Scheda riassuntiva: Darkwing

Autore Davide Cencini
Titolo Darkwing I e II
Genere Fantasy – Sci-fi
N° pagine 550 + 530
Dove trovarlo  Amazon, La Feltrinelli, Ibs, Kobo, Mondadori…
Valutazione Penna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna grigia, indica un voto non assegnato nella scala di valutazione

Sinossi

copertina del primo volume di Darkwing

Copertina del primo volume di Darkwing

Terra. Un futuro non molto lontano.
La EnerFed Corporation collauda un nuovo reattore in grado di produrre energia illimitata, ma il sogno di un mondo migliore si trasforma in una tragedia. Peter non riesce a scappare in tempo: un’esplosione, il nulla.
Peter non è morto: è in un luogo chiamato Corown, e viene prescelto dalla Spada dai Sette Occhi per diventare il Darkwing, un guerriero investito di un potere terribile e oscuro che rischia di consumarlo. Riuscirà a servirsene per salvare coloro che ama? [da worldofdarkwing.com]

Darkwing – Recensione

Darkwing è un libro che ti sorprenderà.

Classificarlo è difficile:

  • Fantasy? Molto, ma non del tutto.
  • Fantascienza? Solo un tocco.
  • Parodia? Giusto per smorzare i toni.
  • Avventuroso? Quel tanto che basta per tenere il lettore col fiato sospeso.
  • Impegnato? A tratti, per non farci mancare nulla.

Darkwing è una commistione di stili, generi e momenti diversi che sa tenere un equilibrio ben calibrato che si sbilancia solo in rare occasioni, per dare spazio a riflessioni forse fin troppo esplicite per un libro di narrativa.

Pur apprezzando personalmente la volontà di inserire temi complessi e riflessioni importanti all’interno di un racconto appartenente ad un genere considerato di intrattenimento, non posso fare a meno di notare come queste riflessioni, in alcuni punti, sfuggano al controllo dell’autore, trasformando i personaggi in oratori e i dialoghi in monologhi che tendono a interrompere la famosa “sospensione dell’incredulità” che è la magia propria di ogni testo di fantasia.

Questi momenti non sono numerosi e possono forse essere perdonati ma a mio avviso è un peccato “imboccare” a questo modo il lettore, portandolo probabilmente ad infastidirsi, quando l’azione stessa potrebbe veicolo molto più efficace dei temi, che sarebbero comunicati al lettore senza dargli la sensazione di essere indottrinato.

Se si eccettua questo particolare Darkwing è un romanzo sa essere innovativo pur rimanendo egregiamente nei più classici canoni del fantasy epico.

Tanto coinvolgente quanto divertente fin dalla prima pagina, costellato di deliziosi riferimenti più o meno espliciti alla cultura pop, è una lettura imperdibile per qualsiasi appassionato del genere.

Forse è anche per questo che, dopo l’inizio in self-publishing, Darkwing è approdato alla casa editrice Ute Libri, che a mio parere ha scovato una piccola perla!

Trama

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La trama è… beh, un vero casino.

Si comincia “in media res” ma in realtà è solo il classico capitolo fast-forward che somiglia molto ad un trailer.

All’inizio ero rimasta delusa perché dalle prime pagine sembra davvero il solito fantasy trito e ritrito. Mi sono poi galvanizzata quando la narrazione è saltata ad un presente che è solo leggermente nel nostro futuro e io mi sono convinta che il primo capitolo fosse solamente la descrizione di una sessione di gioco di ruolo giocata dal protagonista. Infine sono rimasta di nuovo un po’ delusa quando ho capito che il primo capitolo non era altro che un fast-forward.

La trama gira attorno alle vicende di Peter Klein, un ex marine, guardia giurata, che viene scaraventato in una dimensione parallela estremamente fantasy dopo un esperimento finito male. Il lettore seguirà principalmente le vicende di Peter, con qualche excursus nelle vite della sua amica Jasmine e della nipote Amanda, rimaste sulla Terra.

