Editing del testo per self-publisher con citazione Margaret Atwood

Guarda il tuo libro. Quella massa di fogli (elettronici e non) e idee che dopo settimane, anzi mesi, di alacre scrittura ti ha finalmente portato a scrivere la parola “Fine”. Che cosa penseresti se ti dicessi che il tuo lavoro è appena iniziato? Che cosa penseresti se ti dicessi che ora davanti a te si para il difficilissimo percorso dell’editing del testo?

Sì, lo so, forse quando hai deciso di imbarcarti in quest’avventura non sapevi quanto sarebbe stato faticoso arrivare in fondo (e se ora ti stai chiedendo perché ha preso questa strada, lascia che ti ricordi i vantaggi e gli svantaggi del self-publishing) e non ti nasconderò che la fatica è appena all’inizio: la fase di editing del testo è infatti una delle più complicate (ed emotivamente dolorose in alcuni casi) per gli scrittori in generale e per quelli di self-publishing in particolare.

Ora però non demoralizzarti! In questo articolo condividerò con te alcuni consigli e risorse utili per affrontare nel mondo migliore la difficile fase dell’editing del testo.

Pronto? Cominciamo!

 

Cosa significa fare l’editing del tuo testo

Cominciamo con le cose semplici. Sei sicuro di sapere cosa significa fare l’editing di un testo? E l’editing del tuo testo?

Sembrano solo questioni di semantica ma la differenza, credimi, è abissale!

 

Editing:  In editoria, cura redazionale di un testo per la pubblicazione, cioè lettura attenta intesa a verificare la correttezza di ortografia, grammatica, sintassi, l’organizzazione strutturale del testo e la sua coerenza interna, l’adeguatezza dello stile, l’esattezza e la rispondenza alla realtà delle asserzioni scientifiche, storiche, ecc. (fonte VocabolarioTreccani)

 

Come puoi dedurre dalla definizione data dall’Enciclopedia Treccani, fare editing in generale non è una faccenda semplice: molti editor professionisti hanno studiato anni e fatto pratica ancora più a lungo per imparare a fare bene il loro mestiere, mentre tu dovrai farlo senza una vera preparazione. Come sarà possibile? Non preoccuparti, non è impossibile, basta avere pazienza, un sacco di buona volontà e… un cuore di pietra.

Già, perché la differenza fondamentale tra fare l’editing di un testo e fare l’editing del tuo testo è il profondo rapporto di amore che intrattieni con ogni singola parola scritta da te.

Non sono un editor professionista, ma ho fatto editing per anni sul web, gratuitamente e per passione (parleremo nella seconda parte dei Beta Reader e sono sicura che ne sarai molto felice!) e ricordo la prima volta che mi sono trovata di fronte al testo: ero forte di tutte le mie letture, delle mie scritture, delle critiche e dei consigli che già avevo ricevuto ma soprattutto ero totalmente spietata! Ho iniziato a correggere, eppure badare a tutti gli aspetti che è necessario curare per fare un buon lavoro di editing non è stato per niente facile e sono oltremodo certa che molti errori siano riusciti a sfuggire al mio occhio implacabile.

Quando ti ritroverai a fare l’editing del tuo testo dovrai sempre tenere a mente che il tuo amore per ciò che hai scritto è un tuo nemico: per quanto tu sia affezionato ad ogni frase, ad ogni virgola, ad ogni avverbio, diffida di ogni singola parola!

 

Editing del testo per i self-publisher: le due vie… e mezzo!

Probabilmente ti ho già detto che uno dei fattori che rende il self-publishing una via piuttosto difficile da percorrere è il fatto che un self-publisher è solo. Beh, questo è sicuramente vero ma ciò non significa che devi necessariamente fare tutto da solo.

Per trasformare il tuo testo in un vero e proprio libro puoi scegliere tra due vie… e mezzo!

  • Se non hai disponibilità economica o pensi di potercela fare da solo, puoi occuparti tu dell’editing. Anche in questo caso, però, non pensare di poter fare tutto da solo! Inizia a raccogliere amici dall’occhio di falco e appassionati di letteratura (e possibilmente del tuo genere letterario), tra poco ti spiegherò perché
  • Se invece non ti senti sicuro nell’occuparti personalmente dell’editing del testo e hai una certa disponibilità economica, puoi affidare questa fase a un professionista. Nella seconda parte ti suggerirò un paio di luoghi (testati personalmente) dove potrai trovare un aiuto davvero valido a prezzi ragionevoli
  • Infine, se non hai disponibilità economica ma non credi di poter fare da solo un buon lavoro con l’editing del testo, potrebbe esserci una… seconda via e mezzo. Esiste infatti una categoria di utenti web e appassionati di letteratura molto particolare che potrebbe darti una mano. Continua a leggere e ti introdurrò nel meraviglioso mondo dei Beta Reader!

