Scheda riassuntiva: Ai confini del cuore

Autore Tiziana Lia
Titolo Ai confini del cuore
Genere Sentimentale
N° pagine 220
Dove trovarlo Amazon
Valutazione Penna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna grigia, indica un voto non assegnato nella scala di valutazionePenna grigia, indica un voto non assegnato nella scala di valutazione

Ai confini del cuore – Sinossi

Copertina di Ai confini del cuore di Tiziana LiaA quasi trent’anni, Fanny desidera soltanto un lavoro sicuro per ottenere l’affido di suo figlio Ben. L’amore non è tra le sue priorità ma l’incontro con Ray sconvolge i suoi equilibri. Separato e padre di due bambine, lui comprende le sue paure e i suoi sbalzi d’umore. E non chiede che amarla. Il passato, però, soffoca Fanny: abbandonarsi a un uomo significa perdere il controllo della propria vita. Come lasciarsi andare ai sentimenti? Ray non è disposto a restare ai margini della sua vita: amarlo o lasciarlo. Convinta di non essere la persona che possa rendere felice un uomo speciale come lui, Fanny sceglie la carriera e lascia San Diego per Los Angeles. E quando rischia di perdere suo figlio, affronterà il suo peggiore incubo da sola. Ma lo sarà davvero? [da Amazon]

Ai confini del cuore – Recensione

Prima di iniziare questa recensione è necessario che io faccia una premessa: non sono una lettrice appassionata di romanzi rosa/sentimentali. Mi è capitato solo un paio di volte di leggere romanzi di questo genere, sempre dietro caloroso consiglio di amiche, e in entrambi i casi li ho letti con piacere per poi decidere che non rientravano tra i miei generi favoriti.

Quindi perché ti ritrovi a recensire proprio un romanzo sentimentale, ti starai chiedendo? Perché una ragazza simpatica e gentile mi ha chiesto di farlo e di darle le mie impressioni, e io sono molto contenta di aiutare un’autrice volenterosa come lei.

Sono anche felice di dire che Ai confini del cuore è stato una piacevole sorpresa, che mi ha tenuta incollata alle pagine dall’inizio alla fine malgrado il mio scarso amore per questo genere: e questa potrebbe già essere una recensione sufficiente, una ragione per dire “consiglio di cuore questo romanzo”, ma scendiamo nel dettaglio.

Trama

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Ammetto di non sentirmi in grado di dare giudizi di merito riguardo alla trama di Ai confini del cuore, non avendo nella memoria paragoni a sufficienza nell’ambito del genere sentimentale. L’impressione è comunque che la trama sia ben costruita e che scorra piacevolmente, senza troppi intoppi. Ho trovato quelli che mi sono sembrati elementi di originalità nel fatto che i due protagonisti, Fanny e Ray, fossero già genitori, persone adulte e razionali, non i soliti ragazzi passionali pronti a gettarsi a capofitto in una storia. Tuttavia mi è parso un elemento un po’ forzato (forse, “troppo bello per essere vero” è la definizione giusta) proprio il fatto che entrambi fossero genitori con qualche problema famigliare, così come le figlie di Ray abbiano la possibilità di conoscere e “innamorarsi” di Fanny prima ancora che lei stessa conosca Ray. Certo, è molto conveniente e poco probabile, d’altronde si tratta di un libro ed è anche vero che le coincidenze fanno parte della vita.

Il passato di Fanny, che con una certa maestria ci viene svelato goccia a goccia nel corso del racconto, mi è sembrato forse eccessivamente immerso in un’atmosfera tra il melenso e il drammatico: può capitare che una ragazza frequenti cattive compagnie, si droghi, resti incinta e scappi dai genitori decidendo di tenersi il bambino… ma resta un po’ oscuro perché il padre rinnegato debba picchiarla quasi a morte dopo che ha scoperto che lei ha tenuto il bambino senza chiedergli nulla.

