Di non-compleanni, premi, riflessioni e… della riscoperta del piacere di scrivere

Di non-compleanni, premi, riflessioni e… della riscoperta del piacere di scrivere

Alla riscoperta del piacere di scrivereSono state due settimane piuttosto silenziose da queste parti vero?

Eh sì, questa volta la prossima puntata della guida alla scelta del servizio di self-publishing si sta facendo desiderare: ma non è soltanto questione di preparare al meglio un articolo non facile da scrivere, questa volta si sono accavallati una serie di eventi che hanno contribuito a tenermi lontano dalla tastiera.

Su alcuni di questi eventi non avevo alcun potere, altri sono stati diversivi estremamente piacevoli, di altri ancora sono invece direttamente responsabile.

Buon non-compleanno a me!

Il non-compleanno di happy self publishing

Il primo di questi eventi è un non-compleanno. Già perché esattamente mercoledì scorso, il 14 ottobre 2015, Happy Self-Publishing ha compiuto i suoi primi 6 mesi.

Ancora un neonato non è vero? Beh, 6 mesi possono sembrare pochi o molti ma sono abbastanza per iniziare a fare un piccolo bilancio e qualche riflessione.

Non preoccuparti, non voglio annoiarti con cifre o grafici, quello che ho fatto è stato più un bilancio personale e questo è stato positivo:  questi 6 mesi di avventura nel blogging mi hanno dato la possibilità di incontrare persone incredibili e di fare esperienze straordinarie.

Alcune di queste persone spero di portarle con me, come amiche e colleghe, per il resto della mia vita e di imparare ancora molto da loro: Annarita FaggioniAlessia Savi e Giuseppe Monea sono solo i due nomi più importanti di una lunga lista.

Molte di queste persone fanno parte del grande gruppo si è costituito intorno all’hashtag bloggoscritture, di cui ti ho parlato un po’ di tempo fa. Questo progetto mi ha entusiasmato e mi ha fatto credere di nuovo in un panorama editoriale che mi era sembrato desolante fino ad un momento prima.

E sempre a queste persone, in particolare proprio Annarita, devo due delle esperienze che sono state fra le più importanti per me in questi 6 mesi: la neonata rubrica di Happy Self-Publishing su Il Piacere di Scrivere e la partecipazione al concorso letterario gratis Ispirare la Fantasia.

Concorso letterario gratis Ispirare la Fantasia

 

Scatto del viaggio a Taranto in occasione del premio Ispirare la fantasia

Lo scorso week-end si è tenuta la premiazione finale del concorso letterario Ispirare la Fantasia e io sono accorsa (insieme ad una compagna di avventure che è in realtà la compagna di una vita) a Taranto per partecipare e per avere l’occasione di incontrare tutti gli scrittori che vi hanno partecipato.

Il concorso Ispirare la Fantasia è stato in realtà un piccola grande impresa che ha dovuto superare numerose avversità, a volte al limite dell’assurdità, ma è stato portato trionfalmente al termine da tutte quelle persone che lo hanno fortemente voluto, ci hanno creduto, lo hanno organizzato e infine ne hanno tenuto strenuamente le fila, sfidando anche le orribili condizioni atmosferiche.

Questo è un concorso che ha premiato prima di tutto la buona letteratura, il merito e il talento, non chiedendo assolutamente nulla in cambio. Lasciami dire che queste sono caratteristiche che ormai ben pochi concorsi possono vantare.

Questa è stata per me un’occasione non solo per mettermi alla prova e confrontarmi con altri talenti, ma anche e soprattutto per andare a Taranto a fare una vacanza e ad incontrare molte di quelle stesse persone speciali che fino ad allora avevo potuto conoscere solo attraverso lo schermo di un computer o il microfono di un telefono.

Sentire tante persone con la mia stessa passione, i miei stessi sogni, parlare di come li portano avanti ogni giorno, di come li coltivano e continuano a perseguirli con tutte le proprie forze mi ha fatto riflettere ancora più intensamente sul senso di quello che cerco di fare io qui ogni settimana.

Su quello che significa per chi mi legge ma soprattutto per me.

La riscoperta del piacere di scrivere

Un momento di riflessione per riscoprire il piacere di scrivereIl punto di queste due settimane di riflessione è stato la realizzazione che ancora una volta, come già mi era accaduto in passato, stavo iniziando a farmi sommergere.

No, non intendo che in breve avrei iniziato a sguazzare e cantare (Dio te ne scampi, credimi!) “In fondo al mar” come Ariel!

Sto parlando di un tipo molto diverso di “sommersione”: intendo quello che accade a volte quando gli eventi e gli impegni di ogni giorno iniziano succhiare tempo dalla tua vita e pensieri dalla tua testa. Ti è mai capitato di finire talmente invischiato nella tua stessa vita da accorgerti che non stavi più facendo quello che avresti voluto fare, o perseguendo i sogni che continuavi ad avere?

A me è già successo, alcuni anni fa: avevo perso il piacere di scrivere.

Allora, furono le fanfiction a salvarmi. Sembra assurdo vero? Ma in fondo se un po’ di tempo fa di ho detto che secondo me ogni aspirante scrittore dovrebbe provare a cimentarsi nelle fanfiction è anche e soprattutto perché a me hanno dato tanto: non mi sono mai sentita così libera, così contenta di scrivere e basta come quando scrivevo fanfiction.

Sai perché le fanfiction sono riuscite a restituirmi il piacere di scrivere? Perché finalmente smettevo di vedere la scrittura come la carriera che volevo intraprendere, una strada ardua su cui lavorare duro e tornavo a dedicarmi alla mia passione, tornavo a consegnarmi all’ispirazione pura.

Non sto dicendo che si debba pensare solo al piacere, o meglio, dipende da quali sono i tuoi obiettivi. Se il tuo obiettivo è buttare fuori quello che ti frulla per la testa, allora l’ispirazione pura è tutto quello che ti serve, il “mestiere”, la capacità di scrivere davvero bene è superfluo. Se invece vuoi fare della scrittura il tuo lavoro allora serve duro lavoro, costanza, impegno, umiltà e formazione costante.

Ma sai cos’ho scoperto il giorno in cui ho messo nero su bianco la prima parola della mia prima fanfiction? Che nemmeno l’impegno serio e il duro lavoro possono bastare, perché se non hai amato ogni singola parola di ciò che hai scritto nessun altro potrà farlo.

Ecco quindi quello di cui avevo bisogno, quello di cui probabilmente anche tu hai bisogno: qualcuno che mi ricordasse la passione, il brivido dell’ispirazione pura.

Questa volta, a salvarmi è toccato ad un concorso.

Un concorso gratis organizzato da persone fantastiche che, guarda caso, era organizzato da un magazine che portava il nome di ciò che ancora una volta stavo cercando di ritrovare: Il Piacere di Scrivere.

Conclusioni, decisioni e qualche spoiler

Riflessioni, decisioni e nuovo corsoOra tu ti chiederai: e a me cosa interessa di tutti questi fatti tuoi?

Probabilmente niente, ma mi piace pensare che se ogni tanto scrivo qualcosa dove metto meno competenze e più cuore, forse a te farà piacere leggerlo comunque.

Cosa ti devo dire? Prendi questo articolo come una storia, forse hai qualcosa da trarne anche tu. Forse anche tu hai bisogno di un secondo per fermarti e pensare seriamente a cosa stai facendo, quali sono i tuoi obiettivi e se la tua vita sta andando nella direzione che tu volevi darle.

