Charlton Eston nel ruolo di Mosè presenta I 10 comandamenti del self-publisher: come avere successo nel self-publishing

L’altro giorno ero lì, seduta di fronte allo schermo bianco del PC che mi fissava minaccioso, e non sapevo proprio decidere che cosa scrivere. Se sei uno scrittore, sono sicura che sai bene di cosa sto parlando…
Questo blog è ancora giovanissimo (anzi appena nato) e ci sono così tanti argomenti di cui parlare… mi sono quindi ritrovata a pensare a quando avevo appena scoperto il self-publishing: non ne sapevo nulla ma volevo assolutamente sfruttare questa nuova grandiosa possibilità.
Di cosa avevo bisogno? Che cosa avrei voluto trovare su internet?
La risposta ovviamente è stata: una guida! Una serie di consigli che mi dicessero cosa avevo davanti, come sfruttarlo per raggiungere i miei obiettivi e, soprattutto, cosa fare e non fare per avere successo nel self-publishing. Una guida del genere non è però cosa da poco, ci vorrebbe un intero libro per esaurire tutti gli argomenti (o un intero blog!), quindi ho deciso che forse potevo farmi mandare un po’ di aiuto “dall’alto”…
E allora sei pronto? Sto per trasmettere a te, oh grande privilegiato, le tavole delle leggi del self-publishing! 10 preziosissimi consigli da tenere sempre a mente su cosa fare e non fare per avere successo nel self-publishing.
Pronto a salire con me sul monte Sinai? Bene, partiamo!

 

I 10 Comandamenti del self-publisher: come avere successo nel self-publishing

1. Io sono il self publishing, tuo Dio… Non avrai altro Dio all’infuori di me.

Sì e no.
Sicuramente è vero che per fare self-publishing devi avere una fede incrollabile: in te, nella tua scrittura, nelle tue idee e nel fatto che il self-publishing sia LA via (che fa per te, ovviamente). Questa grandissima fede ti servirà tutte le volte che avrai voglia di gettare la spugna o di sederti sugli allori: sì perché la via del Dio self-publishing non è affatto una via comoda o semplice!

Il Dio self-publishing esigerà da te lacrime, sudore e sangue perché dovrai essere tu a occuparti di tutto, dalla scrittura, all’editing, alla pubblicazione fino alla promozione. Sarà una strada ardua e faticosa, un lavoro cui dovrai dedicarti ogni giorno, ma alla fine il Dio self-publishing saprà ripagarti con lettori, recensioni e soprattutto una cospicua percentuale di copyright!

La tua fede incrollabile nel verbo del Dio self-publishing, però, non deve impedirti di prendere al volo occasioni d’oro! Se una grande (o piccola) casa editrice dovesse farti una buona proposta editoriale nessuno dice che devi rifiutarla!

D’altronde, è anche vero che questa NON è una religione monoteista: esistono molti altri dei più o meno secondari da venerare e seguire…

2. Io sono l’editing, tuo Dio.

Il primo Dio minore è l’editing, e forse non è nemmeno tanto un Dio minore. Per avere successo nel self-publishing l’editing deve sempre essere il tuo Dio, la tua guida, il tuo più fedele compagno per raggiungere un’altra importantissima dea: la qualità.

Il suo verbo recita: scrivi, rileggi, correggi, sfoltisci e riscrivi e rileggi e ricorreggi e poi ripeti tutto da capo fino a che non sarai pienamente soddisfatto di quello che hai scritto. E a questo punto? Beh, trova un paio di lettori competenti e chiedi loro di rileggere quello che hai scritto e suggerirti come correggerlo! Esatto, il lavoro richiesto dal Dio Editing non finisce mai!

3. Non pronunciare il nome del self-publishing invano

Ovvero non confondiamo i termini! Il lessico è fondamentale per avere successo nel self-publishing (così come nella letteratura in genere!), quindi prima di dire di essere un autore di self-publishing informati bene su quello che significa.

Dall’Oxford English Dictionary:
Self-publishing: to publish a piece of one’s work independently and at one’s
own expense
Dall’Enciclopedia Treccani:
Self-publishing/Autopubblicazione: s. f. Forma di editoria che mette a disposizione degli autori una serie di servizi a pagamento, in particolare di tipo informatico, per produrre e promuovere
le loro opere.

