Di non-compleanni, premi, riflessioni e… della riscoperta del piacere di scrivere

Di non-compleanni, premi, riflessioni e… della riscoperta del piacere di scrivere

Alla riscoperta del piacere di scrivereSono state due settimane piuttosto silenziose da queste parti vero?

Eh sì, questa volta la prossima puntata della guida alla scelta del servizio di self-publishing si sta facendo desiderare: ma non è soltanto questione di preparare al meglio un articolo non facile da scrivere, questa volta si sono accavallati una serie di eventi che hanno contribuito a tenermi lontano dalla tastiera.

Su alcuni di questi eventi non avevo alcun potere, altri sono stati diversivi estremamente piacevoli, di altri ancora sono invece direttamente responsabile.

Buon non-compleanno a me!

Il non-compleanno di happy self publishing

Il primo di questi eventi è un non-compleanno. Già perché esattamente mercoledì scorso, il 14 ottobre 2015, Happy Self-Publishing ha compiuto i suoi primi 6 mesi.

Ancora un neonato non è vero? Beh, 6 mesi possono sembrare pochi o molti ma sono abbastanza per iniziare a fare un piccolo bilancio e qualche riflessione.

Non preoccuparti, non voglio annoiarti con cifre o grafici, quello che ho fatto è stato più un bilancio personale e questo è stato positivo:  questi 6 mesi di avventura nel blogging mi hanno dato la possibilità di incontrare persone incredibili e di fare esperienze straordinarie.

Alcune di queste persone spero di portarle con me, come amiche e colleghe, per il resto della mia vita e di imparare ancora molto da loro: Annarita FaggioniAlessia Savi e Giuseppe Monea sono solo i due nomi più importanti di una lunga lista.

Molte di queste persone fanno parte del grande gruppo si è costituito intorno all’hashtag bloggoscritture, di cui ti ho parlato un po’ di tempo fa. Questo progetto mi ha entusiasmato e mi ha fatto credere di nuovo in un panorama editoriale che mi era sembrato desolante fino ad un momento prima.

E sempre a queste persone, in particolare proprio Annarita, devo due delle esperienze che sono state fra le più importanti per me in questi 6 mesi: la neonata rubrica di Happy Self-Publishing su Il Piacere di Scrivere e la partecipazione al concorso letterario gratis Ispirare la Fantasia.

Concorso letterario gratis Ispirare la Fantasia

 

Scatto del viaggio a Taranto in occasione del premio Ispirare la fantasia

Lo scorso week-end si è tenuta la premiazione finale del concorso letterario Ispirare la Fantasia e io sono accorsa (insieme ad una compagna di avventure che è in realtà la compagna di una vita) a Taranto per partecipare e per avere l’occasione di incontrare tutti gli scrittori che vi hanno partecipato.

Il concorso Ispirare la Fantasia è stato in realtà un piccola grande impresa che ha dovuto superare numerose avversità, a volte al limite dell’assurdità, ma è stato portato trionfalmente al termine da tutte quelle persone che lo hanno fortemente voluto, ci hanno creduto, lo hanno organizzato e infine ne hanno tenuto strenuamente le fila, sfidando anche le orribili condizioni atmosferiche.

Questo è un concorso che ha premiato prima di tutto la buona letteratura, il merito e il talento, non chiedendo assolutamente nulla in cambio. Lasciami dire che queste sono caratteristiche che ormai ben pochi concorsi possono vantare.

Questa è stata per me un’occasione non solo per mettermi alla prova e confrontarmi con altri talenti, ma anche e soprattutto per andare a Taranto a fare una vacanza e ad incontrare molte di quelle stesse persone speciali che fino ad allora avevo potuto conoscere solo attraverso lo schermo di un computer o il microfono di un telefono.

Sentire tante persone con la mia stessa passione, i miei stessi sogni, parlare di come li portano avanti ogni giorno, di come li coltivano e continuano a perseguirli con tutte le proprie forze mi ha fatto riflettere ancora più intensamente sul senso di quello che cerco di fare io qui ogni settimana.

Su quello che significa per chi mi legge ma soprattutto per me.

La riscoperta del piacere di scrivere

Un momento di riflessione per riscoprire il piacere di scrivereIl punto di queste due settimane di riflessione è stato la realizzazione che ancora una volta, come già mi era accaduto in passato, stavo iniziando a farmi sommergere.

No, non intendo che in breve avrei iniziato a sguazzare e cantare (Dio te ne scampi, credimi!) “In fondo al mar” come Ariel!