Per il resto, a parte alcune scelte poco chiare (come quella di ambientare la storia negli U.S.A. che sembra solo essere una scelta più esotica che dire “in quel di Busto Arsizio”) e alcuni colpi di scena prevedibili (ma non si tratta di un giallo, quindi forse non è necessario che si lasci il lettore a bocca aperta) la storia di Ai confini del cuore procede in modo fluido e coinvolgente, concedendo un’ottima alternanza tra i momenti di ansia e quelli di sorriso che sa tenere il lettore piacevolmente sulle spine e fa desiderare con intensità il momento in cui si potrà tornare a immergersi nelle pagine.

Lingua e Stile

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Lo stile di Ai confini del cuore è semplice ma molto scorrevole: non vi sono periodi eccessivamente lunghi o scelte linguistiche complesse. Il linguaggio tende a mantenersi a un livello piuttosto colloquiale ma appropriato alla storia e ai personaggi. Nel complesso, lo stile della narrazione comunica un senso di leggerezza e freschezza che sa rendere la lettura facile e molto gradevole.

Una nota di merito va alle descrizioni delle scene di sesso: pur nella descrizione, a tratti particolareggiata, delle scene d’amore, il racconto riesce ad essere molto sensuale e coinvolgente senza mai scadere nel volgare. Uno stile descrittivo davvero da ammirare che fa godere al lettore il momento di intimità senza mai dare quel senso di straniamento e fastidio che certe scelte lessicali avrebbero potuto comunicare: così anche il primo casuale incontro sessuale descritto nel romanzo rimane un momento piacevole e perfino romantico.

Una piccola critica va invece al linguaggio scelto nel caso di alcuni discorsi diretti, soprattutto nel caso dei bambini. Voglio premettere che trattare con personaggi molto giovani non è mai facile perché, da bravi adulti, ci siamo dimenticati di come parlavamo da bambini e rischiamo di tradurre le loro battute in un linguaggio eccessivamente semplice, che li fa sembrare un po’ ritardati, oppure eccessivamente forbito. In questo caso, per fortuna, si tratta della seconda ipotesi, che personalmente trovo meno fastidiosa della prima: in più di un’occasione le due figlie di Ray parlano con una proprietà di linguaggio che, pur essendo bambine in età scolare e figlie di un medico, trovo difficile da accettare in personaggi così giovani.

Personaggi

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Non sono molti i personaggi che si incontrano nel corso di Ai confini del cuore e i due protagonisti monopolizzano decisamente l’attenzione del lettore, insieme al piccolo Ben, figlio di Fanny, che rimane però più un espediente narrativo che un vero personaggio. I pochi personaggi che popolano la storia di Ai confini del cuore sono però, a mio avviso, ben descritti a livello psicologico, soprattutto grazie al largo spazio che viene dato, all’interno della narrazione, all’esposizione diretta dei pensieri e delle motivazioni dei personaggi.

Fanny: ha 27 anni, lavora saltuariamente e ha un figlio in età scolare che vive dai nonni e di cui vuole assolutamente riuscire ad ottenere la custodia. Questo è lo scopo ultimo di tutta la sua vita, come è comprensibile. Di lei ci vengono dette alcune cose che talvolta sono contraddette dal suo comportamento, tuttavia queste contraddizioni sono in genere sufficientemente piccole da essere percepite come semplici eccezioni all’interno della sensazione generale di un personaggio solidamente costruito a livello psicologico. L’unico appunto che posso fare è che Fanny è fin troppo giovane per avere già deciso di dedicare esclusivamente la vita a suo figlio ma, viste le sue vicende passate, forse anche questo può essere comprensibile.