Anche se ancora moltissime persone in Italia confondono i tanti neologismi legati a questa nuova area editoriale, il self-publishing è un’attività molto diversa da vanity press e print-on-demand!Editoria-a-pagamento1

Esistono infatti, soprattutto in Italia, moltissime case editrici il cui modello di business si basa su proposte editoriali a pagamento: la casa editrice propone quindi all’autore di pubblicare il suo libro e spesso di curarne editing, grafica, distribuzione e promozione dietro corrispettivo di un compenso in denaro. In questo caso NON si tratta di self-publishing ma di vanity press perché, per quanto tu stia pagando per pubblicare, la pubblicazione e tutte le sue fasi non sono a tue spese e sotto la tua responsabilità ma demandate a una casa editrice!

Il print-on-demand è un servizio ancora diverso, che può essere utilizzato sia da self-publisher, sia da case editrici, sia da individui che vogliono stampare copie rilegate di un proprio testo non ad uso commerciale. Si tratta di un servizio offerto spesso da semplici stamperie che si occupano di tradurre in cartaceo un opera, dietro richiesta di un individuo e nel numero di copie da lui stabilito, ovviamente ricevendo un compenso in denaro.

Quindi ricordati che, se hai pubblicato tramite una casa editrice, anche se pagando i suoi servizi, non hai fatto self-publishing ma ti sei affidato a un servizio di vanity press mentre se hai pagato per stampare un certo numero di copie del tuo testo il termine che stai cercando è print-on-demand. Non confonderli se non vuoi fare brutte figure!

 

4. Ricordati di santificare le feste

E non solo quelle comandate, direi! Il tuo compleanno, quello di tua zia o l’onomastico del tuo personaggio preferito… ogni occasione è buona per organizzare un bel Giveaway e fare un po’ di promozione al tuo libro del momento.
I Giveaway sono fondamentali per avere successo nel self-publishing, soprattutto quando stai lanciando un nuovo titolo, e ancora di più se stai lanciando il tuo nome come autore: regalare alcune copie (cartacee o digitali, ma meglio cartacee) del tuo nuovo titolo ti darà la possibilità di passare per le mani di lettori incalliti che non solo spesso sono anche recensori incalliti ma anche… “consigliatori”. Che sia via web, a voce o con piccione viaggiatore, il passaparola è ancora l’arma più potente di un nuovo autore, e come iniziare il passaparola se non facendo sì che un po’ di persone, in giro per il mondo, possano leggere e apprezzare il tuo libro?

5. Onora il padre e la madre… del tuo stile (ovvero i tuoi maestri)

Insomma, scegli alcuni maestri e segui i loro passi. Questo comandamento può valere sia per quanto riguarda i self-publisher sia gli scrittori in generale, seppure declinato in maniera leggermente diversa.
Certo, ogni scrittore vorrebbe sempre tirare fuori dal cappello un’idea innovativa e rivoluzionaria ma, considerando che l’uomo inventa storie da migliaia di anni, è difficile fare qualcosa che sia completamente diverso da tutto ciò che è stato fatto prima… uno dei comandamenti più importanti potrebbe quindi essere: trova i tuoi maestri, i tuoi scrittori preferiti, di cui hai amato ogni parola e copia con stile (e lo stile)! Questo non significa copiare le loro storie ma fare tue quelle parti del loro stile che ami alla follia, rielaborandole secondo il tuo gusto e la tua personalità.
Per avere successo nel self-publishing questo comandamento è ancora più importante, perché oltre a doverti occupare della qualità delle tue opere devi anche imparare come promuoverle al meglio e portarle al successo. Quindi al comandamento-base aggiungo: trova i maestri del marketing editoriale e segui le loro tecniche!

 

6. Non uccidere… la grammatica! (Ma uccidi i personaggi)

No, non sono una grammar-nazi, non in modo particolarmente accentuato perlomeno. Avendo studiato linguistica per anni capisco che la lingua è in continua evoluzione e certi “errori” è inutile contrastarli… tuttavia, ciò non significa che uno scrittore possa ignorare la grammatica o scrivere esattamente come parla! Non si tratta solamente di rendere onore a un’antichissima tradizione letteraria italiana, ma anche e soprattutto di avere successo e vendere libri, giusto?

