tempo, l’introspezione psicologica dei personaggi avrebbe potuto e dovuto essere più approfondita, soprattutto in un romanzo il cui scopo principale è presentare personaggi e ambientazioni.

A una ragazza come me, i personaggi femminili sembrano spesso piatti e stereotipati, mentre mi lasciano perplessa certe scelte e svolte narrative azzardate, come quella di un personaggio che “dimentica” l’uomo che fino a poco prima pensava di amare, innamorandosi perdutamente di qualcun altro e cambiando addirittura gusti sessuali (ma sono valutazioni personali!).

Bashinoir: è l’unico uomo rimasto sull’isola di Turios. Sposato con Lil non può più toccarla perché lei deve intraprendere il percorso per divenire sacerdotessa per difendere l’isola insieme all’altra Sacerdotessa rimasta, Miril. L’apatia dell’uomo nei confronti della situazione è sorprendente, ma si può capire nell’ottica di dover accettare il volere della Sacerdotessa, che sembra essere vista da lui come un essere quasi semidivino. In questo caso appare però incredibile che, nel momento in cui l’uomo decide finalmente di agire, lo faccia proprio per uccidere la sacerdotessa. I pochissimi dialoghi che ci vengono presentati fra lui e l’ombra che cerca di convincerlo a compiere questa azione di sicuro non sono nemmeno lontanamente sufficienti a giustificare la sua decisione finale. In generale si ha la sensazione che il personaggio sia poco più di un espediente narrativo.

Lil: da membro del genere femminile, i comportamenti, le azioni e i pensieri di questo personaggio mi hanno lasciata, più che perplessa, quasi offesa. Lil sembra l’incarnazione dello stereotipo della pulzella gentile che deve essere salvata. Indecisa, debole, in balia delle decisioni degli altri, non sembra essere in grado di definire le proprie azioni secondo i propri pensieri. Durante il percorso sacerdotale rivela doti insospettabili ma rimane un personaggio dal carattere più inesistente che debole.

Miril: al contrario di Lil, la Sacerdotessa Miril è la donna forte che prende decisioni, pur avvicinandosi molto, specie all’inizio della narrazione, al prototipo dell’algida donna-angelo. Nel corso de I Rami del Tempo la sacerdotessa perde progressivamente la sua aura semidivina, mano a mano che rivela un’infatuazione per Lil sempre più evidente e degna di una ragazzina. Probabilmente il personaggio con maggior introspezione psicologica, seppure in alcuni punti i suoi comportamenti si rivelino contraddittori e ingiustificati.

Re Beanor: la sua attività principale è portarsi a letto qualsiasi cosa di bell’aspetto gli passi davanti. Non ha cervello, non gli interessa nient’altro se non la sua fissazione per la vendetta contro il popolo dell’isola di Turios e la liberazione delle rotte verso sud. Oltre a scopare (perdonatemi il francesismo) e urlare contro i maghi che ha incaricato di compiere la sua vendetta, il Re non fa nient’altro per tutto I Rami del Tempo e alla terza, inutile, scena erotica ci si inizia a domandare perché il narratore si sia disturbato a raccontarci di lui.

Maghi (Aldin, Ilis, Obolil): alla corte di Re Beanor si succedono 3 maghi, il cui unico scopo è distruggere la popolazione di Turios per abbattere la barriera che la circonda.

  • Aldin, rimane probabilmente il mago più interessante perché, benché venga ripetuto da tutti quanto egli sia inetto, è colui che riesce a mandare a segno più colpi, essendo capace addirittura di viaggiare nel tempo. Di lui ci viene raccontato ben poco ma, checché ne dicano gli altri, a me appare come uno dei personaggi più intelligenti e interessanti.
  • Ilis, talentuoso apprendista prima di Aldin e poi di Obolil, è timoroso e non ha grande carattere, salvo sfoderare un inaspettato coraggio (come la maggior parte dei personaggi del libro, del resto) verso la fine, dopo essersi fatto raggirare da una delle mogli del Re. Peccato che questo coraggio venga manifestato solo dopo essere stato stupidamente raggirato da una ragazza, raggiro che non viene descritto né narrato, ma solo riferito dal narratore. Bisogna credergli sulla parola!
  • Obolil, risulta nulla più di un vecchio bavoso: non riesce a fare pietà neppure quando ci viene raccontato che ha dovuto subire anni di torture. Chiama continuamente inetto Aldin ma sembra lui il vero incapace.

Le mogli di Re Beanor: forse i personaggi femminili più interessanti, di loro non ci viene raccontato molto ma visto il colpo di scena finale… è necessario attendere il secondo romanzo per valutare!

A questi personaggi se ne aggiungono altri, estremamente misteriosi, come gli individui dalla tecnologia evidentemente superiore che ci vengono mostrati in alcuni flashback sulla storia di Isk e Turios; oltre a Ili e Nal, bambini di origine chiaramente divina che sembrano prendere le sorti dell’umanità come un gioco. Questi due particolari personaggi, che sembrano usciti direttamente da un romanzo di Jostein Gaarder, sembrano aprire a interessanti interpretazioni filosofiche o fantascientifiche, tuttavia sono appena accennati e dovremo aspettare i romanzi seguenti per vederne lo sviluppo.

I Rami del Tempo – Valutazione Finale

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In generale, I Rami del Tempo è un romanzo godibile e alcune delle intuizioni sono intriganti, ad esempio la rappresentazione del tempo come un albero il cui fusto è il flusso principale e i cui molti rami rappresentano tutte le linee temporali che avrebbero potuto essere ma non sono state. Un’immagine davvero calzante ed evocativa.

Stuzzicante anche la presenza di individui tecnologicamente più avanzati, che sembrano intervenire come deus-ex-machina per decidere le sorti dei popoli, tema che rimanda a una possibile discussione sulla libertà, il destino e il libero arbitrio: si dovrà però aspettare i libri seguenti per vedere come verrà sviluppata la tematica.

Quello che, a mio avviso, manca al romanzo, e che mi ha portato ad assegnargli 2 stelle, è stato il coinvolgimento emotivo. In alcuni punti mi sono trovata annoiata e in nessun momento ho percepito la familiare sensazione di smania di lettura: quell’identificazione e comunione psicologica ed emotiva con i personaggi che fa piangere quando qualcuno soffre, trattenere il fiato quando qualcuno è in pericolo e soprattutto che fa prudere le mani nel desiderio di scoprire cosa accadrà in seguito.

Malgrado non abbia mai avuto voglia di abbandonare la lettura, non ho mai neppure avuto voglia di continuarla e imputo questa sensazione alla scarsa attenzione data alla definizione psicologica ed emotiva dei personaggi: insomma, un romanzo scorrevole ma non di quelli da ricordare e portare con sé.