Ray: Ray è l’uomo perfetto, in tutto e per tutto, e non c’è molto altro da dire. C’è una certa indagine psicologica anche riguardo le sue motivazioni e i suoi pensieri, eppure ogni suo pensiero, mossa e parola è semplicemente troppo buona. Capisco che questa possa essere una certa consuetudine del genere letterario, ma in alcuni casi l’ho trovata vagamente fastidiosa. Ray si arrabbia solo per 5 minuti netti quando scopre che Fanny gli ha mentito per 6 mesi e corre tutte le volte che la sua ex moglie lo chiama, certo alterandosi ma sempre preoccupandosi per lei. Ray è il padre perfetto, anche meglio della madre, e mette addirittura da parte la carriera per stare con le figlie (comportamento molto femminile, che forse lascia trasparire la mano di una donna nel descrivere un uomo). Insomma, come ho detto, Ray è l’uomo perfetto, ed è pure un portento a letto, altro che Mr. Gray!

Ben, Lisa e Sophie: per quanto i bambini abbiano un ruolo fondamentale nella storia e benché vengano accennati i loro problemi psicologici, derivanti da situazioni familiari non proprio idilliache, rimangono in secondo piano, diventando più o meno degli espedienti narrativi, forse anche giustamente, considerando che i veri protagonisti della storia sono e rimangono i genitori.

Intorno a questi protagonisti principali, alla cui indagine psicologica viene dato largo spazio, anche con un’alternanza di punti di vista che a tratti ho trovato quasi straniante per i suoi cambiamenti repentini (certe volte è infatti difficile seguire chi sta pensando cosa in quale momento) si alternano alcuni personaggi secondari, in generale delineati solo in maniera abbozzata a causa del loro ruolo marginale. Vi sono quindi i genitori di Fanny, anche loro buoni fino ad apparire eccessivi nel loro supportare in tutto e per tutto la figlia nonostante lei li accusi (questo in modo tanto sconsiderato da avermi fatto spalancare gli occhi per la sorpresa) di avere causato le sue disgrazie; le due amiche di Fanny, Magda e Hanna, che sono l’immagine speculare di Fanny e forse dovrebbero rappresentare il prototipo della ragazza di 25 anni senza problemi ma – da ragazza di 26 anni – mi sono sembrate eccessivamente sconsiderate dove Fanny era troppo rigida; Sean e Lynn, casualmente e convenientemente amici sia di Ray che di Fanny ma relegati in un ruolo tanto marginale da considerarlo “terziario”, servendo solo, a tratti, da intermediari per i due innamorati.

Ai confini del cuore – Valutazione finale

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Ho soppesato a lungo l’idea di istituire le “mezze penne” per valutare Ai confini del cuore, perché assegnarne solo tre mi sembrava troppo poco, ma alla fine ho deciso di rimanere fedele a un metro di valutazione più chiaro e alla mia crudele inflessibilità. Tuttavia, voglio sottolineare che la mia sensazione finale sul romanzo, malgrado certe debolezze notate a mente fredda, è comunque davvero molto positiva.

Come ho detto, non sono una lettrice esperta o un amante del genere sentimentale, quindi non mi sento di dare un giudizio di merito sul romanzo nel suo complesso. Quello che posso dire, pur avvisandoti di filtrare ogni mia parola seguente tenendo conto che è una mia considerazione assolutamente personale e “di pancia”, è che mi sento di consigliare e suggerire l’acquisto di Ai confini del cuore.

Do questo consiglio sulla base di due fatti indiscutibili:

  • Ha conquistato una non-amante del genere: l’ho letto in pochi giorni e mi ha regalato momenti di lettura davvero piacevoli
  • Ha una scrittura empatica e coinvolgente: la diffusa analisi dei pensieri dei personaggi e lo stile leggero e frizzante riescono davvero a creare un legame con il lettore. È impossibile non affezionarsi a Ray e Fanny, non tifare per loro, non abbandonare la razionalità per lasciarsi trascinare nelle pagine, arrivando a rimpiangere le interruzioni forzate della lettura e a desiderare di tornare al romanzo appena possibile.

Questi due fatti (in particolare il secondo) sono, a mio parere, condizione necessaria e sufficiente per il felice acquisto di un romanzo e per godere di ogni singolo momento di lettura!