Sto parlando di un tipo molto diverso di “sommersione”: intendo quello che accade a volte quando gli eventi e gli impegni di ogni giorno iniziano succhiare tempo dalla tua vita e pensieri dalla tua testa. Ti è mai capitato di finire talmente invischiato nella tua stessa vita da accorgerti che non stavi più facendo quello che avresti voluto fare, o perseguendo i sogni che continuavi ad avere?

A me è già successo, alcuni anni fa: avevo perso il piacere di scrivere.

Allora, furono le fanfiction a salvarmi. Sembra assurdo vero? Ma in fondo se un po’ di tempo fa di ho detto che secondo me ogni aspirante scrittore dovrebbe provare a cimentarsi nelle fanfiction è anche e soprattutto perché a me hanno dato tanto: non mi sono mai sentita così libera, così contenta di scrivere e basta come quando scrivevo fanfiction.

Sai perché le fanfiction sono riuscite a restituirmi il piacere di scrivere? Perché finalmente smettevo di vedere la scrittura come la carriera che volevo intraprendere, una strada ardua su cui lavorare duro e tornavo a dedicarmi alla mia passione, tornavo a consegnarmi all’ispirazione pura.

Non sto dicendo che si debba pensare solo al piacere, o meglio, dipende da quali sono i tuoi obiettivi. Se il tuo obiettivo è buttare fuori quello che ti frulla per la testa, allora l’ispirazione pura è tutto quello che ti serve, il “mestiere”, la capacità di scrivere davvero bene è superfluo. Se invece vuoi fare della scrittura il tuo lavoro allora serve duro lavoro, costanza, impegno, umiltà e formazione costante.

Ma sai cos’ho scoperto il giorno in cui ho messo nero su bianco la prima parola della mia prima fanfiction? Che nemmeno l’impegno serio e il duro lavoro possono bastare, perché se non hai amato ogni singola parola di ciò che hai scritto nessun altro potrà farlo.

Ecco quindi quello di cui avevo bisogno, quello di cui probabilmente anche tu hai bisogno: qualcuno che mi ricordasse la passione, il brivido dell’ispirazione pura.

Questa volta, a salvarmi è toccato ad un concorso.

Un concorso gratis organizzato da persone fantastiche che, guarda caso, era organizzato da un magazine che portava il nome di ciò che ancora una volta stavo cercando di ritrovare: Il Piacere di Scrivere.

Conclusioni, decisioni e qualche spoiler

Riflessioni, decisioni e nuovo corsoOra tu ti chiederai: e a me cosa interessa di tutti questi fatti tuoi?

Probabilmente niente, ma mi piace pensare che se ogni tanto scrivo qualcosa dove metto meno competenze e più cuore, forse a te farà piacere leggerlo comunque.

Cosa ti devo dire? Prendi questo articolo come una storia, forse hai qualcosa da trarne anche tu. Forse anche tu hai bisogno di un secondo per fermarti e pensare seriamente a cosa stai facendo, quali sono i tuoi obiettivi e se la tua vita sta andando nella direzione che tu volevi darle.

Quello che io ne ho tratto è stata la consapevolezza che questo blog stava diventando qualcosa che non mi piaceva più e per questo probabilmente non sarebbe più piaciuto nemmeno a te.

Non prendermi per pazza, non ho intenzione di accantonare un’avventura appena iniziata e che mi ha dato così tanto finora, ho solo intenzione di correggere un po’ la rotta e divertirmi di più.

Insomma non smetterò di mettere in campo duro lavoro, impegno e formazione costante ma rimetterò fra le mie priorità anche la passione e l’ispirazione.

Non ti nego che la mia vita continua a essere un gran casino di impegni, quindi non so da quando vedrai concretamente la mezza rivoluzione che ho intenzione di attuare qui dentro, ma sono abbastanza certa che sarà entro la fine dell’anno.

Non preoccuparti: la guida alla scelta del servizio di self-publishing finirà il suo glorioso corso e poi ce ne saranno molte altre su tanti argomenti diversi, così come continuerò a recensire i libri dei self-publisher che me lo chiederanno o che mi capiteranno sotto mano.

A questi argomenti, però, si aggiungerà un po’ di colore qui e là: ho intenzione di parlare della nuova letteratura e dell’editoria al tempo del web dal mio punto di vista (e anche da tuo, se vorrai farmelo sapere); e poi voglio trovare il tempo di raccontarti delle piccole grandi sfide di una ragazza che sogna di diventare una scrittrice Self, in modo che possiamo affrontarle insieme.

Che cosa ne pensi? Hai voglia di seguirmi in questo nuovo percorso?