Quello che io ne ho tratto è stata la consapevolezza che questo blog stava diventando qualcosa che non mi piaceva più e per questo probabilmente non sarebbe più piaciuto nemmeno a te.

Non prendermi per pazza, non ho intenzione di accantonare un’avventura appena iniziata e che mi ha dato così tanto finora, ho solo intenzione di correggere un po’ la rotta e divertirmi di più.

Insomma non smetterò di mettere in campo duro lavoro, impegno e formazione costante ma rimetterò fra le mie priorità anche la passione e l’ispirazione.

Non ti nego che la mia vita continua a essere un gran casino di impegni, quindi non so da quando vedrai concretamente la mezza rivoluzione che ho intenzione di attuare qui dentro, ma sono abbastanza certa che sarà entro la fine dell’anno.

Non preoccuparti: la guida alla scelta del servizio di self-publishing finirà il suo glorioso corso e poi ce ne saranno molte altre su tanti argomenti diversi, così come continuerò a recensire i libri dei self-publisher che me lo chiederanno o che mi capiteranno sotto mano.

A questi argomenti, però, si aggiungerà un po’ di colore qui e là: ho intenzione di parlare della nuova letteratura e dell’editoria al tempo del web dal mio punto di vista (e anche da tuo, se vorrai farmelo sapere); e poi voglio trovare il tempo di raccontarti delle piccole grandi sfide di una ragazza che sogna di diventare una scrittrice Self, in modo che possiamo affrontarle insieme.

Che cosa ne pensi? Hai voglia di seguirmi in questo nuovo percorso?

5+5 libri e serie tv (tratte da libri) per l’estate – Bookmusictag

5+5 libri e serie tv (tratte da libri) per l’estate – Bookmusictag

copertina del post per il summer bookmusictag

Settimana scorsa me ne stavo tranquilla in vacanza tra le Alpi Valdostane, godendomi una settimana di “stacco” dal mondo e ricevendo notizie solo nei rari casi in cui al mio cellulare giungeva una connessione stabile, quando all’improvviso, in uno di questi magici momenti 3G, mi arriva una notifica.

Alessia Savi mi ha taggato all’interno dell’iniziativa bookmusictag, partorita dalla brillante mente di Una contraddizione ambulante, e non solo! Ha anche reso il tutto ancora più interessante dando una svolta “televisiva” all’iniziativa.

Copertina del summer #Bookmusictag iniziativa lanciata da Una contraddizione ambulate, con una valigia piena di libri in riva al mare

Ecco, da allora convissuto con il chiodo fisso di scegliere quali libri e serie tv consigliare per poter finalmente scrivere questo post!

Serve dire che mi sono fondata sul computer appena tornata?

E allora, considerato che l’iniziativa è passata da essere musico-libraria a musico-televisivo-libraria grazie ad Alessia, ecco i miei consigli divisi nelle due categorie:

Bookmusictag 1: 5 consigli di lettura

Normalmente, scegliere quali libri portarmi in valigia è un calvario. Scegliere quali 5 inserire in questo post non è stato molto più semplice. In ogni caso, alla fine ho deciso di inserire, tanto per spaziare un po’, un classico, un classico contemporaneo, un romanzo d’intrattenimento e due self-publisher. Perché 2 self? Beh, perché qui i self-publisher hanno sempre un occhio di riguardo, dovresti averlo capito.

  1. Lolita, Vladimir Nabokov – Classico: era molto tempo che volevo dedicarmi un po’ agli autori russi. Ho deciso di iniziare con questo romanzo soprattutto per tutto los scandalo causato a suo tempo e… ne sono rimasta molto soddisfatta! Lolita è, a mio parere, un libro estremamente disturbante, più che per l’argomento trattato in sé, per il modo in cui è trattato. Non immedesimarsi nel Dottor Humbert, il protagonista con un debole per le “ninfette” che intreccia una relazione con la piccola Dolores Haze, è pressoché impossibile. Il Dottor Humbert suscita ribrezzo morale per le sue tendenze, e allo stesso tempo non possiamo non simpatizzare con lui. è un magistrale esempio di utilizzo di un punto di vista straniante (un argomento che mi ha sempre affascinato, sin dalla mia tesi triennale) il tutto condito con la salsa di una prosa che è praticamente musica.
    Consigliato a chi non disdegna un po’ di sana indagine psicologica del deviante.
  2. Locandina del film tratto da La Macchia Umana di Philip RothLa macchia umana, Philip Roth – classico contemporaneo: ho visto il bel film con Anthony Hopkins e Nicole Kidman qualche anno fa e subito sono andata a cercare il libro. Ora l’ho riletto in lingua inglese. Anche in questo caso, come in Lolita anche se in modo più blando, viene messa in discussione la morale comune e, in particolar modo, l’ipocrita perbenismo del mondo americano, un mondo che luccica solo in superficie. Il romanzo è la storia di Coleman Silk, un professore che viene accusato di razzismo per una singola parola (la traduzione italiana, Zulù, è buona ma meno incisiva dell’inglese intraducibile “spook” che significa “spettro” ma è anche un termine dispregiativo usato per indicare gli afro-americani) e lascia quindi indignato la sua cattedra. Da questo punto in poi le sue miserie di intrecceranno con quelle di Zuckerman, narratore e ricorrente alter-ego dello scrittore, e di Faunia Farley, una giovane inserviente con cui l’anziano Coleman inizia una relazione, fino a condurci a svelare il segreto nascosto per anni dal professore e la tristezza della sua verità.
    Consigliato per una lettura impegnata ma commovente.
  3. La casa del buio, Stephen King e Peter Straub – Intrattenimento: confesso di non avere ancora letto questo libro, ma ho letto il romanzo antecedente, Il Talismano e non potevo perdermi il seguito. Il Talismano è una tipica storia alla Stephen King: con un bambino che lotta contro il male, un viaggio incredibile e un mondo parallelo fantastico. La casa del buio riprende le vicende della casa “maledetta” dove si svolge l’epico scontro finale del precedente capitolo.
    Consigliato agli amanti del Re, per una lettura leggera, non particolarmente horror.
  4. Together, Elisabetta Modena – self-published e paranormal romance: in realtà più romance che paranormal ma sa farsi amare. Si tratta dell’ultimo capitolo di una trilogia ma funziona abbastanza bene anche come libro a sé stante (e prossimamente arriverà una recensione). è la storia di Benedetta, una ragazza normale che ha una relazione con un ragazzo davvero speciale che è solo bellissimo, modello e cantante di successo ma anche (o meglio era) un angelo. Detto così Natanaele (l’angelo) sembra perfetto, in realtà ha anche lui degli umanissimi difetti, che si scontrano con quelli di Benedetta per costruire una storia d’amore vera, quotidiana, in cui è fin troppo facile ritrovarsi e immedesimarsi e che non ha niente a che vedere con gli idilli da romanzo rosa.
    Consigliato ai lettori romantici ma non troppo. Sconsigliato alle femministe.
  5. Darkwing 1 e 2, Davide Cencini – (ex)self-published fantasy: questo self ha in realtà ora trovato casa…editrice! Si tratta di un romanzo costruito intorno ad una trama essenzialmente epic fantasy, che riesce però ad intrecciare elementi di fantascienza, ironia al limite della parodia e anche la trattazione di temi importanti e spinosi (come la fede, le guerre di religione, l’emancipazione femminile) con intelligenza e con un umorismo che li alleggerisce senza mai sminuirli. Tutto tenuto insieme da uno stile avvincente che fa letteralmente volare il lettore fino all’ultima pagina. Io sto aspettando con ansia il prossimo capitolo (e presto ne farò una recensione)!
    Consigliato a chi ama il fantasy non-convenzionale.

