Scegliere il servizio di self-publishing – 3. Il formato di pubblicazione: ebook o cartaceo?

Scegliere il servizio di self-publishing – 3. Il formato di pubblicazione: ebook o cartaceo?

Titolo del post come scegliere il formato di pubblicazione: cartaceo o ebookNon so se  è proprio la terza domanda da porsi quando stiamo decidendo quale servizio di self-publishing scegliere, ma sicuramente è fra le prime: quale formato di pubblicazione prediligere? Ebook o cartaceo?

Fino a qualche anno fa il problema non si poneva: l’ebook esisteva già ma leggero era talmente scomodo (e controproducente per la vista) che tutti leggevano quasi esclusivamente cartaceo.

Oggi le cose sono molto diverse: l’avvento degli eReader ha permesso a migliaia se non milioni di lettori di apprezzare i molti vantaggi del formato di pubblicazione digitale.

Scegliere il formato di pubblicazione: l’approccio dei lettori

Il pubblico dei lettori si è conseguentemente diviso in due grandi fazioni che parteggiano (e normalmente litigano furiosamente su questi argomenti, perché il web è il mondo del flame) per l’uno o l’altro formato di pubblicazione: chi non sa rinunciare all’odore della carta e arriva a dire che l’ebook non è un vero libro, e chi ha 2500 libri nell’eReader e sarebbe perso se dovesse tornare a portarsi appresso tonnellate pagine ogni volta che mette un alluce fuori casa (ma i libri cartacei li compra lo stesso, per lo più per collezionismo o quando li trova in offerta a 2€ su Amazon).

Oltre a queste due fazioni in eterna lotta esiste un altro tipo di lettore, ovvero il lettore “il libro vero è quello cartaceo ma siccome l’ebook è comodo e costa meno mi prendo quello” che forse è il più comune nell’ecosistema italiano e purtroppo o per fortuna è anche uno dei potenziali lettori del self-publisher. Questo atteggiamento porta con sé un problema di reputazione (sì, un altro) per il self-publisher, che pur rimanendo quasi subliminale non è trascurabile: anche se non acquisterebbero mai il cartaceo di un self, molti lettori considerano un’opera pubblicata solo in ebook non “seria”.

Ma come si riflettono sulla scelta del servizio di self-publishing tutti queste fazioni?

Scegliere il formato di pubblicazione: l’approccio dei servizi di self-publishing/

Beh, le fazioni non esistono solamente tra i lettori, anche i servizi di self-publishing si dividono (anche se si scannano meno esplicitamente) fra coloro che credono che il formato principe della letteratura sia sempre il cartaceo, e coloro che hanno fiducia nell’editoria 2.0 e nel formato digitale.

I puristi del formato cartaceo

Ormai sono sempre meno, lo ammetto e vanno davvero scomparendo coloro che non offrono anche il servizio di creazione dell’ebook, tuttavia anche fra i servizi di self-publishing più famosi e blasonati esistono coloro che credono che il formato principale da offrire al lettore sia quello cartaceo.

Schermata di pubblicazione in formato cartaceo su Lulu.com

Lulu.com offre sia la pubblicazione in formato cartaceo che in ebook ma la procedura per il formato cartaceo è molto più lineare e dettagliata.

In alcuni l’approccio pro-cartaceo è debitamente nascosto per sembrare imparziali: è il caso di Lulu.com che sembra offrire indistintamente la produzione di libri cartacei o di ebook, ma il cui processo di invio delle opere la pubblicazione è ottimizzato solo per la versione cartacea. Mentre per la versione cartacea esistono infatti template e guide per produrre delle bozze perfettamente pronte per la stampa, se si tenta di pubblicare un ebook ci si trova davanti ad un vero e proprio percorso ad ostacoli.

Anche Ilmiolibro.it privilegia decisamente (e meno subdolamente) il formato cartaceo, tuttavia in questo caso il lungo sodalizio con Feltrinelli giustifica la scelta.

I vantaggi di questo tipo di servizi di self-publishing risultano nel fatto normalmente viene fornita una solida rete di distribuzione (online e spesso anche in librerie fisiche) per la versione cartacea, pur continuando a fornire gratuitamente anche la versione ebook e canali di promozione online.