Per avere successo nel self-publishing, specialmente se sei uno scrittore esordiente, la tua scrittura deve essere sempre impeccabile e ovviamente grammaticalmente corretta. Come ti ho già detto (ma non smetterò mai di ripetermi) la migliore pubblicità per uno scrittore esordiente che si dedica al self-publishing è il passaparola, e un solo errore di grammatica può compromettere l’opinione che ha di te il tuo lettore e di conseguenza la tua reputazione online.

No, non sto esagerando! I testi di un autore di self-publishing, per avere davvero successo, devono essere molto vicini alla perfezione: gli errori di battitura sono abbastanza fastidiosi e se sono molti danno un’impressione di trascuratezza che certo non ti assicurerà molti fan, ma un errore di grammatica può portare alla morte social-web. Riguadagnare la fiducia dei lettori, a quel punto, sarà molto difficile, quindi prima di pubblicare controlla e fai controllare il testo almeno 10 volte (l’Editing è il tuo Dio ricordi?).

Riguardo all’uccidere i personaggi… era più che altro una battuta ma non si può negare che una morte ben fatta riesce spesso a emozionare il pubblico e a rendere memorabile una storia. G.R.R. Martin docet, non credi?

7. Non commettere adulterio… letterario

Ovviamente questo comandamento non può riferirsi ai classici “atti impuri” cattolici perché, come si è visto di recente, quando si contano vendite e guadagni in libreria gli atti impuri pagano eccome!

Ho voluto quindi recuperare la forma più antica di questo comandamento per darti un’indicazione un po’ controversa, che per la maggior parte degli scrittori ha funzionato ma che ti consiglio di prendere con le pinze, valutare e decidere se si adatta bene a te.

Il settimo comandamento del self-publishing, infatti, è quello di non commettere adulterio… con altri generi letterari.

Se hai iniziato a scrivere presumo che tu in precedenza sia stato un lettore appassionato di un certo genere letterario e quello sia stato l’ambito in cui hai deciso di cimentarti come scrittore. E’ possibile che il genere da te scelto non sia molto popolare in questo momento e quindi sia un po’ più difficile trovare lettori: il mio consiglio è di non prendere in considerazione di cambiare genere per andare incontro al gusto del momento. Per almeno 2 buone ragioni:

  • Di nicchia non vuol dire perdente: il tuo genere potrà essere un genere minore, di nicchia, come si suol dire, e i lettori potranno essere pochi, ma la grandissima potenza del web è che ti permette di raggiungerli tutti, in modo selettivo e ovunque essi siano! Basta saper sfruttare gli strumenti informatici nel modo giusto (e se mi seguirai cercherò di spiegarti come!). Nel mondo del web 3.0, di Google e dei Social Network, scrivere un genere di nicchia può essere un enorme vantaggio, perché ti permette di dover affrontare meno concorrenza.
  • La passione è tutto: se decidi di cambiare genere per una scelta di “marketing”, per quanto tu possa essere un ottimo scrittore di enorme talento, la qualità dei tuoi risultati ne risentirà e rischierai di nuocere alla tua reputazione di autore e forse perfino di perdere i lettori che hai già. Il nostro (quello dello scrittore) è un lavoro che si basa sulle emozioni: se sarai tu per primo a non emozionarti per quello che stai scrivendo, come speri di far commuovere e ridere i tuoi lettori?

Come dicevo, questo non significa che non devi assolutamente provare generi diversi, solo che non devi farlo per le ragioni sbagliate. Se normalmente scrivi horror e improvvisamente la tua ispirazione ti porta a scrivere un racconto d’amore… beh buttati! Magari scriverai una splendida storia d’amore tra Cthulhu e It!

Forse, in fine dei conti, questo comandamento dovrebbe essere: va dove ti porta il cuore, non il portafoglio!

 

8. Non rubare (le idee altrui)

Beh, questo è piuttosto ovvio, no? Una delle cose peggiori che possa capitare a uno scrittore è essere accusato di avere scopiazzato da un altro (con poche, eclatanti, eccezioni, lo so! Vedi E.L. James).