Bookmusictag 2: 5 serie tv tratte da libri (o fumetti)

Dopo la scorpacciata di pura letteratura, passiamo alle trasposizioni sul piccolo schermo. Scegliere quali suggerire in questo caso è stato ancora più difficile e ho finito per selezionare tutte serie vecchie, concluse o interrotte! Tuttavia, per il loro valore, mi sento comunque di consigliarle a chiunque ancora non le abbia scoperte. Per concludere, poi, ho aggiunto una serie “coming soon”.

  1. Hannibal (NBC): liberamente tratta dalla serie di romanzi di Thomas Harris, a mio parere è una serie-capolavoro (ma è stata comunque appena interrotta)! Mads Mikkelsen (non era facile reggere il confronto con Anthony Hopkins ma lui c’è riuscito, credetemi!) e Hugh Dancy sono magistrali, e basterebbe la loro performance a fare una serie degna di essere seguita. Ma al loro talento si aggiungono un bravissimo Lawrence Fishbourne (Matrix) e un’inquietante Gillian Anderson (la Scully di X-files), oltre ad una regia da Oscar. La fotografia è assolutamente strepitosa e certe inquadrature sono puro genio. Inoltre, e ormai avrai capito che a me piace, è una serie tv disturbante e morbosa, dalla rappresentazione dei delitti alla fascinazione che inevitabilmente suscita la mente maniacale ma geniale di Hannibal.
    Sconsigliata ai deboli di cuore e di stomaco. Consigliatissima a tutti gli altri!
    Bonus: se ami/scrivi le fanfiction la adorerai. Il fanservice è diffuso ma sapientemente dosato.
  2. L’ombra dello scorpione – The Stand (ABC): questa serie è giusto un po’ vecchiotta (1994), basti pensare che il protagonista è un giovane Gary Sinise (il Tenente Daaaan di Forrest Gump) ma ancora godibilissima. Estremamente fedele nella trama (salvo qualche taglio) è tratta dall’omonimo romanzo di Stephen King che tratta le vicende di un gruppo di sopravvissuti al virus (Captain Trip) che ha sterminato l’umanità, guidati da un’anziana e religiosissima signora afro-americana (Mamma Abigail), in contrapposizione alle mosse di un altro gruppo, composto di carcerati e malviventi vari, guidato dalla consueta, Kingiana, personificazione del male (Randall Flagg). La consiglio prima di tutto perché il romanzo è uno dei capolavori di Stephen King e secondo perché so che sta per arrivare una nuova versione, da non perdere!
    Consigliata agli amanti del Re e delle serie “vintage”.
  3. True Blood (HBO): nei miei consigli non potevano mancare i vampiri! La serie si è conclusa l’anno scorso e èPoster della terza stagione di True Blood tratta dal Ciclo di Sookie Stackhouse, libri che io ho divorato e amato come solo la sana letteratura d’intrattenimento che non si prende troppo sul serio sa farsi amare.
    Qui non si tratta di vampiri seri e tormentati alla Anne Rice (beh, magari solo Bill, che è però più la caricatura di Louis, che una vera copia), né di romanticoni alla Twilight. Qui si tratta di vampiri che sono politici, barman, ricchi fancazzisti (perdona il francesismo) o… beh tutto quello che possono essere gli uomini, solo che sono più forti, più veloci, più fighi e soprattutto più predatori. Insomma questi vampiri sono pericolosi ma dopo secoli hanno deciso di uscire allo scoperto e di integrarsi nella società, con tutto ciò che questo coming out comporterà! (Compreso il “coming out” di molte altre creature). La storia segue le vicende di Sookie Stackhouse, una vera esca per vampiri, e riesce, tra sesso, sangue e risate, a disegnare un bel quadro della società piccolo borghese dell’America del sud, ancora percorsa fanatismo e razzismo.
    Consigliato a chi non è troppo sensibile a sangue e sesso esplicito (è HBO ragazzi), per una serata divertente.
    Bonus fanciulle: 
    Eric Northman (aka Alexander Skarsgård) è tutto da scoprire!
  4. Constantine (NBC): la serie è stata (ahimè) interrotta ed è tratta da una serie di fumetti DC Comics, Hellblazer. In questo caso si parla di esorcismi, demoni, occultismo ecc. è infatti la storia di un sensitivo, esperto di occulto che se ne va in giro a esorcizzare tutto ciò che trova, con l’aiuto o l’intralcio di qualche angelo qui e là e qualche altro sensitivo-mago-occultista più spesso, non tanto per spirito di carità quanto per redimersi da un errore del passato. La storia è condita da una buona dose di sano umorismo noir e, malgrado sia stata cancellata, la serie era secondo me molto buona e anche una trasposizione migliore del Constantine del 2005 con Keanu Reeves.
    Consigliata a chi non disdegna qualche storia pseudo biblica e un po’ di fiato sospeso.
  5. American Gods: quest’ultima serie è un coming soon che però mi sento di consigliare prima di tutto perché basata sul capolavoro di Neil Gaiman e in secondo luogo perché lo sceneggiatore sarà Bryan Fuller, lo stesso che aveva lavorato su Hannibal: insomma una garanzia di qualità! Vedremo come andrà a finire..

E alla fine arrivano i tag…

I miei consigli sono finiti, e sono proprio curiosa di sapere cosa ne pensate, se li conoscete già o se avete qualcos’altro da aggiungere!
Ora è tempo di tag:

Giuseppe Monea, il mio Dottor(Scrivago)e preferito de Il momento di scrivere

Serena Bianca De Matteis, che seguo assiduamente sia sul blog per lettori che per scrittori

Valentina Bertipaglia, che non è Valentine e con cui amo discutere di libri

Mara Roberti, la femminista che scrive Rosa per Caso

Grazia Gironella, di Scrivere è Vivere che non conosco bene ma ammiro e spero che raccolga comunque la sfida perché mi piacerebbe leggere i suoi consigli.

Ah già, quasi dimenticavo, dovevo consigliarvi anche una colonna sonora!
Beh, visto tutto il “dark” di cui ho inondato i miei consigli… direi Fear of the dark” degli Iron Maiden.

3+5 motivi per entrare nel mondo delle fanfiction: ovvero perché ogni scrittore dovrebbe considerare l’idea di scriverne

3+5 motivi per entrare nel mondo delle fanfiction: ovvero perché ogni scrittore dovrebbe considerare l’idea di scriverne

Post-fanfictionLa settimana scorsa ho fatto outing commentando un bel post di Alessia Savi.
Non preoccuparti, non sono impazzita e non inizierò a raccontarti le mie improbabili avventure saffiche romantico-sessuali. Quando dico che ho fatto outing mi riferisco al fatto che ho dichiarato orgogliosamente di essere una scrittrice di fanfiction.
Se non sai cosa siano le fanfiction probabilmente credi che non sia un gran problema dichiarare apertamente di scrivere fanfiction, ma credimi quando ti dico che sono moltissimi gli scrittori che nascondono accuratamente questa parte della loro vita (anche io l’ho fatto quando ero una ragazzina che cercava di fare amicizie a scuola): come Bruce Wayne, hanno un’identità segreta che non rivelano mai a nessuno perché sanno benissimo che svelare questa loro attività al mondo editoriale italiano attirerebbe su di loro una serie infinita di pregiudizi.
Questa situazione ti suona familiare? Sì, in fondo non è molto diverso da quello che può accadere se dici chiaramente a un “professionista dell’editoria” che ti sei autopubblicato o, Dio non voglia, hai pubblicato a pagamento (e per carità del cielo, non definirti mai scrittore!).
La differenza sta nel fatto che se il self-publishing è la Cenerentola dell’editoria italiana, le fanfiction sono come Gas Gas: non solo sei “sfigato”, ma pure un po’ “scemo”.