Giunto su Corown, Peter inizia subito a mettersi nei guai risvegliando la Spada dai Sette Occhi, un’arma mitologica e dotata di coscienza, legata a filo doppio ad un oscurissimo oscuro signore, Xagash, il cui unico scopo è distruggere tutto e tutti.

Da quel momento il suo destino è legato alla spada, che cercherà di corromperlo (vi ricorda niente?), trasformandolo nel Darkwing. Ma la sua storia si intreccia anche con quella di molti personaggi più o meno positivi che lo accompagneranno e/o aiuteranno nel corso della sua strada verso Solenor, mitica città sede dei Solar, un ordine di monaci guerrieri che potrebbero sapere come separare Peter dalla spada e rispedirlo a casa.

Vi ho raccontato la storia di Darkwing davvero per sommi capi perché, come in ogni buon fantasy, le vicende si dipanano prima di tutto attraverso un viaggio verso la salvezza e poi attraverso molteplici avventure e vicissitudini.

Devo dire però che ammiro come l’autore ha saputo gestire un trama complessa senza lasciare buchi o incongruenze.

Linguaggio

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Il linguaggio sa adattarsi egregiamente alla scena che viene narrata e si evolve nel corso della narrazione proprio insieme all’evoluzione del personaggio principale.

Inoltre, la lingua utilizzata sa mutare, pur senza disturbare il lettore, anche nei passaggi tra la storia che si svolge su Corown e quella sulla terra, passando da un tono più epico ad uno più moderno e colloquiale.

Darkwing parte con un tono estremamente leggero, al limite del comico e della parodia, che si rintraccia spesso in alcuni tratti fortemente stereotipati di personaggi che sono ormai topoi del genere fantasy.

Nel corso della narrazione, però, mentre la lotta interiore di Peter inizia divenire sempre più aspra e il suo lato oscuro viene sempre più alla superficie, il linguaggio si adatta ad un ambientazione più dark e cupa.

Da lodare il modo leggero con cui l’autore riesce a trattare argomenti delicati come le differenze di religione, la fede, la cruda realtà della guerra o la violenza sulle donne, senza scaricare macigni sul lettore eppure senza sminuirli.

Punto debole: i passaggi da Corown alla terra e i cambi di punto di vista  sono a volte un po’ troppo bruschi, ma spesso si tratta di problemi tipografici (la classica riga vuota o un cambio di capitolo mancati) piuttosto che di lingua.

Personaggi

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I personaggi sono talmente tanti che anche in questo caso prenderò in considerazione solo i protagonisti e alcuni “gruppi” importanti.

Peter Klein: fondamentalmente un brava persona, immediatamente simpatico a chiunque, è abbastanza in linea con la classica figura dell’eroe pasticcione. Spesso è lui stesso che garantisce il release comico della situazione ma mano a mano che il suo rapporto con la spada si sviluppa questo accade sempre meno. Più che a una vera e propria “corruzione” verso il male assistiamo in Peter ad un progressivo “sfumare” dei limiti del male in una infinita scala di grigi, dove non è chiaro se fare il male per fare il bene sia lecito. Il tema della lotta tra bene e male è qui trattata in modo estremamente moderno, abbandonando la tradizionale dicotomia e inducendo anche il lettore a riflettere su quale possa essere la cosa giusta da fare nelle varie situazioni.

Spada dai Sette Occhi: più o meno inerte nel primo libro, nel secondo si rivela davvero come essere senziente e tendenzialmente di sesso femminile. È un’ammaliatrice e non risulta un essere tradizionalmente malvagio, quanto più un essere potente, libero dalle limitazioni di una morale umana, che prende ciò che vuole quando vuole. Questo la rende uno dei personaggi più affascinanti della narrazione e ammetto di aver desiderato di somigliarle.