I veri e grandi svantaggi sono i costi: mentre pubblicare è gratuito 9 volte su 10, questo non è ovviamente vero per la versione cartaceo e in alcuni casi è anche richiesto l’acquisto di un numero minimo di copie. L’evoluzione dei mezzi a stampa ha arginato i problema abbassando notevolmente il costo per copia, tuttavia per chi non ha disponibilità di denaro può essere un problema.

Gli entusiasti dell’ebook

Questo tipo di servizi di self-publishing sono in aumento e spesso sono anche quelli di maggior successo. A questo proposito si veda Amazon KDP sopra tutti, ma anche Narcissus (ora Street Lib) e molti altri.

Schermata iniziale di Street Lib conosciuto anche come Narcissus

Narcissus si è recentemente trasformato in Street Lib, una nuova piattaforma che riunisce tutti i tool in unica interfaccia, ma che continua ad offrire tutte le possibilità di prima

Lo svantaggio di questo tipo di servizi è che in alcuni casi non offrono la possibilità di aggiungere il formato di pubblicazione in cartaceo (è il caso di Amazon KDP, che si appoggia però ad un servizio esterno per questo) a quello in digitale, fattore limitante per quanto riguarda quel vasto pubblico italiano che non ama gli ebook e ancor di più per quanto riguarda il pregiudizio di cui parlavo prima. Inoltre, quando anche questa possibilità è offerta, spesso non sono contestualmente garantiti anche canali di distribuzione fisica ma solo i medesimi canali online offerti per quanto riguarda l’ebook.

Questi fattori limitanti sono però largamente compensati dal fatto che questi servizi di self-publishing offrono non solo la pubblicazione in via completamente gratuita, ma anche efficaci strumenti di impaginazione (è il caso del Write di Narcissus) che permettono di ottenere risultati professionali pur senza avere particolari conoscenze informatiche.

In aggiunta, è importante sottolineare che molti di questi servizi di self-publishing si stanno attrezzando per offrire il cosiddetto Print-on-Demand: ovvero la possibilità di mettere a disposizione il formato cartaceo per la vendita, stampando piccole tirature e quindi diminuendo i costi iniziali. Questa soluzione può essere infatti molto vantaggiosa per il self-publisher un po’ squattrinato che non vuole rinunciare alla stampa.

Conclusioni: come scegliere il formato di pubblicazione?

Come al solito, la conclusione è che nessuno può darvi una soluzione univoca, ma le mie considerazioni sono queste:

  • Il cartaceo è importante ma l’ebook lo è di più: il libro stampato è sinonimo di autorità e quindi di buona reputazione, tuttavia, soprattutto in una prima fase, l’ebook è fondamentale per un self-publisher per farsi conoscere. La promozione e distribuzione online è il modo più rapido ed efficace per raggiungere molti lettori interessati. Se vuoi concentrati su un solo formato di pubblicazione il mio consiglio è scegli l’ebook
  • Il cartaceo da autorità all’opera: tuttavia trascurare totalmente il cartaceo è un errore, in particolare all’interno del panorama editoriale italiano. Per molti lettori un libro pubblicato nel solo formato ebook è sicuramente un’opera poco curata, di scarsa qualità; altri non non sono proprio interessati al formato digitale; infine, è bene disporre di copie cartacee da distribuire alle presentazioni, da regalare nei Giveaway o da inviare gratuitamente a blogger in cambio di una recensione.
  • Pubblicare in formato cartaceo è un costo: stampare delle copie cartacee è sempre un costo maggior che produrre un ebook, ciò significa che per farlo dovrai avere una certa disponibilità economica. Una buona soluzione potrebbe invece essere quella di rivolgersi a servizi di self-publishing che offrono il Print-on-Demand (POD). Questo ti consente di mettere a disposizione del pubblico il formato cartaceo, così come di ordinare alcune copie per le tue attività promozionali, senza ingenti investimenti iniziali.

Queste sono le considerazioni che dovresti tenere a mente quando stai scegliendo il formato di pubblicazione della tua opera e di conseguenza valutando a quale servizio di self-publishing affidarti.

