Scheda riassuntiva: L’Erede della Luce

Autore Luca Rossi
Titolo L’Erede della Luce
Genere Fantasy – Sci-fi – Erotico
N° pagine 170
Dove trovarlo Amazon
Valutazione Penna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna grigia, indica un voto non assegnato nella scala di valutazionePenna grigia, indica un voto non assegnato nella scala di valutazione

 

Sinossi

Copertina de L'Erede della Luce di Luca Rossi
Dopo essere tornata indietro nel tempo per salvare l’isola di Turios e ricucire il tessuto temporale, Lil, in fin di vita, viene curata nell’antico villaggio dei suoi avi, la cui ribellione scatena la pesante rappresaglia dell’esercito reale. Rimasta sola e separata dalla sacerdotessa Miril, sua guida e compagna, Lil si trova di fronte a una scelta impossibile: rinunciare alla propria vita e a quella di tutti gli abitanti del suo mondo salvando i rivoltosi o assistere impassibile al loro sterminio.

Intanto Miril è tenuta prigioniera nel Palazzo Reale dei nemici, dove tutti i suoi poteri sono inefficaci contro una magia ben più antica e potente della sua e dove, per riottenere la libertà, dovrà superare una serie di prove mortali nelle quali il pericolo maggiore è rappresentato da se stessa.

Nel futuro, la bellissima regicida Milia attende mestamente la sua esecuzione mentre il regno è stravolto dai cambiamenti della regina Aleia, capace in poco tempo di ridare lustro e importanza al trono e conquistare il popolo. La nuova Isk è però minacciata dagli sconvolgimenti messi in moto dal mago Aldin, costringendo la sovrana a guidare una pericolosa spedizione nel passato.

I cambiamenti temporali scatenano tuttavia degli effetti sempre diversi, portando Lil a spingersi ben oltre il limite nell’uso dei suoi poteri magici, al punto da abusarne e attirare persino l’attenzione di chi detiene il potere assoluto sull’evoluzione dei pianeti. Nel nucleo centrale del governo della Federazione dei Mondi, il Presidente Molov non perde tempo e decreta la più grave delle punizioni per chi si è reso colpevole dell’uso di un potere che si credeva scomparso da millenni. [da Amazon]

L’erede della luce – Recensione

Eccomi finalmente a recensire il secondo volume della trilogia “fantasy” di Luca Rossi: L’Erede della Luce. Avevo lasciato il primo libro, I Rami del Tempo, con qualche dubbio sull’evoluzione della trama, sulla caratterizzazione dei personaggi e sul linguaggio utilizzato.
Devo dire che alcuni dei miei dubbi sono stati confermati, altri sono stati invece dissipati almeno in parte .
Sicuramente ho percepito nel romanzo un generale miglioramento (lo ritengo infatti più godibile di quanto non fosse il primo) mentre si è insinuata una certa perplessità su quale debba essere la “classificazione” in generi letterari: è un fantasy che sembra fantascienza? È fantascienza mascherata da fantasy? Non è facile stabilirlo, e questo non è necessariamente un male! Anzi, a mio avviso aggiunge una nota di unicità al testo che, in un mondo di fantasy (quasi) tutti uguali, non guasta mai.