So che qualche comandamento fa ti ho detto che copiare è lecito e anzi consigliabile, ma ricorda sempre che ti ho consigliato di copiare con stile (e lo stile)! Cosa significa con stile? Significa che il mio consiglio non è di trovare una storia che ti piace, cambiare nome e colore dei capelli dei personaggi e diffonderla con il tuo nome. Il mio consiglio per avere successo nel self-publishing è trovare un autore di cui ammiri lo stile, la prosa e, sì, magari anche i temi (ma non è detto) e fare tue le sue tecniche. Come in ogni lavoro, non puoi pensare di essere già un maestro quando inizi: è importante trovare i propri maestri e iniziare copiando da loro, con il tempo il tuo stile si evolverà e diventerà qualcosa di unico ma in principio bisogna essere umili. Guardati intorno, nessuno dei tuoi autori preferiti affermerà mai di NON avere uno o più maestri!

9. Non dire falsa testimonianza

Ossia non mentire. Questo è un altro comandamento importante per instaurare un rapporto positivo e duraturo con i tuoi lettori, elemento fondamentale per avere successo nel self-publishing.

Una delle parti fondamentali del tuo lavoro, caro autore di self-publishing, è la promozione dei tuoi lavori, e questa parte implica che tu interagisca attivamente con il tuo pubblico e costruisca un rapporto con lui. I tuoi futuri lettori non conoscono né te, né le tue opere, quindi se vuoi che essi diventino tuoi fan e continuino a leggere quello che scrivi non mentirgli!

In particolare, a mio avviso:

  • Fai molta attenzione quando assegni un genere preciso alla tua opera, in questo modo i lettori si aspetteranno determinate caratteristiche e se non le troveranno non ne saranno soddisfatti.
  • Non raccontare o alludere ad aspetti di trama mirabolanti se poi non sono lì!
  • Non mentire sulle tue vendite, sui premi o sulle posizioni in classifica: sul web è fin troppo facile scoprire queste bugie e alla fine ti si ritorceranno contro, gettando un pregiudizio negativo sulle tue opere.

Insomma, i lettori non sono solo persone cui capita di incrociare la tua strada, i lettori sono i tuoi migliori amici! Trattali come tali.

10. Non desiderare la roba (o i lettori) d’altri

Tralasciamo le mogli (anche perché dando un’occhiata in giro noterete che la maggioranza degli autori di self-publishing sono donne).

L’invidia è una brutta bestiolina verde che ti divorerà il cervello facendoti fare tante cose sciocche, quindi la cosa migliore che puoi fare è cercare di trasformarla in ammirazione. Sul web ormai si suol dire: haters gonna hate. Il mio consiglio è di cercare di non trovarti mai dalla parte degli haters a meno che tu non abbia motivi più che ottimi.

Ho visto autori rovinarsi con le proprie mani lanciando campagne di discredito verso loro concorrenti. Campagne che si sono puntualmente ritorte contro di loro!

Come non smetterò mai di ripeterti: quando decidi di iniziare l’avventura del self-publishing sei solo! Solo di fronte a un mondo di opportunità, certo, ma anche a un mare magnum di autori, opere e lettori disinteressati che ti inghiottirà se deciderai di sprecare le tue energie facendoti nemici invece che alleati.

L’altro punto che ti ripeterò fino alla nausea è: ricordati che per avere successo nel self-publishing hai il dovere di non essere solo autore, ma anche promotore delle tue opere. Fare promozione significa intessere pubbliche relazioni, ovvero creare rapporti di amicizia, non di ostilità!

Gli autori, specie i tuoi competitors diretti, potranno essere fonte di nuovo pubblico per te, se riuscirai a conoscerli, farteli amici e guadagnare il loro rispetto. Gli altri autori sono infatti spesso i primi lettori e primi recensori: quindi non perdere tempo a cercare di “rubare” i loro lettori, piuttosto cerca di convincerli a “condividere” il loro pubblico con te.

 

Avere successo nel self-publishing… to be continued

E con questo siamo a 10. 10 comandamenti che ovviamente non possono esaurire tutto ciò che bisogna sapere e tenere a mente per avere successo nel self-publishing ma che possono essere una buona guida da tenere a mente nel tuo percorso, oltre che un ottimo punto d’inizio. Certo, non finisce qui! Ci sono ancora tantissime cose da dire, argomenti da approfondire, trucchi e consigli da scoprire: io sono qui per questo, per esplorare e condividere con te quello che scopro, se vorrai seguirmi…

Ma ora dimmi, cosa ne pensi di queste tavole della legge? Credi che alcuni di questi comandamenti non siano corretti? Commenta e fammi sapere il tuo parere, io sono qui per imparare, esattamente come te!