Il mio consiglio finale è quello di optare per un servizio di self-publishing che si concentri sulla produzione e distribuzione di ebook (come ti ho detto, questo è il formato più commerciabile), ma che offra un servizio di Print-on-Demand a prezzi accettabili, ovvero senza costringerti a vendere le copie cartacee del tuo romanzo a prezzi eccessivamente alti: sia CreateSpace, sia Youcanprint, sia Narcissus (StreetLib) hanno attivato servizi di Print-on-Demand. In particolare ti consiglio di dare un’occhiata al nuovo servizio offerto da Narcissus, il Print-on-Sale: in teoria questo servizio permette di stampare davvero solo le copie che vengono davvero ordinate, eliminando qualsiasi costo base, in pratica non ho ancora avuto modo di provarlo né conoscono qualcuno che l’abbia fatto quindi… ti terrò aggiornato, come sempre!

Se c’è qualche lettore che ha provato il servizio e ha voglia di lasciare un giudizio, farebbe un grosso favore a tutti gli altri Self-publisher: ricordati che fra Self bisogna aiutarsi!

E tu che formato sceglierai per il tuo prossimo libro? C’è qualcosa che non ti è chiaro o che vorresti approfondire con me? Dimmi pure, mi faresti molto felice!

 

2. Realizzazione della copertina        <       Indice       >        4. Usabilità della piattaforma

5+5 libri e serie tv (tratte da libri) per l’estate – Bookmusictag

5+5 libri e serie tv (tratte da libri) per l’estate – Bookmusictag

copertina del post per il summer bookmusictag

Settimana scorsa me ne stavo tranquilla in vacanza tra le Alpi Valdostane, godendomi una settimana di “stacco” dal mondo e ricevendo notizie solo nei rari casi in cui al mio cellulare giungeva una connessione stabile, quando all’improvviso, in uno di questi magici momenti 3G, mi arriva una notifica.

Alessia Savi mi ha taggato all’interno dell’iniziativa bookmusictag, partorita dalla brillante mente di Una contraddizione ambulante, e non solo! Ha anche reso il tutto ancora più interessante dando una svolta “televisiva” all’iniziativa.

Copertina del summer #Bookmusictag iniziativa lanciata da Una contraddizione ambulate, con una valigia piena di libri in riva al mare

Ecco, da allora convissuto con il chiodo fisso di scegliere quali libri e serie tv consigliare per poter finalmente scrivere questo post!

Serve dire che mi sono fondata sul computer appena tornata?

E allora, considerato che l’iniziativa è passata da essere musico-libraria a musico-televisivo-libraria grazie ad Alessia, ecco i miei consigli divisi nelle due categorie:

Bookmusictag 1: 5 consigli di lettura

Normalmente, scegliere quali libri portarmi in valigia è un calvario. Scegliere quali 5 inserire in questo post non è stato molto più semplice. In ogni caso, alla fine ho deciso di inserire, tanto per spaziare un po’, un classico, un classico contemporaneo, un romanzo d’intrattenimento e due self-publisher. Perché 2 self? Beh, perché qui i self-publisher hanno sempre un occhio di riguardo, dovresti averlo capito.