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Credit: Cenerentola!

Quindi, ti chiederai ora, perché te ne sto parlando? E perché ho deciso di dire al mondo che sono una scrittrice di fanfiction?
Per tre motivi principali:

  1. prima di tutto perché costituisce un ottimo modo per crescere come scrittore;
  2. poi perché il mondo delle fanfiction può essere pieno di soddisfazioni;
  3. e infine perché può essere una grande occasione per farti conoscere dai lettori.

Vuoi sapere come? Seguimi.

Il meraviglioso mondo delle fanfiction

Partiamo dall’inizio: che cos’è una fanfiction?

Fanfiction (o fan fiction) s. ingl. (propr. «opera narrativa [fiction] di ammiratori [fan]»), usato in ital. al femm. – Storia ispirata a trame e personaggi di fumetti, cartoni animati, film e romanzi fantasy, e sim., ideata, elaborata e fatta circolare in Internet da appassionati dei rispettivi generi (da Dizionario Treccani)

Insomma, una fanfiction è semplicemente un racconto su un altro racconto. Facile no? Per quanto mi riguarda, la risposta è sì e no.
Scrivere fanfiction, infatti, può essere un ottimo modo per ritrovare l’ispirazione quando questa sembra averci abbandonato, o per riscoprire il semplice piacere di scrivere per divertimento, per mettersi in gioco senza troppi problemi: insomma, di scrivere per scrivere.
Per me è stato così, diversi anni fa. E sai perché le fanfiction possono operare questa magia sulla tua ispirazione? Perché hai già del materiale, del buon materiale, su cui lavorare!
Non devi partire da quella distesa di bianco opprimente che così spesso si trasforma in blocco dello scrittore: davanti a te ci sono personaggi, ambientazioni, una storia da cui partire, elementi già formati con cui giocare, da prendere e combinare come meglio ti suggerisce la fantasia. Secondo la mia esperienza, tutto questo è un vero toccasana per l’ispirazione.
Questo non significa che con le fanfiction sia tutto semplice: il fatto di avere a tua disposizione degli elementi già esistenti ti pone infatti davanti a delle responsabilità. Il tuo stesso amore per quegli elementi che manipolerai ti chiamerà a queste responsabilità:

  • quella di non snaturare i personaggi, facendoli agire in un modo non confacente al loro carattere
  • quella di rendere giustizia alla trama principale con un’invenzione altrettanto grandiosa e interessante
  • quella di creare nuovi personaggi che siano altrettanto vivi, complessi e sfaccettati quanto quelli che tanto ami

Come vedi, il compito di uno scrittore di fanfiction può non essere facile, ma proprio queste difficoltà possono aiutarti a migliorare come scrittore. Quell’obbligo morale di rendere giustizia alla storia originale, così come l’ispirazione che trarrai da essa, ti porterà probabilmente ad analizzare con occhio letterario personaggi, trame e situazioni del tuo fandom in modo da creare storie all’altezza della situazione.

Ma non è finita qui. Un altro grande vantaggio di scrivere fanfiction sono i lettori e i recensori: questi possono darti grandissime soddisfazioni, ma anche fare critiche pungenti e molto utili.

I recensori: gioia e tormento di ogni scrittore di fanfiction

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Credit: Ratatouille!

Non ti mentirò: il mondo delle fanfiction è aperto a tutti, per cui al suo interno si può trovare ogni livello di qualità. Con questa affermazione non mi riferisco solo alla qualità letteraria degli scrittori, ma anche dei lettori.
Molti dei lettori (forse dovrei dire lettrici, perché la maggior parte sono di sesso femminile) sono giovanissimi e per questo sono… come dire? Di bocca buona.
Le recensioni smodatamente entusiastiche di questo tipo di lettori possono dare profonde soddisfazioni – sì, è inutile fare finta che le recensioni positive non ci facciano piacere, anche questo si tratta di un semplice “Belloooooo” – ma è importante che tu non permetta a te stesso di montarti la testa sulla base di questi commenti.
I lettori che devi conquistare, quelli di cui devi conservare gelosamente la recensione, sono quelli che ti scrivono lunghi papiri che mettono in evidenza quali sono, secondo loro, i punti di forza e soprattutto quelli di debolezza della tua storia e della tua scrittura.
Da questi tipi di lettori, infatti, potrai trarre una visione esterna sul tuo lavoro, fondamentale per analizzarlo e migliorarlo continuamente, per puntare a una qualità letteraria sempre più alta.
Un altro elemento di cui tenere conto è che, spesso e volentieri, questo tipo di recensori non sono solo lettori forti ed esperti, ma anche scrittori: conoscerli e confrontarti con loro può far nascere amicizie meravigliose (a me è accaduto più di una volta) ed aiutarti a creare intorno a te una rete di scrittori che ti sarà immensamente utile se e quando farai il grande salto e passerai alla pubblicazione e alla vendita delle tue opere. Questi scrittori continueranno infatti ad essere al tuo fianco e saranno pronti a parlare di te, a consigliarti e ad aiutarti.
“Chi trova un amico trova un tesoro” non è solamente una frase fatta, credimi.

I lettori: il grande tesoro del mondo delle fanfiction

Non fraintendermi, non dirò che dovresti scrivere fanfiction solo per racimolare un po’ di lettori, ma non posso certo negare che questo sia uno dei tanti lati positivi dello scrivere fanfiction.
Qual è, infatti, la cosa più difficile per uno scrittore esordiente che inizia a far circolare (non dico pubblicare ufficialmente, solo far circolare sul web) le proprie opere? Farsi leggere.
Il mondo delle fanfiction è un immenso bacino di persone che non aspettano altro che leggere un altro racconto contenente i loro eroi preferiti. Non gli interessa sapere il tuo nome o quante cose hai pubblicato prima: se il tuo titolo e la breve anticipazione che viene mostrata agli utenti catturano la loro attenzione, allora leggeranno la tua storia. E molto probabilmente la commenteranno e consiglieranno ad altri appassionati dello stesso fandom.
Non sono sicura che esista un altro mondo in cui il passaparola funzioni così bene come nel mondo delle fanfiction.
Sono sicura che capisci molto bene che avere la possibilità di raggiungere molte persone, mostrare la propria scrittura e le proprie capacità, e affascinare una gran quantità di lettori, può essere un’occasione incredibile per costruire la propria personale fan base.
Se è vero, infatti, che all’inizio nessuno farà caso al tuo nome, è anche vero che se la tua storia si dimostrerà sufficientemente piacevole, appassionante e ben scritta, puoi stare sicuro che il tuo lettore memorizzerà il tuo nome e tornerà a cercarti presto: come ho detto, nel mondo delle fanfiction c’è di tutto e sono moltissimi gli scrittori la cui qualità è piuttosto bassa, quindi quando il lettore trova un bravo scrittore se lo terrà stretto.
E se sarai capace di ammaliarlo a sufficienza con la tua prosa, quel lettore ti seguirà fino in capo al mondo, compresa la libreria.