Recensione Darkwing – Davide Cencini –

Recensione Darkwing – Davide Cencini –

Scheda riassuntiva: Darkwing

Autore Davide Cencini
Titolo Darkwing I e II
Genere Fantasy – Sci-fi
N° pagine 550 + 530
Dove trovarlo  Amazon, La Feltrinelli, Ibs, Kobo, Mondadori…
Valutazione Penna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna grigia, indica un voto non assegnato nella scala di valutazione

Sinossi

copertina del primo volume di Darkwing

Copertina del primo volume di Darkwing

Terra. Un futuro non molto lontano.
La EnerFed Corporation collauda un nuovo reattore in grado di produrre energia illimitata, ma il sogno di un mondo migliore si trasforma in una tragedia. Peter non riesce a scappare in tempo: un’esplosione, il nulla.
Peter non è morto: è in un luogo chiamato Corown, e viene prescelto dalla Spada dai Sette Occhi per diventare il Darkwing, un guerriero investito di un potere terribile e oscuro che rischia di consumarlo. Riuscirà a servirsene per salvare coloro che ama? [da worldofdarkwing.com]

Darkwing – Recensione

Darkwing è un libro che ti sorprenderà.

Classificarlo è difficile:

  • Fantasy? Molto, ma non del tutto.
  • Fantascienza? Solo un tocco.
  • Parodia? Giusto per smorzare i toni.
  • Avventuroso? Quel tanto che basta per tenere il lettore col fiato sospeso.
  • Impegnato? A tratti, per non farci mancare nulla.

Darkwing è una commistione di stili, generi e momenti diversi che sa tenere un equilibrio ben calibrato che si sbilancia solo in rare occasioni, per dare spazio a riflessioni forse fin troppo esplicite per un libro di narrativa.

Pur apprezzando personalmente la volontà di inserire temi complessi e riflessioni importanti all’interno di un racconto appartenente ad un genere considerato di intrattenimento, non posso fare a meno di notare come queste riflessioni, in alcuni punti, sfuggano al controllo dell’autore, trasformando i personaggi in oratori e i dialoghi in monologhi che tendono a interrompere la famosa “sospensione dell’incredulità” che è la magia propria di ogni testo di fantasia.

Questi momenti non sono numerosi e possono forse essere perdonati ma a mio avviso è un peccato “imboccare” a questo modo il lettore, portandolo probabilmente ad infastidirsi, quando l’azione stessa potrebbe veicolo molto più efficace dei temi, che sarebbero comunicati al lettore senza dargli la sensazione di essere indottrinato.

Se si eccettua questo particolare Darkwing è un romanzo sa essere innovativo pur rimanendo egregiamente nei più classici canoni del fantasy epico.

Tanto coinvolgente quanto divertente fin dalla prima pagina, costellato di deliziosi riferimenti più o meno espliciti alla cultura pop, è una lettura imperdibile per qualsiasi appassionato del genere.

Forse è anche per questo che, dopo l’inizio in self-publishing, Darkwing è approdato alla casa editrice Ute Libri, che a mio parere ha scovato una piccola perla!

Trama

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La trama è… beh, un vero casino.

Si comincia “in media res” ma in realtà è solo il classico capitolo fast-forward che somiglia molto ad un trailer.

All’inizio ero rimasta delusa perché dalle prime pagine sembra davvero il solito fantasy trito e ritrito. Mi sono poi galvanizzata quando la narrazione è saltata ad un presente che è solo leggermente nel nostro futuro e io mi sono convinta che il primo capitolo fosse solamente la descrizione di una sessione di gioco di ruolo giocata dal protagonista. Infine sono rimasta di nuovo un po’ delusa quando ho capito che il primo capitolo non era altro che un fast-forward.

La trama gira attorno alle vicende di Peter Klein, un ex marine, guardia giurata, che viene scaraventato in una dimensione parallela estremamente fantasy dopo un esperimento finito male. Il lettore seguirà principalmente le vicende di Peter, con qualche excursus nelle vite della sua amica Jasmine e della nipote Amanda, rimaste sulla Terra.

Giunto su Corown, Peter inizia subito a mettersi nei guai risvegliando la Spada dai Sette Occhi, un’arma mitologica e dotata di coscienza, legata a filo doppio ad un oscurissimo oscuro signore, Xagash, il cui unico scopo è distruggere tutto e tutti.

Da quel momento il suo destino è legato alla spada, che cercherà di corromperlo (vi ricorda niente?), trasformandolo nel Darkwing. Ma la sua storia si intreccia anche con quella di molti personaggi più o meno positivi che lo accompagneranno e/o aiuteranno nel corso della sua strada verso Solenor, mitica città sede dei Solar, un ordine di monaci guerrieri che potrebbero sapere come separare Peter dalla spada e rispedirlo a casa.