  1. Lolita, Vladimir Nabokov – Classico: era molto tempo che volevo dedicarmi un po’ agli autori russi. Ho deciso di iniziare con questo romanzo soprattutto per tutto los scandalo causato a suo tempo e… ne sono rimasta molto soddisfatta! Lolita è, a mio parere, un libro estremamente disturbante, più che per l’argomento trattato in sé, per il modo in cui è trattato. Non immedesimarsi nel Dottor Humbert, il protagonista con un debole per le “ninfette” che intreccia una relazione con la piccola Dolores Haze, è pressoché impossibile. Il Dottor Humbert suscita ribrezzo morale per le sue tendenze, e allo stesso tempo non possiamo non simpatizzare con lui. è un magistrale esempio di utilizzo di un punto di vista straniante (un argomento che mi ha sempre affascinato, sin dalla mia tesi triennale) il tutto condito con la salsa di una prosa che è praticamente musica.
    Consigliato a chi non disdegna un po’ di sana indagine psicologica del deviante.
  2. Locandina del film tratto da La Macchia Umana di Philip RothLa macchia umana, Philip Roth – classico contemporaneo: ho visto il bel film con Anthony Hopkins e Nicole Kidman qualche anno fa e subito sono andata a cercare il libro. Ora l’ho riletto in lingua inglese. Anche in questo caso, come in Lolita anche se in modo più blando, viene messa in discussione la morale comune e, in particolar modo, l’ipocrita perbenismo del mondo americano, un mondo che luccica solo in superficie. Il romanzo è la storia di Coleman Silk, un professore che viene accusato di razzismo per una singola parola (la traduzione italiana, Zulù, è buona ma meno incisiva dell’inglese intraducibile “spook” che significa “spettro” ma è anche un termine dispregiativo usato per indicare gli afro-americani) e lascia quindi indignato la sua cattedra. Da questo punto in poi le sue miserie di intrecceranno con quelle di Zuckerman, narratore e ricorrente alter-ego dello scrittore, e di Faunia Farley, una giovane inserviente con cui l’anziano Coleman inizia una relazione, fino a condurci a svelare il segreto nascosto per anni dal professore e la tristezza della sua verità.
    Consigliato per una lettura impegnata ma commovente.
  3. La casa del buio, Stephen King e Peter Straub – Intrattenimento: confesso di non avere ancora letto questo libro, ma ho letto il romanzo antecedente, Il Talismano e non potevo perdermi il seguito. Il Talismano è una tipica storia alla Stephen King: con un bambino che lotta contro il male, un viaggio incredibile e un mondo parallelo fantastico. La casa del buio riprende le vicende della casa “maledetta” dove si svolge l’epico scontro finale del precedente capitolo.
    Consigliato agli amanti del Re, per una lettura leggera, non particolarmente horror.
  4. Together, Elisabetta Modena – self-published e paranormal romance: in realtà più romance che paranormal ma sa farsi amare. Si tratta dell’ultimo capitolo di una trilogia ma funziona abbastanza bene anche come libro a sé stante (e prossimamente arriverà una recensione). è la storia di Benedetta, una ragazza normale che ha una relazione con un ragazzo davvero speciale che è solo bellissimo, modello e cantante di successo ma anche (o meglio era) un angelo. Detto così Natanaele (l’angelo) sembra perfetto, in realtà ha anche lui degli umanissimi difetti, che si scontrano con quelli di Benedetta per costruire una storia d’amore vera, quotidiana, in cui è fin troppo facile ritrovarsi e immedesimarsi e che non ha niente a che vedere con gli idilli da romanzo rosa.
    Consigliato ai lettori romantici ma non troppo. Sconsigliato alle femministe.
  5. Darkwing 1 e 2, Davide Cencini – (ex)self-published fantasy: questo self ha in realtà ora trovato casa…editrice! Si tratta di un romanzo costruito intorno ad una trama essenzialmente epic fantasy, che riesce però ad intrecciare elementi di fantascienza, ironia al limite della parodia e anche la trattazione di temi importanti e spinosi (come la fede, le guerre di religione, l’emancipazione femminile) con intelligenza e con un umorismo che li alleggerisce senza mai sminuirli. Tutto tenuto insieme da uno stile avvincente che fa letteralmente volare il lettore fino all’ultima pagina. Io sto aspettando con ansia il prossimo capitolo (e presto ne farò una recensione)!
    Consigliato a chi ama il fantasy non-convenzionale.

Bookmusictag 2: 5 serie tv tratte da libri (o fumetti)

Dopo la scorpacciata di pura letteratura, passiamo alle trasposizioni sul piccolo schermo. Scegliere quali suggerire in questo caso è stato ancora più difficile e ho finito per selezionare tutte serie vecchie, concluse o interrotte! Tuttavia, per il loro valore, mi sento comunque di consigliarle a chiunque ancora non le abbia scoperte. Per concludere, poi, ho aggiunto una serie “coming soon”.