Perché dovresti diventare uno scrittore di fanfiction e dove farlo

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Credit: https://johnguillen.wordpress.com/2015/03/03/is-fanfiction-a-bad-word/

Credo di avere messo bene in chiaro che io ho un profondo amore per il mondo delle fanfiction e, sebbene siano diversi anni ormai che non scrivo niente di quel tipo, ogni tanto torno a farmi un giro nei miei fandom (sì, noi lettori/scrittori di fanfiction siamo molto fedeli e possessivi con i fandom che seguiamo), leggo qualcosa e magari butto anche giù qualche idea per quando sarò vecchia e in pensione e avrò tempo per tornare a scrivere fanfiction!
Spero di essere anche riuscita a comunicarti perché, secondo me, se vuoi diventare un autore di self-publishing (ma anche, più genericamente, se ti piace scrivere) dovresti prendere seriamente in considerazione l’idea di diventare uno scrittore di fanfiction. Se ancora avessi le idee un po’ confuse, ecco un piccolo riassunto per esplicitare meglio i miei 5 motivi per cui dovresti entrare nel mondo delle fanfiction e iniziare a scriverne:

  1. Scrivi fanfiction per ritrovare la gioia di scrivere: scrivi per scrivere, per divertirti, senza pensare a che fine faranno le tue parole. Scrivi perché ti va di farlo.
  2. Scrivi fanfiction per ritrovare l’ispirazione: ama i personaggi, le ambientazioni, le trame. Falle tue e poi fantastica, sono sicura che nel giro di tre secondi ti verrà in mente quella scena che avresti tanto voluto vedere ma che non è mai accaduta. Ecco, hai appena inventato la storia di una fanfiction.
  3. Scrivi fanfiction per confrontarti con i grandi: non parlo necessariamente dei grandi scrittori, parlo dei grandi personaggi, delle grandi trame. Scrivi per metterti a confronto con loro, per imparare da loro come costruire grandi personaggi e grandi storie.
  4. Scrivi fanfiction per confrontarti con i lettori e i recensori: scrivi per metterti in gioco, per farti leggere, per ricevere critiche e imparare vedendoti attraverso gli occhi dei lettori.
  5. Scrivi fanfiction per far innamorare i lettori: scrivi per conquistare la felicità unica che deriva dalla consapevolezza di avere regalato una piacevole mezz’ora ai tuoi lettori e per portarli poi con te nei tuoi mondi originali. La fanfiction è come una porta spalancata con una bella ragazza/ragazzo disponibile e affascinante che chiama i lettori.

Ok, forse ti ho convinto a scrivere fanfiction o magari anche solo a leggerle ma… dove farlo? Ecco i miei consigli, i più grandi e frequentati siti e archivi di fanfiction in Italia:

  • EFP – Erika Fanfiction Project è probabilmente uno dei primi archivi italiani di fanfiction, sicuramente uno dei più vasti e frequentati. Completamente in lingua italiana, ha una categoria per più o meno qualsiasi tipo di fanfiction possibile e comprende anche uno spazio per le storie originali. Ha un ottimo sistema di recensioni ed è una vera miniera di fanfiction e lettori. (ci sono anch’io, se hai voglia vieni a cercarmi: sono Nenredhel)
  • Wattpad – è un sito di “scrittura sociale”, non accoglie solo fanfiction ma anche molti originali. Interessante è il fatto che ogni storia sia presentata da una vera e propria copertina, esattamente come in un book store online. È un sito largamente anglofono ma la comunità di scrittori italiani sta aumentando rapidamente.
  • Fire and Blade -non è un archivio molto vasto ma te lo segnalo per due motivi: si occupa esclusivamente di slash e yaoi, due generi sovrapponibili e molto popolari nel mondo delle fanfiction; gli amministratori applicano un certo controllo sulla qualità della scrittura riservandosi di chiedere di modificare una storia con molti errori ortografici/grammaticali e di cancellarla se la richiesta è ignorata. Questo assicura una qualità minima che in altri archivi non è certa.
  • AO3 (Archive of Our Own) – è un archivio piuttosto basso, prevalentemente anglofono ma che accetta anche molte altre lingue, tra cui quella italiana. La comunità italiana non è vastissima, ma ti segnalo anche questo archivio perché ha un paio di particolarità che me lo ha fatto amare immediatamente: oltre ad avere un sistema di archiviazione e tag molto dettagliato e utile per trovare esattamente ciò che stai cercando (o di farti trovare da lettore interessato) permette ai lettori di scaricare le fanfiction in pdf o perfino in formato adatto agli eReader (mobi e epub). Poter leggere fanfiction a nastro senza distruggersi gli occhi sullo schermo del pc: fantastico!

Allora, cosa ne pensi? Conoscevi già le fanfiction? Le scrivi o leggi anche tu? Pensi che ci sia qualcosa di sbagliato in quello che ho scritto o vuoi aggiungere qualcosa? Conosci qualche altro importante archivio di fanfiction?
Raccontami la tua storia!


Piccolo Glossario delle Fanfiction (cioè tutti i termini che ho utilizzato in questo post)
Avvertimento: parole convenzionali che indicano al lettore la presenza di particolari argomenti sensibili all’interno della storia.

Fanbase: si riferisce all’insieme delle persone che sono appassionate di un determinato argomento.

Fandom: simile a fan base, è la passione e chi ha questa passione per un argomento; può essere un libro, un film, un gioco o anche un singolo personaggio reale o immaginario.

Slash: nato come avvertimento, è ormai diventato un vero e proprio genere a se stante. Indica la presenza nella storia di relazioni omosessuali fra personaggi maschili (per i personaggi femminili si usa il termine fem-slash)

Yaoi: genere manga focalizzato su relazioni fisico-romantiche omosessuali tra personaggi maschili, indica la stessa cosa anche all’interno di fanfiction ispirate da manga o anime (il corrispettivo al femminile si indica con yuri)

 

Bloggoscritture: editoria italiana e letteratura al tempo del web

Bloggoscritture: editoria italiana e letteratura al tempo del web

Titolo bloggoscritture, editoria e letteratura al tempo del web con lo sfondo di scrivania con computer e personeC’è qualcosa di nuovo nell’aria digitale dell’editoria italiana ed è qualcosa di fantastico!

Certo, questa  è solo la mia modesta opinione, ma quando persone, che fino ad un momento prima non si conoscevano, si incontrano, si aggregano e creano una community per discutere, condividere conoscenza, aiutarsi a vicenda, non sta succendendo qualcosa di magico?

Questo è qualcosa che nel mondo reale non succede più. Nel mondo di ogni giorno ci sono invidie, gelosie o indifferenza, nella migliore delle ipotesi.

Sul web, nel mondo social e all’interno della blogosfera, ho trovato invece persone curiose, disponibili a parlare, confrontarsi e prendere in considerazione le opinioni di chi, come me, in fondo è l’ultima arrivata.

Sei curioso di sapere di cosa sto parlando? Una sola parola: #bloggoscritture.

Bloggoscritture: di blogger, libri e chiacchiere letterarie

Come avrai notato Bloggoscritture è un’hashtag, ciò significa che è una parola designata per diventare l’etichetta di qualcosa all’interno del social-web: questo qualcosa che è stato etichettato è la community di blogger di cui ti parlavo prima.

All’interno della community che ha adottato Bloggoscritture come etichetta troverai lettori, recensori, aspiranti scrittori e appassionati di letteratura: persone, anzi blogger, che scrivono di letteratura, di libri e di editoria italiana per contribuire a diffondere passione e conoscenza. La community è aperta a tutti coloro che vogliono parlare di libri e letteratura e vogliono farlo seriamente, che vogliono discutere, confrontarsi, imparare e crescere ma anche a chi non scrive e si limita a leggere, a chi vuole informarsi sulla nuova editoria italiana e trovare delle fonti di qualità dalle quali attingere per scegliere il prossimo libro sul comodino.