 

Editing del testo in solitaria: consigli pratici

Ora che abbiamo chiarito un po’ di cose, è ora di passare a qualche consiglio pratico su come affrontare la fase di editing del testo.

Solo un ultimo avvertimento prima di cominciare: non prendere questi consigli come una Bibbia. Quelli che sto per darti sono suggerimenti che derivano dalla mia esperienza personale e che hanno sempre funzionato molto bene per me, ma ricordati che quando si tratta di letteratura niente è universale. Può darsi che alcuni di questi consigli per te non vadano bene, in quel caso dovrai adattarli a te stesso e al tuo stile. Se ti trovi in difficoltà puoi sempre scrivermi, ti aiuterò a trovare una soluzione adatta a te!

Prima di tutto è necessario che tu capisca che si tratterà di un lavoro molto lungo e che si articolerà in diverse fasi, ognuna delle quali si occuperà di un differente aspetto stilistico. Rileggere tutto una sola volta non può bastare, anche e soprattutto perché troppi sono gli aspetti a cui dovrai fare attenzione. La prima regola d’oro dell’editing è quindi: una cosa alla volta! 

La cosa migliore è infatti far passare il tuo testo per tre fasi principali di editing: l’editing meccanico, l’editing stilistico e l’editing strutturale. Dividere il lavoro in queste tre fasi non significa che se ti accorgi di un errore stilistico durante la fase meccanica tu non possa iniziare a correggerlo, significa invece ottimizzare il lavoro delle tue risorse cognitive, concentrandosi su una cosa per volta!

 

Editing Meccanico

Si definisce meccanico perché è anche il più “semplice”, in linea teorica… in realtà nasconde non poche insidie, specialmente per un autore di self-publishing.

Nella fase di editing meccanico si presta attenzione a ortografia, punteggiatura e grammatica.

Questi errori dovrebbero essere più semplici da individuare perché sono oggettivi: una parola o è scritta in modo corretto oppure no, e non si discute! Il problema è che se l’editor coincide con lo scrittore, è molto comune non riuscire a vedere gli errori, in particolar modo quelli ortografici.

Ci sono tuttavia alcune cose che puoi fare per evitare questo problema e portare a termine questa fase di editing del testo con successo:

  1. Rileggi subito: appena hai finito di scrivere dai una prima rilettura al testo. Molti errori di battitura ti sfuggiranno ma riuscirai comunque a dare una buona sistemata iniziale, eliminando le sviste più grosse. Io, ad esempio, nella foga della prima stesura tendo a dimenticare intere parole o pezzi di frase, se non rileggessi immediatamente poi nemmeno ricorderei cosa volevo scrivere!
  2. Aspetta: potrebbe sembrare in contraddizione con il primo consiglio ma non è così! Infatti la fase di editing meccanico andrà ripetuta almeno tre volte: una appena finito di scrivere, una dopo avere aspettato alcuni giorni o meglio ancora settimane, in modo da non ricordare più il testo e individuare gli errori più sfuggenti; e un’altra (o magari altre due) dopo aver completato anche le altre fasi; stai sicuro, infatti, che correggendo altri aspetti avrai reintrodotto errori grammaticali o di battitura!
  3. Utilizza gli strumenti informatici: non dirmi che sei rimasto a penna e calamaio! Beh, se così fosse procurati subito un software di scrittura. Io personalmente utilizzo Microsoft Word (come penso la maggior parte degli scrittori lì fuori), che offre due meravigliosi tool: il controllo ortografico e il controllo grammaticale.
    • Il controllo ortografico genera quelle simpatiche righine rosse che segnalano gli errori di battitura. In molti casi ti salverà la vita, in molti altri cambierà parole che non doveva cambiare (no, nemmeno i computer conoscono tutte le parole del mondo) altre volte ancora non riconoscerà l’errore perché la tua distrazione ha trasformato una parola in un’altra di senso compiuto (e allora ti farai grasse risate. Io nel corso degli anni ho visto cavalli che brucavano poveri Fraticelli invece di Praticelli, lamponi che illuminavano la strada al posto dei lampIoni e anche pini suonati al posto di piAni!)
    • Il controllo della grammatica è misconosciuto e meno utilizzato, ma comunque utile. Il problema è che potrebbe segnalare come errore anche frasi perfettamente sensate, poiché segue regole grammaticali molto rigide e alle volte un po’ antiquate. Utilizzare questo tool per rivedere un testo è una faccenda lunga e un po’ frustrante ma ha molti pregi: il software infatti segnalerà consecutio temporum sbagliate, mancati accordi di genere e numero e perfino le frasi eccessivamente lunghe, che possono essere molto laboriose per un lettore.
  4. Fai rileggere ad un amico: questo consiglio te lo ripeterò per ogni singola fase, perché come ti ho già detto non puoi pensare di fare tutto da solo. In questo caso però ti basterà trovare un amico volenteroso e un po’ pignolo, non c’è bisogno che sia un esperto di letteratura. Magari rileggetelo insieme a voce alta: non solo è utile a trovare gli errori ma può essere anche molto divertente, parola mia!