  1. Hannibal (NBC): liberamente tratta dalla serie di romanzi di Thomas Harris, a mio parere è una serie-capolavoro (ma è stata comunque appena interrotta)! Mads Mikkelsen (non era facile reggere il confronto con Anthony Hopkins ma lui c’è riuscito, credetemi!) e Hugh Dancy sono magistrali, e basterebbe la loro performance a fare una serie degna di essere seguita. Ma al loro talento si aggiungono un bravissimo Lawrence Fishbourne (Matrix) e un’inquietante Gillian Anderson (la Scully di X-files), oltre ad una regia da Oscar. La fotografia è assolutamente strepitosa e certe inquadrature sono puro genio. Inoltre, e ormai avrai capito che a me piace, è una serie tv disturbante e morbosa, dalla rappresentazione dei delitti alla fascinazione che inevitabilmente suscita la mente maniacale ma geniale di Hannibal.
    Sconsigliata ai deboli di cuore e di stomaco. Consigliatissima a tutti gli altri!
    Bonus: se ami/scrivi le fanfiction la adorerai. Il fanservice è diffuso ma sapientemente dosato.
  2. L’ombra dello scorpione – The Stand (ABC): questa serie è giusto un po’ vecchiotta (1994), basti pensare che il protagonista è un giovane Gary Sinise (il Tenente Daaaan di Forrest Gump) ma ancora godibilissima. Estremamente fedele nella trama (salvo qualche taglio) è tratta dall’omonimo romanzo di Stephen King che tratta le vicende di un gruppo di sopravvissuti al virus (Captain Trip) che ha sterminato l’umanità, guidati da un’anziana e religiosissima signora afro-americana (Mamma Abigail), in contrapposizione alle mosse di un altro gruppo, composto di carcerati e malviventi vari, guidato dalla consueta, Kingiana, personificazione del male (Randall Flagg). La consiglio prima di tutto perché il romanzo è uno dei capolavori di Stephen King e secondo perché so che sta per arrivare una nuova versione, da non perdere!
    Consigliata agli amanti del Re e delle serie “vintage”.
  3. True Blood (HBO): nei miei consigli non potevano mancare i vampiri! La serie si è conclusa l’anno scorso e èPoster della terza stagione di True Blood tratta dal Ciclo di Sookie Stackhouse, libri che io ho divorato e amato come solo la sana letteratura d’intrattenimento che non si prende troppo sul serio sa farsi amare.
    Qui non si tratta di vampiri seri e tormentati alla Anne Rice (beh, magari solo Bill, che è però più la caricatura di Louis, che una vera copia), né di romanticoni alla Twilight. Qui si tratta di vampiri che sono politici, barman, ricchi fancazzisti (perdona il francesismo) o… beh tutto quello che possono essere gli uomini, solo che sono più forti, più veloci, più fighi e soprattutto più predatori. Insomma questi vampiri sono pericolosi ma dopo secoli hanno deciso di uscire allo scoperto e di integrarsi nella società, con tutto ciò che questo coming out comporterà! (Compreso il “coming out” di molte altre creature). La storia segue le vicende di Sookie Stackhouse, una vera esca per vampiri, e riesce, tra sesso, sangue e risate, a disegnare un bel quadro della società piccolo borghese dell’America del sud, ancora percorsa fanatismo e razzismo.
    Consigliato a chi non è troppo sensibile a sangue e sesso esplicito (è HBO ragazzi), per una serata divertente.
    Bonus fanciulle: 
    Eric Northman (aka Alexander Skarsgård) è tutto da scoprire!
  4. Constantine (NBC): la serie è stata (ahimè) interrotta ed è tratta da una serie di fumetti DC Comics, Hellblazer. In questo caso si parla di esorcismi, demoni, occultismo ecc. è infatti la storia di un sensitivo, esperto di occulto che se ne va in giro a esorcizzare tutto ciò che trova, con l’aiuto o l’intralcio di qualche angelo qui e là e qualche altro sensitivo-mago-occultista più spesso, non tanto per spirito di carità quanto per redimersi da un errore del passato. La storia è condita da una buona dose di sano umorismo noir e, malgrado sia stata cancellata, la serie era secondo me molto buona e anche una trasposizione migliore del Constantine del 2005 con Keanu Reeves.
    Consigliata a chi non disdegna qualche storia pseudo biblica e un po’ di fiato sospeso.
  5. American Gods: quest’ultima serie è un coming soon che però mi sento di consigliare prima di tutto perché basata sul capolavoro di Neil Gaiman e in secondo luogo perché lo sceneggiatore sarà Bryan Fuller, lo stesso che aveva lavorato su Hannibal: insomma una garanzia di qualità! Vedremo come andrà a finire..