Ma Bloggoscritture non è semplicemente un’etichetta, una simpatica composizione di parole, per come la vedo io è più un credo, un ideale: è un neologismo che definisce il credere in nuove forme di scrittura ed editoria italiana, nella diffusione di blogging di qualità e di una cultura della condivisione della conoscenza. In questo tipo di attività io personalmente vedo il futuro della letteratura e dell’editoria italiana, che in questo momento si trova sull’orlo della rivoluzione digitale senza rendersene conto e senza riuscire ad abbracciarla pienamente.

Book-blogger per l’evoluzione dell’editoria italiana

C’è un dato di fatto che ogni aspirante scrittore e ogni lettore deve affrontare: siamo uno dei paesi che pubblica più titoli e autori all’anno.

L’attività dell’editoria italiana, tra quella tradizionale e quella digitale, è fra le più intense, ricche e variegate del mondo ma è ovvio che, in tutto questo mare di letteratura si trova davvero di tutto: dalla perla rara alla lista della spesa scritta male.

C’è anche un altro aspetto da prendere in considerazione: l’editoria italiana tradizionale è tendenzialmente un mondo chiuso che tende all’autoconservazione.

Ecco i due motivi per cui penso che all’editoria italiana serva una spinta verso l’innovazione, e questa spinta non può che provenire dal basso, da chi legge, da chi recensisce, da chi scrive di letteratura, pur nel suo piccolo, pur senza pretendere di essere chissà quale critico letterario.

È necessario che della nuova e vecchia editoria italiana si parli, si discuta, che si diffonda conoscenza perché finalmente emerga dalle ceneri una nuova editoria italiana, finalmente integrata fra la vecchia editoria cartacea dei grandi premi letterari e dei grandi nomi e la nuova editoria digitale che parte del basso, che è alla portata di tutti, che ha un bisogno disperato di regole e filtri.

La mia modestissima opinione è che una rete di book-blogger di qualità come si avvia ad essere Bloggoscritture possa dare un contributo determinante a questa integrazione ed evoluzione dell’editoria italiana.

Ed è per questo motivo che sono davvero orgogliosa che questo blog sia parte della rete di Bloggoscritture.

Editoria italiana per i lettori

Finora ho parlato da blogger per i blogger, ma ovvio che ogni blog che si rispetti cerca lettori, non semplicemente una rete di conoscenze autoreferenziali.

Allora lasciami illustrare quali sono i vantaggi di seguire l’hashtag Bloggoscritture per un lettore:

  •      Conoscenza: se sei un lettore presumo tu sia curioso. Sui blog della community di Bloggoscritture troverai notizie, curiosità, pensieri, digressioni, discussioni insomma tutto quello che si può pensare possa interessare ad un appassionato di lettura. Potresti perfino scoprire nuovi modi di scovare e leggere nuovi autori, che ne dici?
  •      Crescita: blogging significa anche discussione, confronto e crescita. Chiunque tu sia, i blogger di Bloggoscritture sono pronti ad accogliere il tuo commento, la tua critica, la tua obiezione e a rispondere, intavolando una discussione che possa far scoprire nuovi punti di vista e far crescere entrambe le parti. Ovviamente tutto ciò nei limiti della decenza e dell’educazione da entrambe le parti, s’intende!
  •      Scoperta: una delle attività principali dei book-blogger in generale, e di quelli aderenti a Bloggoscritture in particolare, è la recensione. Su internet si trova ogni genere di recensione, da quelle di due parole a quelle comprate e confezionate ad hoc. All’interno di Bloggoscritture non si trova chiunque scriva due righe su un romanzo: per questo io spero che Bloggoscritture possa presto diventare per gli utenti del social-web un sinonimo di consigli letterari di qualità. Che ti posso dire? Seguici e giudica da te!

Chi, come, cosa, perché…

«Sì, certo» dirai tu a questo punto «Mi hai detto un sacco di belle cose, motivi per leggervi, per contattarvi e raccontato begli ideali… ma veniamo all’atto pratico: chi siete, cosa volete e dove diavolo vi trovo?»

Beh, ecco qui tutti i posti dove trovare noi, i nostri blog e soprattutto una spiegazione chiara e concisa di cos’è e come funziona Bloggoscritture:

  •      Ilpiacerediscrivere: qui trovi la presentazione puntuale, senza opinioni, entusiasmi e belle parole di cos’è Bloggoscritture, come funziona, come aderire, come seguire
  •      Fare Literature: questo è il luogo dove trovi i blogger di Bloggoscritture su Facebook.
  •      #Bloggoscritture: mentre questo, se ancora non si fosse capito, è l’hashtag da tenere d’occhio su Twitter

Allora cosa ne dici? Ti sembra un’iniziativa interessante? Pensi che ci manchi qualcosa? Fammi sapere cosa ne pensi, come ho detto, sarò felice di parlare con te!

Detto questo: buona lettura, scrittura o quello che vuoi!

 

Una FantastikA manifestazione: resocontro corrente di una festa fantasy-artistica

Una FantastikA manifestazione: resocontro corrente di una festa fantasy-artistica

L'ingresso della manifestazione FantastikA a Dozza

Un’altura in mezzo al brumoso e placido paesaggio di una mattinata di primavera un po’ grigia nelle campagne intorno a Imola, e all’improvviso ecco che, dopo l’ultima svolta della strada, compare la sagoma imponente della Rocca. È alta, tozza, circondata da spesse mura di mattoni che raccontano sommessamente la lunga narrazione di secoli di storia: la Rocca di Dozza si apre ora ai cittadini curiosi, agli appassionati di arte e soprattutto ai numerosissimi fan del fantasy italiano.

Ecco cosa mi ha accolto quando, mentre il resto del mondo dei lettori si dirigeva al classico appuntamento del Salone del Libro, io raggiungevo il giovane appuntamento con FantastikA.

Sono una scrittrice e lettrice appassionata, è logico che abbia visitato e ami il Salone del Libro di Torino, eppure se mi chiedessero di nuovo di scegliere fra il suo immenso insieme caotico di libri, case editrici, autori più o meno sconosciuti e confusione da mercato del pesce librario e le meraviglie artistiche e le atmosfere fantastiche, finalmente attraversate da una seria vena di studi e discussioni intelligenti sul genere, di Dozza e di FantastikA sceglierei di nuovo le seconde. Sempre. Tutta la vita.

E ora, se volete seguirmi, vi racconto anche perché.

FantastikA: crogiuolo di artisti e talenti vari

Dozza non è esattamente una metropoli, non è molto conosciuta e forse non è neanche così facile da raggiungere, dispersa tra le colline romagnole, eppure gode di due caratteristiche che la rendono il luogo ideale per organizzare una manifestazione sul fantastico che non sia la solita festa caciarona piena di elfi improbabili e bambini vocianti:

  1. È dotata di una delle rocche medievali più suggestive e meglio curate che io abbia mai visto: un ampio e incantevole cortile centrale, circondato da colonne e due loggiati sopraelevati; un intrico di corridoi e splendide sale collegati da un bandolo quasi inestricabile di aperture e passaggi segreti; e infine due alte torri da cui dominare tutta la vallata. Caratteristiche ideali per un’ambientazione fantasy, no?
  2. Ha la fortuna di avere fra i suoi cittadini (e consiglieri comunali) Ivan Cavini: uno dei più importanti artisti italiani dediti all’illustrazione (e non solo) fantastica; direttore artistico del Greisinger Museum (e se non sapete cos’è andata a vederlo immediatamente!) di cui ha sostanzialmente costruito in prima persona, pezzo per pezzo, atmosfere, arredi e architetture interne; e ovviamente principale organizzatore di FantastikA, insieme alla Fondazione Dozza Città d’Arte.