Trama

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Se la trama del primo romanzo era piuttosto semplice e lineare, malgrado molte digressioni che continuo fortemente a ritenere inutili e in parte anche fastidiose, quella de L’Erede della Luce è decisamente più complessa, se non altro perché i personaggi vengono improvvisamente separati non appena raggiungono la fine del loro viaggio nel tempo. Non aspettatevi però intrecci complicati alla Martin: la narrazione procede in modo lineare, parlando prima di Lil e poi di Miril quando la prima sta per ricongiungersi alla seconda.
D’altronde, è evidente che proprio Lil è la grande protagonista de L’Erede della Luce. Finalmente riusciamo a conoscerla meglio: lo spazio lasciato all’indagine psicologica è in questo caso più ampio, anche se, secondo me, in molti punti la caratterizzazione risulta ancora una volta un po’ ingenua riguardo alla realtà della psiche femminile.
Inoltre, ne L’Erede della Luce si vede finalmente un po’ di azione, anzi, un sacco di azione, e questo aiuta a rendere la trama più interessante e il romanzo piacevole.
Infine, in questo volume si aggiunge almeno un colpo di scena (anche in questo caso si tratta di un colpo di scena molto vicino alla fine che ci lascia con una storia a metà, ma a questo ci eravamo abituati) davvero inaspettato che fa venire al lettore una discreta acquolina in bocca riguardo al terzo romanzo, ancora da pubblicare.
Ne L’Erede della Luce il tema del viaggio nel tempo e dei paradossi temporali riesce ad essere al tempo stesso il protagonista ed ad essere escluso dall’azione : se ne parla un sacco, è il motore che muove molte azioni dei personaggi ed è anche ciò che provoca il colpo di scena finale a sfondo fantascientifico, eppure non resta impresso, non si ha la sensazione che sia il focus della storia, non ci si chiede nemmeno una volta (o almeno io non l’ho fatto) “riusciranno i nostri eroi a riportare il tempo sui binari?”, se non nelle due pagine in cui finalmente ci vengono mostrati questi “catastrofici” effetti sulle linee temporali. Insomma, il viaggio nel tempo è il motore dell’azione eppure tende a scomparire letteralmente nella narrazione.
Tuttavia, la cosa che più mi ha lasciata perplessa e che non sono riuscita a capire è stata la scelta del titolo, secondo me un grosso handicap per il libro: non sono infatti riuscita a decifrare in alcun modo a chi o cosa si riferisca “L’Erede della Luce”.

Lingua e stile

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Lo stile narrativo mi è parso migliorato: è scomparso quell’uso quasi telegrafico della lingua che mi aveva leggermente infastidito ne I Rami del Tempo e le frasi tendono ora ad essere complete e ben articolate.
Lungo tutto L’Erede della Luce la lingua continua ad essere piuttosto semplice e diretta, virando leggermente verso un registro più alto e assumendo uno stile più definito e piacevole solo quando si entra nel regno della fantascienza. A questo punto sembra che lo scrittore abbia ritrovato il suo elemento e lo stile si fa improvvisamente interessante, con una scrittura che sembra adattarsi ai vari personaggi caratterizzandoli meglio di quanto abbia mai fatto con i protagonisti.
Anche ne L’Erede della Luce non c’è nulla da segnalare né in materia di errori né di particolari virtuosismi linguistici, ma anche in questo ambito mi è sembrato di vedere un netto miglioramento.

Personaggi

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Malgrado ne L’Erede della Luce vi sia un più ampio spazio alla caratterizzazione dei personaggi e alla descrizione dei loro pensieri ed emozioni, soprattutto per quanto riguarda Miril e Lil, da una parte ho percepito questo spazio come ancora insufficiente per altri personaggi, dall’altra mi è sembrato di vedere ancora una certa ingenuità nel descrivere la psiche degli elementi femminili, così come una scarsa motivazione delle azioni di alcuni personaggi, in particolare nei momenti di pericolo e tensione.
L’impressione è che, per non annoiare il lettore, Luca Rossi si concentri solo sull’azione ma, a mio parere, questo atteggiamento crea alcune difficoltà ad empatizzare con personaggi che somigliano più a marionette che a persone.

Bashinoir: morto alla fine del libro precedente, di fatto scompare quasi completamente e da subito da L’Erede della Luce e dai pensieri di Lil, che nonostante sia stata sua moglie e convinta di amarlo per tanti anni, ora vive per Miril.

Lil: gli eventi de L’Erede della Luce ne fanno la protagonista almeno fino alla metà della vicenda e la costringono a prendere in mano la situazione, ovvero a pensare, agire, decidere da sola. Ciononostante e malgrado sia il suo personaggio ad essere quello maggiormente indagato a livello psicologico, nonché uno dei pochi personaggi di cui riusciamo a conoscere direttamente pensieri ed emozioni, rimane lo stereotipo della pulzella gentile (che però non deve più essere salvata). Il fatto che si preoccupi di aver fatto del male ai due personaggi che stanno cercando di violentarla la rende qualcosa di molto simile a Madre Teresa di Calcutta (solo più giovane e bella), mentre le sue azioni ci fanno lentamente (ma neanche troppo) capire che abbiamo a che fare con la classica “prescelta” con poteri eccezionali che in due mesi padroneggia meglio della sua maestra. Ok, forse mi sto accanendo troppo su questo personaggio perché non mi è affine, ma rimango convinta che il nome adatto per Lil rimanga Mary Sue (link). (Ovviamente rimango a disposizione di chiunque per le confutazioni, che sono sempre bene accette!)