E alla fine arrivano i tag…

I miei consigli sono finiti, e sono proprio curiosa di sapere cosa ne pensate, se li conoscete già o se avete qualcos’altro da aggiungere!
Ora è tempo di tag:

Giuseppe Monea, il mio Dottor(Scrivago)e preferito de Il momento di scrivere

Serena Bianca De Matteis, che seguo assiduamente sia sul blog per lettori che per scrittori

Valentina Bertipaglia, che non è Valentine e con cui amo discutere di libri

Mara Roberti, la femminista che scrive Rosa per Caso

Grazia Gironella, di Scrivere è Vivere che non conosco bene ma ammiro e spero che raccolga comunque la sfida perché mi piacerebbe leggere i suoi consigli.

Ah già, quasi dimenticavo, dovevo consigliarvi anche una colonna sonora!
Beh, visto tutto il “dark” di cui ho inondato i miei consigli… direi Fear of the dark” degli Iron Maiden.

Recensione I Custodi della Notte – Manuela Dicati –

Recensione I Custodi della Notte – Manuela Dicati –

Scheda riassuntiva: I Custodi della Notte

Autore Manuela Dicati
Titolo I Custodi della Notte – 1
Genere Fantasy – Young Adult – Paranormal Romance
N° pagine 344
Dove trovarlo Amazon, Mondadori Store, IBS
Valutazione Penna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna grigia, indica un voto non assegnato nella scala di valutazionePenna grigia, indica un voto non assegnato nella scala di valutazione

Sinossi

Recensione I Custodi della NotteAnne è una ragazza come tante e a 23 anni ama due cose nella vita: la musica, per cui ha uno straordinario talento, e Chris, il ragazzo dolce e bellissimo che le ha rubato il cuore. Ogni notte i due giovani si incontrano e si scambiano un tenero bacio, ma Chris…nella realtà non esiste. E’ solo il frutto della sua fantasia e dei suoi sogni. Un giorno, tornando a casa dal lavoro sotto un diluvio infernale, Anne si scontra con un ragazzo e con grande sorpresa scopre che è proprio lui: Chris.
Da quell’incontro la vita e il mondo di Anne vengono completamente stravolti. Tra Vampiri, streghe, sette millenarie, profezie e combattimenti, la ragazza viene catapultata in una realtà ben diversa da quella che ha sempre conosciuto e si chiede se una semplice umana è in grado di farne parte. Ma forse…Anne non conosce completamente se stessa, perché le cose, anche le più semplici, non sono mai ciò che sembrano. [da Amazon]

I Custodi della Notte – Recensione

I Custodi della Notte della notte è un libro che si trova in bilico fra paranormal romance e young adult.

È dotato di quel romanticismo struggente che solo le storie fra ragazzi che credono nell’amore a prima vista possono avere ed è troppo stereotipicamente sdolcinato per essere davvero di attrattiva per un adulto.Tuttavia non ha quelle caratteristiche da romanzo di formazione che si dovrebbero rintracciare in un young adult come si deve.

Messi da parte i miei pregiudizi sul romanticismo adolescenziale e passando sopra ad una trama dalla struttura “tira-e-molla” che diventa noiosa dopo un po’, è nel complesso un libro godibile, che si lascia leggere, complice lo stile semplice ma piuttosto scorrevole della scrittrice.

Trama

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La trama di base de I Custodi della Notte, ovvero l’esistenza stessa dei Custodi della Notte, è l’elemento più intrigante del romanzo e quello che mi ha convinta a leggerlo. Tuttavia alla prova pratica manca quasi completamente di originalità.