 

Editing Stilistico

Passiamo alla seconda fase, quella dell’editing stilistico, e qui cominciano ad essere dolori! In realtà non ti occuperai proprio dello stile, più che altro del linguaggio. In questa fase dell’editing del testo, infatti, andrai ad occuparti della struttura delle frasi controllando che siano chiare, ben leggibili, non eccessivamente lunghe e che esprimano esattamente quello che volevi esprimere.

Non sembra troppo difficile vero? Invece può essere estremamente complicato per almeno due motivi:Snoopy scrittore innamorato della propria scrittura

  1. Tu conosci la storia: hai ideato tu la storia, così come i personaggi. Quindi tu conosci molto bene cosa sta succedendo e sai cosa volevi esprimere. Credimi, con queste conoscenze già nella testa accorgersi che una frase non è chiara può non essere semplice.
  2. Tu ami la tua scrittura: come ti ho detto, devi trasformare il tuo cuore in pietra! So che ami ogni virgola che hai scritto ma magari quella particolare virgola lì proprio non ci sta bene. Inoltre, tieni presente che un buon 50% di ciò che hai scritto con tutta probabilità finirà nel cestino… meglio che inizi a fartene una ragione!

Come riuscire quindi a fare un efficace editing del testo per ottenere uno stile chiaro, efficace e leggibile? Beh, ovviamente qui la risposta è complicata e andrebbe modificata caso per caso. Posso però cercare di aiutarti segnalandoti alcuni suggerimenti che dovresti sempre tenere a mente in questa fase:

  • Gli avverbi sono tuoi nemici: gli avverbi sono come le patatine, uno tira l’altro! Come sottolinea anche Stephen King nel suo saggio “On writing. Autobiografia di un mestiere” (e ti consiglio di leggerlo, perché oltre ad essere una lettura piacevole è una miniera d’oro di consigli su come scrivere narrativa in modo efficace, un libro che non dovrebbe mai mancare nella libreria di uno scrittore!)  gli aggettivi, ma soprattutto gli avverbi, sono tra i tuoi più acerrimi nemici. Questo non significa che devi dichiarare loro guerra totale, ma ricorda che essi appesantiscono le frasi, rendendole meno leggibili. In particolare guardati dagli avverbi di modo (quei simpaticoni con il suffisso -mente) e dagli aggettivi qualificativi. Quando leggi una frase chiediti sempre: sono davvero indispensabili tutti questi avverbi e aggettivi? Quasi certamente, la risposta è no.
  • Guardati dagli incisi: un’altra grande tentazione degli scrittori sono gli incisi. Che sia per inserire epiteti o altro, queste infide porzioni di frase tendono sempre ad insinuarsi fra soggetto e verbo. Come regola generale ricorda invece che soggetto e verbo dovrebbero sempre stare il più vicino possibile per rendere la lettura più scorrevole. Nella maggior parte dei casi, quel fastidioso inciso potrebbe benissimo essere posizionato all’inizio o alla fine della frase.
  • Implicito è bello… ma complicato: le frasi implicite, in particolar modo quelle rette da un verbo al gerundio, sono un altro di quegli elementi che tendono a proliferare come funghi. Le subordinate implicite sono utili perché concise ed efficaci, ma attenzione a metterne troppe una in fila all’altra! La forma implicita è infatti più complicata da elaborare per il lettore, che potrebbe perdersi all’interno della tua frase.
  • Il rasoio di Occam: questa è probabilmente la regola aurea. Quando ragioni su una scelta di linguaggio e non sei sicuro su cosa fare tieni sempre presente che il buon vecchio Occam ha (quasi) sempre ragione: la soluzione più semplice è quella migliore! Mantieni le frasi brevi, quando puoi spezzale in più periodi, evita le cascate di subordinate… solo, cerca di non esagerare. Se dai un’occhiata alla mia recensione de “I Rami del Tempo” di Luca Rossi  vedrai infatti che Occam e Luca sono diventati un po’ troppo amici e il risultato è stata una scrittura eccessivamente semplice, fastidiosa in quanto fumettistica e quasi telegrafica. Insomma, cerca sempre una giusta via di mezzo!
  • Fai rileggere a un amico: Infine, come sempre, trova un amico appassionato di letteratura (può essere anche lo stesso amico di prima, ma più ne trovi meglio è) e chiedigli di leggere il tuo romanzo segnandosi o segnalandoti in qualche modo i passaggi che secondo lui sono meno chiari o meno piacevoli da leggere: sicuramente ti aiuterà ad ottenere un risultato migliore!