Miril: ne L’Erede della Luce la sacerdotessa ha meno spazio, soprattutto perché la sua allieva l’ha superata e ha preso in mano la situazione. Miril rimane uno dei personaggi più coerenti e apprezzabili: è pacata, sa essere fredda quando serve e ha una forza spirituale che le permette di fronteggiare una delle scene più interessanti del romanzo (con vasti riferimenti all’eterno tema del doppio) che però, a mio avviso, è stata risolta in modo troppo sbrigativo con una semplice scena d’azione.

Re Beanor: ce ne siamo liberati e, lasciatemelo dire, sia lode a Milia per questo!

Maghi: a mio avviso tendenzialmente irrilevanti ne L’Erede della Luce.

Mogli di Beanor ovvero:

Milia: è un personaggio dalle mille sorprese. In principio fanciulla modesta ne I Rami del Tempo, si evolve fino a diventare un’infida manipolatrice e infine una regicida. Ne L’Erede della Luce cade dalla padella nella brace finendo tra le braccia della regina Aleia ma, da quanto ci viene raccontato, sembra iniziare a infatuarsi dell’algida regina. Tuttavia, quando tutti i personaggi si ritrovano a dover fare fronte comune per affrontare una situazione di pericolo più grande di loro, Milia diventa il prototipo della ragazza infida e nemmeno troppo intelligente, visto che gioca contro la sua stessa squadra senza avere la certezza di ottenere nulla in cambio da quelli che, peraltro, sono di fatto esseri alieni e superiori. Un atteggiamento che, secondo le mie basilari conoscenze di psicologia, va contro ogni istinto di sopravvivenza.
Aleia: un’altra donna forte e intelligente, una sorta di donna-uomo che somiglia abbastanza a Miril, sebbene ne esasperi le caratteristiche fino a farle divenire negative. Usa l’intelligenza per manipolare chi le sta intorno; usa il potere (non esclusivamente) per il proprio piacere personale fino a somigliare molto a un despota; è dura fino a divenire inflessibile. Tuttavia, a mio avviso, non è un personaggio totalmente negativo e questo la rende uno dei più interessanti.

Molov: il Presidente della Federazione dei Mondi è un personaggio enigmatico di cui scopriamo pochissimo ma che, per le sue incredibili peculiarità e per il suo atteggiamento distaccato e vagamente dispotico, non può che stuzzicare la curiosità del lettore. Tutti i personaggi che afferiscono a questo mondo fantascientifico, in realtà, sono estremamente peculiari, ben caratterizzati anche dal linguaggio utilizzato e quindi molto interessanti. Dimostrano, finalmente, l’abilità di questo scrittore.

L’Erede della Luce – Conclusioni

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Prima di concludere lasciami esprimere il mio rammarico per non avere trovato traccia ne L’erede della luce di Ili e Nal, i due bambini divini di sentore così gaarderiano che mi avevano tanto affascinato nei pochi scorci che ne avevo avuto. Spero vivamente di poterli ritrovare nel terzo volume insieme a quella riflessione su destino e libero arbitrio che spero non sarà tralasciata (bada che non mi aspetto una esplicita discussione filosofica, quanto un accenno di problematicità riguardo a questi temi).

In conclusione mi preme sottolineare che l’idea di mescolare fantasy e fantascienza è senza dubbio il grande punto di forza di questo romanzo rendendolo unico e originale. Mentre i punti di debolezza sono e rimangono, a mio parere, le caratterizzazioni emotive dei personaggi che continuano a costituire un ostacolo al rapporto empatico tra lettore e libro, impedendo così di godere davvero della storia.

Tuttavia, devo dire che alla fine de L’Erede della Luce c’è davvero molta carne al fuoco: un universo misterioso da scoprire, una situazione precaria che crea tensione, nuovi personaggi interessanti che stuzzicano la fantasia. Finalmente posso dire che sono davvero curiosa di leggere il terzo volume, confidente che l’ambientazione fantascientifica permetterà a Luca Rossi di esprimersi al meglio!