In realtà, infatti, la trama si rivela ben presto una copia venuta non troppo bene di quella de “I cavalieri dello zodiaco”:

  • un ordine non meglio identificato di esseri più o meno umani viene istituito all’alba dei tempi da una Dea che conferisce loro poteri sovrumani;
  • una ragazza giovane, bella, ricca e orfana che crede di essere una comune umana scopre ad un certo punto di avere strani poteri.

Vi ricorda qualcosa?

L’accenno ad un mondo “sotteranneo” e parallelo al nostro, fatto di vari tipi di esseri sovrannaturali che vivono secondo le regole dettate dalla Dea all’alba dei tempi, avrebbe potuto offrire spunti virtualmente infiniti per creare intrecci avvincenti.

Questo aspetto viene però solo accennato e, sospetto, solo per giustificare la presenza del classico “supercattivo” vampiro che vuole uccidere/possedere la ragazza un po’ per pura cattiveria, un po’ perché così ne avrebbe numerosi vantaggi.

Nemmeno il mondo del misterioso ordine dei Custodi della Notte, un mondo che con la sua vastità e segretezza avrebbe potuto essere intrigante come solo una setta pseudo-massonica sa essere, viene in effetti indagato.

Ci vengono presentati solo alcuni personaggi, ma in alcuni momenti danno l’impressione di essere lì semplicemente per “fare numero”.

Infine, la trama risente di una cattiva strutturazione, che la sottopone a numerosi cali di tensione in una struttura “idillio d’amore-attacco del supercattivo” che dopo la seconda reiterazione ha già stancato e risulta piuttosto prevedibile.

Linguaggio

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Il linguaggio utilizzato è semplice ma scorrevole e probabilmente si rivela l’elemento migliore del romanzo, rendendolo comunque una lettura gradevole.

La strutturazione delle frasi è corretta, mai troppo laboriosa, e nel complesso fa scorrere la narrazione senza intoppi fino alla fine.

Tuttavia lo stile risulta complessivamente piuttosto piatto, senza riuscire a costruire vera tensione nei momenti topici.

Il lessico è anch’esso piuttosto semplice e a tratti ripetitivo, soprattutto quando si tratta di descrivere le scene d’amore e di sesso fra i due protagonisti.

Le scene di sesso in particolar modo sono (inutilmente) numerose e monotone, senza riuscire ad essere veramente erotiche. Hanno uno stile descrittivo, eppure si percepisce un non so che di “vorrei ma non posso”: ovvero vorrei essere sensuale ed erotica ma voglio anche essere candida e romantica.

Questo risulta nel fatto che, pur affermando esplicitamente che i due protagonisti fanno del sesso grandioso, i gesti e le effusioni descritte sono ripetitive e non particolarmente eccitanti.

Personaggi

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I personaggi de I Custodi della Notte si dividono, a mio parere, in caratteri delineati per grandi pennellate ma gradevoli e ben costruiti, e alcuni stereotipi, che a tratti si contraddicono per andare incontro alle esigenze di trama, risultando così senza spessore.

Purtroppo, fra questi ultimi si possono annoverare i due protagonisti.

Anne Rose: una ragazza giovanissima, senza alcuna esperienza amorosa, di una bontà disarmante. Basterebbero probabilmente queste tre caratteristiche a far annoverare questo personaggio fra le tante Mary Sue che circolano nella letteratura italiana odierna, ma purtroppo non è finita qui. Anne è infatti anche orfana e ricca, eppure svolge comunque non uno ma due lavori. Suona il piano con la bravura di Mozart e ovviamente è splendida senza rendersene conto. Oltre a tutto ciò, non esita a sacrificarsi per non far soffrire il suo amore e riesce a perdonare anche chi la tradisce, consegnandola al nemico. Ah, dimenticavo, ha dei poteri eccezionali, superiori a chiunque altro, che non fa troppa fatica ad imparare a governare. Insomma, dove sono i difetti di questa ragazza? Nello sbottare senza senso che mette a repentaglio la vita di un povero ragazzo che in fondo non le aveva fatto niente? No, quello è imputabile agli ormoni di una gravidanza che arriva prontamente subito dopo il matrimonio…