Proprio Ivan Cavini è riuscito a organizzare una delle manifestazioni sul fantasy più originali, variegate e valide del panorama italiano. So cosa state pensando, anche io ho girato molte manifestazioni fantasy (Belgioioso, Soncino… solo per dirne alcune) e in genere sono luoghi perfetti per passare un pomeriggio quando non si ha niente di meglio da fare: tanta gente in costume (a volte improbabile), giochi da tavolo e non, bambini vocianti, bancarelle di cose più o meno assimilabili al fantasy, qualche libro, qualche spettacolo e qualche salamella.

Bene, ora prendete tutto questo (che è sempre molto divertente, ammettiamolo) e aggiungete: tanti libri, dal romanzo al saggio sul fantastico; conferenze e tavole rotonde con studiosi di fantastico seri e preparati; falconieri e rapaci a popolare le torri del castello; squadre e partite di Quidditch; e tanti, tanti, tanti artisti fantasy, accompagnati da opere che non possono fare a meno di farvi strabuzzare gli occhi a ogni nuovo angolo, muro, corridoio. Ecco, ora avete un’idea di quello che ho trovato a FantastikA.

FantastikA cronaca: resoconto tra tolkieniani, genio artistico, figuracce e discussioni intelligenti

Tolkieniani

Quello che voglio fare oggi non è uno spot pubblicitario ma un resoconto, quindi inizio con il precisare che io mi sono recata a FantastikA al seguito (del mio ragazzo) dell’AIST (Associazione Italiana Studi Tolkieniani) che ha aiutato Ivan a organizzare la manifestazione occupandosi della parte “libraria” e di parte delle conferenze. E questo significa che ho trascorso due meravigliosi giorni con alcune delle persone più acculturate e intelligenti che conosca, ovvero con un gruppo di persone che possono scherzare (e scommettere) sulle disavventure amorose del loro amico fino a farti lacrimare dal ridere e 5 minuti dopo snocciolare argomenti e quesiti di filosofia e letteratura degni dei migliori docenti universitari. Esiste compagnia migliore?

Ad accoglierci c’è stata purtroppo una giornata piuttosto uggiosa che ha tenuto molti visitatori lontani per la maggior parte del sabato.

La prima cosa che ho fatto appena arrivata, dopo aver accomodato le valigie e fatto la conoscenza con la simpatica nonna romagnola che mi ha ospitato nella sua casa-B&B, è stato fare un bel giro della Rocca ammirando le architetture, oltre alle opere esposte nelle varie sale, prima di essere cooptata per il presidio del banchetto libri AIST.

La Rocca è intricata e labirintica e in un primo momento è difficile orientarsi, ma i cartelli e la sapiente guida di Roberto Arduini (presidente AIST) mi ha condotto a visitare anche i luoghi più segreti e suggestivi della costruzione, come le antiche cucine, le prigioni e la tetra ma affascinante sala delle torture.

Genio artistico

Il mio occhio era però attirato soprattutto dalle opere Fantasy che facevano capolino in ogni sala e mi inducevano ogni volta a ritrovarmi con la bocca stupidamente aperta:

dalle strepitose foto di Alessio Vissani sul lavoro di Ivan Cavini al Greisinger Museum

particolare foto di Alessio Vissani esposta a FantastikA, con Ivan Cavini

Una delle tante foto del reportage “Sotto la Montagna” di Alessio Vissani. Tante altre le trovate nel libro “MIddle Art Book”

agli immaginifici “gusci” di Cristiano Licciardello, definito l’ “H.G. Giger italiano”

Scultura di Cristiano Licciardello esposta a FantastikA, rappresenta un guscio grigio

Scultura Guscio Conchiglia di Cristiano Licciardello

Ai delicati acquerelli tolkieniani di Simona Calavetta, illustratrice di molte delle copertine della collana “Tolkien e dintorni”

Illustrazione di Simona Calavetta sulla copertina di C'era una volta lo hobbit

L’illustrazione originale di Simona Calavetta utilizzata per la copertina di “C’era una volta lo Hobbit” era esposta anche a FantastikA

Alle storiche illustrazioni fantastiche di Angelo Montanini, storico illustratore fantasy delle prime copertine Tolkieniane italiane.

Illustrazione di uno dei nani de Lo Hobbit di Angelo Montanini

Illustrazione di uno dei Nani de Lo Hobbit, realizzata da Angelo Montanini per il gioco di carte della Iron Crown

Fino alle strepitose opere fantastiche di Andrea Piparo (giovanissimo artista)

"Notizie dall'interno" opera di Andrea Piaparo esposta a FantastikA

“Notizie dall’interno” splendida illustrazione di Andrea Piparo rappresentante Bilbo e Smaug

e Emanuele Manfredieccezionale artista fantasy

Illustrazione di Emanuele Manfredi in vendita a FantastikA

Il bellissimo acquerello di Emanuele Manfredi che mi sono portata a casa da FantastikA!

E ai fumetti di Davide Baldoni… motivo per cui ho passato due giorni a ridere ed arrossire, collezionando figuracce!

Olalmo e Tulimo, di Davide Baldoni

Il nerd che è in voi ora capisce perché per me è un mito? Per la fine del fumetto cliccate sull’immagine!

Figuracce

Già, perché dopo il primo giro della mostra, mentre osservavo con attenzione le tavole di fumetti esposte nell’ampio corridoio che conduceva alla sala principale – dove di lì a poco Ivan Cavini avrebbe inaugurato ufficialmente FantastikA insieme a Luca Albertazzi, sindaco di Dozza, e Angelo Montanini, padrino della manifestazione – mi sono soffermata sulle tavole Disney di Davide Baldoni.

Probabilmente come molti di voi, io sono cresciuta a pane e Topolino, ma un altro fumetto ha avuto un ruolo ancora più importante nella mia formazione letteraria/fantastica e di scrittrice: Witch. Forse qualcuno di voi lo conoscerà, qualcun altro no, fatto sta che, mentre rimiravo le tavole di Davide, mi cade l’occhio su un tavola di Witch e allora, con la mia consueta delicatezza fonetica (ho la voce giusto un tantino alta e quando mi emoziono non mi so proprio trattenere) esclamo, nel bel mezzo del corridoio: “Ma è Witch! C’è il disegnatore di Witch?! Ma è fantastico! Io sono cresciuta con Witch, è il mio mito…” e altre cose amene che non vi riporto e soprattutto non ricordo. Insomma farneticavo entusiasticamente di qualcuno che era ovviamente seduto alle mie spalle a circa un metro da me.

Solo a questo punto il mio simpatico ragazzo Alberto mi invita a fare di persona i complimenti al disegnatore seduto alle mie spalle. Ed è sempre a questo punto che io sento litri di sangue raggiungermi faccia e orecchie, mentre inizio a ridere istericamente e a regredire all’età di 5 anni. In queste condizioni, mi avvicino alla sua scrivania farfugliando qualcosa che non ricordo – a causa della trans in cui ero caduta – sul fatto che è il mio mito, ecc ecc. Solo quando mi allontano (ancora ridendo) inizio a chiedermi se “il mio mito” a questo punto pensi che io sia completamente suonata.