Lyse: poco più di una bambina nel ruolo della donzella in pericolo all’inizio della narrazione, cresce e si fa personaggio complesso e misterioso man mano che la storia si evolve. Tuttavia, pur essendo importante per il forte legame che instaura con Peter, non viene lasciato molto spazio alle sue azioni e ai suoi pensieri, quindi rimane poco più che un abbozzo di personaggio.

Lidia: uno dei cyborg che potrebbe contribuire a spostare questo romanzo dal genere fantasy a quello della fantascienza. Non è chiaro da dove provenga nè quale sia il suo scopo, è tuttavia un personaggio molto interessante. Donna dall’apparenza forte, deve lottare con le sue debolezze, che la portano proprio malgrado a cercare la protezione e la sicurezza di un compagno. Lei è l’espediente per parlare della violenza sulle donne, con una sensibilità notevole per un uomo. L’unica cosa che mi ha lasciata perplessa è stata il fatto che dalle vicende di Lidia emerga il suggerimento che una donna abbia comunque bisogno di un uomo, di un “salvatore”, per riuscire ad uscire da una situazione di violenza domestica.

I Solar: i monaci guerrieri che, guidati dall’eroe mitico Adamantis, all’inizio del tempo hanno salvato Corown da Xagash. Sono un’ordine composto da persone che posseggono delle doti naturali per manipolare il “Radiant” una sostanza (o forse una radiazione) che pervade ogni cosa e permette di dominare magicamente gli elementi. La struttura dell’organizzazione Solar così come il concetto di magia, legato da una parte ad una dote naturale e dall’altra a quello di religione, sono estremamente interessanti e fuori dagli schemi del fantasy tradizionale.

Chiesa Toriana e Toras: un’organizzazione religiosa dedita al culto del do Helios. Il pantheon e l’organizzazione della religione sono un altro tema estremamente interessante in Darkwing. Il concetto di fede per come lo consociamo noi non ha infatti ragione di esistere su Corown, dove le preghiere dei monaci vengono regolarmente ascoltate ed esaudite con miracoli di vario tipo. I monaci Toras non devono quindi credere nell’esistenza del loro dio, perché hanno le prove, devono solo confidare che il loro dio sia più forte degli altri e possa proteggerli. Quando Kai (un monaco Solar) chiede a Peter come possa avere fede senza alcuna prova tocca in effetti uno degli argomenti più spinosi riguardanti la fede.

Sindel e Vonatar: nella maggior parte delle loro caratteristiche, sono la quintessenza del cattivo da fantasy classico (o meglio ancora da gioco di ruolo) e per questo suscitano un sorriso più che un tremito di paura e non riescono a farsi odiare nemmeno provandoci. Sono, a mio avviso, il vero nucleo del lato parodico di questo romanzo: sono infatti la caricatura del cattivo e della sua fedele sottoposta, sia nella scelta degli abiti (tutine scosciate per lei, armatura e maschera da teschio per lui) che negli atteggiamenti. Tuttavia, mentre Vonatar sembra di fatto essere una caricatura di Sauron, nel secondo romanzo Sindel riesce a mostrarci anche il suo lato umano, le sue emozioni e una caratterizzazione più profonda di quanto possa sembrare in principio. Sindel sembra infatti incarnare ancora una volta quella figura di donna forte che scegliere sempre l’uomo sbagliato che abbiamo già visto in Lidia.

Conclusioni

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Darkwing è forse la lettura che mi sento di consigliare con maggior ardore fra quelle che ho già recensito qui. Ha tutti gli elementi per essere un romanzo completo: divertente, coinvolgente, profondo e problematico nelle sue riflessioni. Non è solo un racconto di intrattenimento ma anche e soprattutto una storia che resta nel cuore. Nel mio cuore è sicuramente rimasta e anche nella mia mente perché i due libri che ho avuto il piacere di leggere tutti d’un fiato sono solo la prima parte di questa saga.
L’autore mi ha promesso che il prossimo capitolo uscirà a breve. Io sono già qui ad aspettarlo e intanto mi tengo aggiornata e mi leggo tutte le curiosità sul mondo di Darkwing!