Vi ho raccontato la storia di Darkwing davvero per sommi capi perché, come in ogni buon fantasy, le vicende si dipanano prima di tutto attraverso un viaggio verso la salvezza e poi attraverso molteplici avventure e vicissitudini.

Devo dire però che ammiro come l’autore ha saputo gestire un trama complessa senza lasciare buchi o incongruenze.

Linguaggio

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Il linguaggio sa adattarsi egregiamente alla scena che viene narrata e si evolve nel corso della narrazione proprio insieme all’evoluzione del personaggio principale.

Inoltre, la lingua utilizzata sa mutare, pur senza disturbare il lettore, anche nei passaggi tra la storia che si svolge su Corown e quella sulla terra, passando da un tono più epico ad uno più moderno e colloquiale.

Darkwing parte con un tono estremamente leggero, al limite del comico e della parodia, che si rintraccia spesso in alcuni tratti fortemente stereotipati di personaggi che sono ormai topoi del genere fantasy.

Nel corso della narrazione, però, mentre la lotta interiore di Peter inizia divenire sempre più aspra e il suo lato oscuro viene sempre più alla superficie, il linguaggio si adatta ad un ambientazione più dark e cupa.

Da lodare il modo leggero con cui l’autore riesce a trattare argomenti delicati come le differenze di religione, la fede, la cruda realtà della guerra o la violenza sulle donne, senza scaricare macigni sul lettore eppure senza sminuirli.

Punto debole: i passaggi da Corown alla terra e i cambi di punto di vista  sono a volte un po’ troppo bruschi, ma spesso si tratta di problemi tipografici (la classica riga vuota o un cambio di capitolo mancati) piuttosto che di lingua.

Personaggi

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I personaggi sono talmente tanti che anche in questo caso prenderò in considerazione solo i protagonisti e alcuni “gruppi” importanti.

Peter Klein: fondamentalmente un brava persona, immediatamente simpatico a chiunque, è abbastanza in linea con la classica figura dell’eroe pasticcione. Spesso è lui stesso che garantisce il release comico della situazione ma mano a mano che il suo rapporto con la spada si sviluppa questo accade sempre meno. Più che a una vera e propria “corruzione” verso il male assistiamo in Peter ad un progressivo “sfumare” dei limiti del male in una infinita scala di grigi, dove non è chiaro se fare il male per fare il bene sia lecito. Il tema della lotta tra bene e male è qui trattata in modo estremamente moderno, abbandonando la tradizionale dicotomia e inducendo anche il lettore a riflettere su quale possa essere la cosa giusta da fare nelle varie situazioni.

Spada dai Sette Occhi: più o meno inerte nel primo libro, nel secondo si rivela davvero come essere senziente e tendenzialmente di sesso femminile. È un’ammaliatrice e non risulta un essere tradizionalmente malvagio, quanto più un essere potente, libero dalle limitazioni di una morale umana, che prende ciò che vuole quando vuole. Questo la rende uno dei personaggi più affascinanti della narrazione e ammetto di aver desiderato di somigliarle.

Lyse: poco più di una bambina nel ruolo della donzella in pericolo all’inizio della narrazione, cresce e si fa personaggio complesso e misterioso man mano che la storia si evolve. Tuttavia, pur essendo importante per il forte legame che instaura con Peter, non viene lasciato molto spazio alle sue azioni e ai suoi pensieri, quindi rimane poco più che un abbozzo di personaggio.

Lidia: uno dei cyborg che potrebbe contribuire a spostare questo romanzo dal genere fantasy a quello della fantascienza. Non è chiaro da dove provenga nè quale sia il suo scopo, è tuttavia un personaggio molto interessante. Donna dall’apparenza forte, deve lottare con le sue debolezze, che la portano proprio malgrado a cercare la protezione e la sicurezza di un compagno. Lei è l’espediente per parlare della violenza sulle donne, con una sensibilità notevole per un uomo. L’unica cosa che mi ha lasciata perplessa è stata il fatto che dalle vicende di Lidia emerga il suggerimento che una donna abbia comunque bisogno di un uomo, di un “salvatore”, per riuscire ad uscire da una situazione di violenza domestica.

I Solar: i monaci guerrieri che, guidati dall’eroe mitico Adamantis, all’inizio del tempo hanno salvato Corown da Xagash. Sono un’ordine composto da persone che posseggono delle doti naturali per manipolare il “Radiant” una sostanza (o forse una radiazione) che pervade ogni cosa e permette di dominare magicamente gli elementi. La struttura dell’organizzazione Solar così come il concetto di magia, legato da una parte ad una dote naturale e dall’altra a quello di religione, sono estremamente interessanti e fuori dagli schemi del fantasy tradizionale.