Chris: 700 anni e non sentirli. I Custodi della Notte sono ovviamente esseri immortali, eppure non mi sembra che il fatto di aver vissuto diversi secoli abbia aggiunto nulla alla saggezza di Chris. All’inizio è il bel tenebroso un po’ antipatico, perché ormai lo stereotipo delle storie d’amore è quello di iniziare detestandosi ed attraendosi  irresistibilmente. Poi, sebbene ogni singolo personaggio che lo conosce da secoli ci dica che è sempre stato freddo, riflessivo, preparato e dedito al suo lavoro, inizia a comportarsi come un ragazzino di 15 anni innamorato, riducendosi all’inedia per amore e agendo in modo del tutto sconsiderato ogni volta che un pericolo (o un atro ragazzo) insidia la sua amata. Se questo è un anziano dei Custodi della Notte, non oso immaginare quelli giovani.

Dracos: è un supercattivo (a cominciare dal nome), non c’è molto altro da dire. Fa il male perché lo diverte, o così pare. Ci viene detto che è diventato cattivo per sete di potere, ma d’altronde continua a vivere nell’ombra, negli scantinati e ben nascosto dal mondo quindi… di che tipo di potere stiamo parlando? Il particolare più interessante è la sua “storia”, che ad un certo ci punto ci viene raccontata da lui stesso (ovviamente mentre tergiversa in modo da permettere ai buoni di salvare Anne). Idea carina riferirlo ad un personaggio storico, ma forse sarebbe stato meglio utilizzare questo particolare per giustificare la sua malvagità e non dico altro per non spoiler are troppo. Ovviamente, da buon cattivo moderno, oltre ad essere violento e ironico è anche lascivo e volgare, perché adesso va di moda così.

Per fortuna, quando si inizia a parlare dei personaggi secondari le cose vanno leggermente meglio.

Martin: è un personaggio tenero e spiritoso. Il suo carattere è solo accennato ma piuttosto coerente e riesce ad aggiungere una nota comica a scene che altrimenti sarebbero potute essere molto piatte. Nonostante ostenti noncuranza e un atteggiamento da “ragazzaccio” dimostra molta più saggezza del fratellino più giovane.

Francis: davvero un bel personaggio femminile. Pur essendo un po’ mascolina, rimane una donna forte e indipendente, che sa affermare le proprie convinzioni e come una leonessa difende i propri cari con le unghie e con i denti. Ha lei stessa una certa saggezza, seppure il suo carattere irruente a volta la faccia agire d’impulso. Ancora una vola, sebbene sia giusto accennato per grandi tratti, il suo carattere è coerente e le conferisce una certa profondità.

Roger: l’unico personaggio che sembra davvero avere vissuto per secoli e secoli, tuttavia tutta questa saggezza appiattisce un po’ il suo carattere su quel classico “padre di famiglia”, buono e autorevole, sicuramente saggio, sempre pacato.

I Custodi della Notte – Conclusioni

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Nel complesso, I Custodi della Notte è un romanzo abbastanza piacevole, che è in grado di far trascorrere dei buoni quarti d’ora, pur con qualche calo di tensione che scivola a tratti nella noia.

Tuttavia mi è sembrato di riscontrare un forte potenziale inespresso: molte buone idee di base, infatti, vengono appena accennate, senza quell’approfondimento che avrebbe potuto dare vero spessore alla storia.

Un mondo, che potrebbe risultare molto interessante, fatto di innumerevoli esseri sovrannaturali che convivono secondo regole millenarie viene completamente messo in secondo piano per seguire una storia d’amore che è in realtà sostanzialmente risolta nelle sue problematiche già dai primi capitoli.

Una trama strutturata su un tira e molla di tensione mai espressa nel suo pieno potenziale, inoltre, crea momenti di noia che potrebbero scoraggiare il lettore poco tenace.

Proprio questi momenti sono ciò che mi fanno dire che purtroppo con questo romanzo non è scoccata la scintilla: quella sospensione dell’incredulità, quella fascinazione che induce a girare pagina dopo pagina e a rimpiangere la vita di ogni giorno che si frappone fra il lettore e la sua lettura.

Insomma molte potenzialità poco espresse, per un libro che sa fare il suo dovere di intrattenimento, senza picchi di vero coinvolgimento e nonostante diversi cali di tensione.