L’imbarazzo di affrontare questo mio mito d’infanzia dopo la figuraccia iniziale è divenuto il leitmotiv della mia FantastikA, mentre vergognosamente non riuscivo nemmeno a trovare il coraggio di chiedergli uno schizzo da portare a casa con me.

Schizzo che Davide Baldoni ha realizzato per me a FantastikA

Ecco lo schizzo che sono riuscita a farmi fare da Davide Baldoni dopo mille perip… figuracce!

Per culminare nel saluto catartico finale, in cui ritrovo la voce e il coraggio di domandare se posso fare una foto ricordo con lui. Non sono mai stata tanto orgogliosa di una foto in vita mia!

Momento catartico finale e foto con abbraccio con Davide Baldoni a FantastikA

Momento catartico finale e foto con abbraccio con Davide Baldoni!

Discussioni intelligenti

Ma tornando al resoconto: i veri avvenimenti importanti della manifestazione sono stati gli incontri e le tavole rotonde che si sono susseguiti nei due giorni di FantastikA:

  • La presentazione di Middle Art Book, strepitoso racconto del viaggio di un artista eclettico come Ivan Cavini per riuscire a portare un pezzo di Terra di Mezzo in un angolo di Svizzera, raccontato dalle foto di Alessio Vissani. Sono rimasta molto colpita dalle foto di Alessio riguardanti il percorso di Ivan: oltre ad essere molto belle sanno comunicare emozioni molto difficili da descrivere. Questa conferenza ha saputo descrivere ancora meglio un lavoro che, per la sua mole e la sua difficoltà, è molto difficile da immaginare e comprendere, soprattutto per noi comuni mortali. In aggiunta, ha raccontato anche la realtà di un artista completo e a suo modo unico come Ivan Cavini: un tuffo davvero interessante nel mondo artistico.
  • L’attesissima tavola rotonda dal titolo “Un trono di anelli”, incentrata fra un sempre più diffuso confronto tra l’opera di Tolkien e il Trono di Spade, con Roberto Arduini, Gianluca Comastri e Giuseppe Moscatello. L’incontro ha toccato diversi punti di incontro e differenze tra le due opere più famose del panorama fantasy italiano del momento ed è riuscito a coinvolgere il pubblico che ha partecipato con diverse domande e questioni interessanti. A mio personale avviso, una delle tematiche più interessanti della discussione è stata quella religiosa e della contrapposizione bene-male, elementi molto presenti in entrambi i lavori eppure trattati in modo davvero molto diversi, con una presenza importante della religione nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, in contrapposizione a una presenza molto più marginale della religione, ma importante del divino, della Provvidenza e della fede nel Legendarium e nei romanzi tolkieniani. Tematica difficile affrontata secondo me in modo profondo e intelligente dai tre relatori.
  • La presentazione di Man Born Again, l’innovativo progetto di fumetto online che ha “riportato in vita” il grande Giuliano Gemma. Realizzato da Eclypsed Word, con la collaborazione di Ivan Cavini. Un tributo a un grande attore italiano, ma anche un progetto importante per portare innovazione in un mondo che da molto tempo non vede grandi novità tecnologiche: e allora ecco un fumetto che è a meta strada fra disegno ed animazione. A mio avviso, da tenere d’occhio!
  • La presentazione della raccolta di saggi a cura dell’AIST “Tolkien e i classici, libro andato a ruba subito dopo la conferenza di Claudio Antonio Tesi, Roberto Arduini e Stefano Giorgianni. Un “call-for-paper”, un intenso lavoro di lettura, selezione e poi di editing e impaginazione online per consegnare al pubblico un ebook costantemente “under-construction” prima e un cartaceo di tutto rispetto poi. Tanti i saggi, tante le tematiche, tanti i classici portati a confronto con quel classico-moderno che è il lavoro di J.R.R. Tolkien: da Dostoevskij a Marco Polo, da Omero a Geoffrey Chaucer, molti sono gli spunti di riflessione condensati in tanti piccoli e intensi saggi di poche pagine l’uno. A mio parere, un libro-ebook da tenere sul comodino, da sfogliare per allargare la propria cultura fantasy e da “assaggiare” in forma gratuita sul sito dell’AIST.
  • E infine l’appuntamento che più mi ha segnato: l’incontro-conferenza di Claudio Antonio Tesi e Roberto Arduini sull’annosa questione “Chi è Tom Bombadil?” E devo dirvi una cosa, mai conferenza mi aprì più gli occhi su di un personaggio e un intero mondo di interpretazioni come questa! Iniziando con un simpatico “contest” dove Claudio ha invitato l’audience a lanciare nuove idee su chi possa essere questo misterioso personaggio tolkieniano (vinto da uno splendido Sam Gamgee, che ha riconosciuto in Tom “Il padre degli Hobbit”), siamo stati poi accompagnati prima in un percorso rigorosamente logico attraverso le fonti tolkieniane che ci ha portato, per esclusione, a concludere che Tom debba essere uno dei Maiar (oppure, certo, una forma di vita non classificata nel Legendarium tolkieniano). Ma il passaggio più interessante si è avuto, a mio avviso, quando Claudio è passato a valutare Tom al di fuori del mondo inventato da Tolkien, conducendo me e gli altri spettatori in un interessantissimo viaggio nel potere e nel valore dei nomi propri, di cui Tom è rappresentante e metafora. Una conferenza che mi ha davvero aperto un mondo di riflessioni!

I miei souvenir di FantastikA

So che probabilmente questo è stato un resoconto atipico (un resocontRo, appunto), in quanto non è proceduto in maniera ordinata e cronologica – mi dispiace Lettore, ma la mia mente NON è ordinata e cronologica – ma spero di essere riuscita a comunicarti, oltre all’ilarità e a un po’ di pena per le mie epiche figuracce, anche la fascinazione immaginifica e intellettuale che questa manifestazione FantastikA, unica nel suo genere, ha saputo generare in me.

Non insospettirti, non voglio sostenere che tutto sia stato perfetto, e per concludere voglio sottolineare un difetto che mi ha colpito: c’erano molti libri e banchetti che vendevano libri a FantastikA, ma pochi o nulli erano i nomi di autori emergenti o in self-publishing. Eh sì, si torna sempre lì, perché questo è il mio interesse principale. Mi sarebbe piaciuto vedere più giovani autori e self-publisher a gettare in pasto a un pubblico di appassionati di fantasy i propri lavori, e mi sarebbe piaciuto che fra i vari momenti di incontro e riflessione ce ne fosse stato qualcuno che avesse parlato di cosa i nuovi autori, e in particolare i numerosi self-publisher, hanno dato e stanno dando al mondo del fantasy. Ma chissà, magari l’anno prossimo…

Infine, cosa porto a casa da questa esperienza (oltre a due meravigliosi disegni)?

  • Un’idea chiara e al tempo stesso molteplice di chi è Tom Bombadil e della incredibile profondità tolkieniana
  • La consapevolezza che c’è un mondo di artisti fantastici che aspetta solo di essere scoperto
  • La rincuorante coscienza del fatto che finalmente anche in Italia il fantastico inizia ad essere ritenuto un genere di letteratura a tutti gli effetti, ad essere studiato, analizzato, confrontato
  • Tanta voglia di allargare ulteriormente le mie conoscenze accademiche e non di fantastico italiano e internazionale
  • Qualche chilo in più, un’immaginazione più aperta, tantissime risate e due giorni magnifici

Vi sembra poco?