 

Editing Strutturale

Scrivere è un lavoro duro SnoopyE qui la faccenda si fa davvero complicata, perché se quando si trattava del tuo stile era difficile rinunciare a qualcosa, in questo caso sarà quasi impossibile. E diventerà di conseguenza indispensabile trovare almeno un lettore esperto che ti possa dare qualche consiglio.

Quando si parla di editing strutturale del testo, infatti, si parla di verificare che all’interno della storia tutto fili come si deve e non vi siano incongruenze, ma anche che non vi siano parti inutili o noiose.

Puoi iniziare a fare questo lavoro anche da solo, ma ricorda sempre che tu conosci bene la tua storia e le vuoi bene, per questo sarà difficile identificare incongruenze o passaggi noiosi.

In ogni modo, quello che puoi fare per affrontare anche questa fase di editing del testo è:

  • Prepara una scaletta: in realtà dovresti farlo prima di iniziare a scrivere, ma se hai già finito il tuo romanzo non disperare! Buttare giù uno schema o una scaletta degli eventi può essere comunque utile a guardare le cose nel loro insieme e capire se tutto funziona a dovere.
  • Prepara uno schema temporale: anche i tempi sono fondamentali all’interno di un romanzo. In particolare se hai un intreccio molto complicato, con storie principali e secondarie, è necessario che esse si incastrino alla perfezione nel tempo della storia. Per fare questo puoi provare a utilizzare il metodo di J.K. Rowling, che ha fatto davvero uno splendido lavoro con i suoi ben 7 libri!
  • Prepara delle carte d’identità: anche questo è un passaggio che sarebbe meglio fare prima di iniziare a scrivere, ma è utile anche in fase di editing del testo. I personaggi devono essere infatti persone con un carattere delineato e consistente. Fai una loro carta d’identità in cui segnare i loro principali tratti caratteriali e gli eventi più importanti della loro storia passata e poi, ogni volta domandati se il modo in cui hai fatto agire quel personaggio è in linea con il suo carattere e se le sue motivazioni sono sufficientemente chiare nel testo
  • Sfoltisci: Come ti ho già detto, probabilmente circa il 50% di ciò che hai scritto in prima stesura finirà nel cestino prima che il testo sia pronto per la pubblicazione. So che ami profondamente ogni passaggio del tuo libro, ma certe scene finiscono per allungare il brodo e diventano frustranti per il lettore. Per ogni sequenza del tuo romanzo, quindi, impara a chiederti cosa aggiunge alla trama. Ricorda che “aggiungere qualcosa alla trama” può anche voler dire far conoscere meglio i personaggi o gettare le basi per le loro azioni future, questo puoi giudicarlo solo tu, ma impara a dubitare di ogni scena! Un’altra regola d’oro del bravo scrittore (oltre a quelle che ho già elencato qualche tempo fa) infatti è anche rispettare l’economia del racconto: scrivi tutto e solo ciò che è necessario e sufficiente alla storia.
  • Trova un lettore esperto: in questo caso avrai bisogno di un lettore davvero esperto e attento, e ancora meglio se più di uno. Non devi per forza accettare ogni sua critica e modificare ogni cosa che non gli suona, ma prendi nota di tutto ciò che ti dirà, ragionaci sopra e magari confrontalo con ciò che ti dirà il prossimo lettore. Questo passaggio è davvero indispensabile!

Editing del testo: alla prossima puntata!

Mi sembra di aver diviso con te ogni perla che ho imparato in questi anni in cui ho lentamente imparato e sto ancora imparando a fare un buon editing del testo. Pensi che ti siano utili? O credi che abbia dimenticato qualche consiglio importante?

 

Come vedi non è del tutto possibile fare l’editing del tuo testo da solo e in certi casi è meglio rivolgerti a un professionista!

Nella seconda puntata di questa mini guida su come fare un buon editing del tuo testo ti suggerirò alcuni professionisti fidati a cui poter affidare la tua opera per ottenere un buon editing del testo a pagamento a prezzi ragionevoli.

Oltre a questo ti consiglierò anche dove trovare lettori esperti che possano aiutarti nella tua opera di editing in solitaria: ti introdurrò, cioè, nel meraviglioso mondo dei Beta Reader, lettori (e a volte anche scrittori) appassionati che si offrono di leggere e correggere testi per amore della letteratura. Io sono stata fra questi lettori per molti anni e ho finito per imparare un mestiere, quindi ricorda che se vuoi puoi chiedere anche a me di aiutarti con l’editing… ma ne parleremo meglio nel prossimo articolo!