Chiesa Toriana e Toras: un’organizzazione religiosa dedita al culto del do Helios. Il pantheon e l’organizzazione della religione sono un altro tema estremamente interessante in Darkwing. Il concetto di fede per come lo consociamo noi non ha infatti ragione di esistere su Corown, dove le preghiere dei monaci vengono regolarmente ascoltate ed esaudite con miracoli di vario tipo. I monaci Toras non devono quindi credere nell’esistenza del loro dio, perché hanno le prove, devono solo confidare che il loro dio sia più forte degli altri e possa proteggerli. Quando Kai (un monaco Solar) chiede a Peter come possa avere fede senza alcuna prova tocca in effetti uno degli argomenti più spinosi riguardanti la fede.

Sindel e Vonatar: nella maggior parte delle loro caratteristiche, sono la quintessenza del cattivo da fantasy classico (o meglio ancora da gioco di ruolo) e per questo suscitano un sorriso più che un tremito di paura e non riescono a farsi odiare nemmeno provandoci. Sono, a mio avviso, il vero nucleo del lato parodico di questo romanzo: sono infatti la caricatura del cattivo e della sua fedele sottoposta, sia nella scelta degli abiti (tutine scosciate per lei, armatura e maschera da teschio per lui) che negli atteggiamenti. Tuttavia, mentre Vonatar sembra di fatto essere una caricatura di Sauron, nel secondo romanzo Sindel riesce a mostrarci anche il suo lato umano, le sue emozioni e una caratterizzazione più profonda di quanto possa sembrare in principio. Sindel sembra infatti incarnare ancora una volta quella figura di donna forte che scegliere sempre l’uomo sbagliato che abbiamo già visto in Lidia.

Conclusioni

Penna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanziPenna rossa, indica 1 voto su 5 nel sistema di valutazione romanzi

Darkwing è forse la lettura che mi sento di consigliare con maggior ardore fra quelle che ho già recensito qui. Ha tutti gli elementi per essere un romanzo completo: divertente, coinvolgente, profondo e problematico nelle sue riflessioni. Non è solo un racconto di intrattenimento ma anche e soprattutto una storia che resta nel cuore. Nel mio cuore è sicuramente rimasta e anche nella mia mente perché i due libri che ho avuto il piacere di leggere tutti d’un fiato sono solo la prima parte di questa saga.
L’autore mi ha promesso che il prossimo capitolo uscirà a breve. Io sono già qui ad aspettarlo e intanto mi tengo aggiornata e mi leggo tutte le curiosità sul mondo di Darkwing!

Scegliere il servizio di self-publishing – 6. Distribuzione dei libri: ampiezza e qualità

Guida alla scelta del servizio di self-publishing - Distribuzione dei libri: ampiezza e qualitàSfatiamo un mito (sì, un altro): pubblicare non basta.
Per raggiungere i propri lettori bisogna anche pensare alla distribuzione dei libri, cosa che non è scontata. Molti aspiranti scrittori o scrittori esordienti italiani sono convinti che basti trovare una strada per essere pubblicati perché il loro libro spunti magicamente negli store online o sugli scaffali delle librerie.
In realtà quello della distribuzione dei libri, soprattutto nelle librerie fisiche, è un meccanismo piuttosto complicato e anche misconosciuto dagli scrittori.
Vediamo di rimediare.

Distribuzione dei libri: questa sconosciuta

Per distribuzione dei libri si intende quell’operazione svolta dalle case editrici, dai servizi di self-publishing o dagli autori stessi che permette alle opere di raggiungere effettivamente i lettori interessati.
Nell’editoria tradizionale questa operazione può essere svolta direttamente dalle case editrici oppure, più di frequente, da apposite agenzie che si occupano di contattare le librerie per proporre nuovi titoli da acquistare e mettere sui propri scaffali, oppure da ordinare nel momento di una richiesta da parte di un cliente.
Nel mondo moderno, però, è necessario fare i conti anche con la distribuzione digitale: la distribuzione di ebook via web è un’operazione più semplice di quella fisica del cartaceo, in meno tempo si possono infatti raggiungere molte più persone e con costi più contenuti.
Anche nel caso della valutazione dell’ampiezza e qualità della distribuzione dei libri è necessario sempre tenere in considerazione la scelta che hai effettuato al punto 3 della guida riguardo il tuo formato di pubblicazione.

Distribuzione dei libri digitali

Distribuzione dei libri digitali: non è facile come sembraHai scelto il formato ebook per la tua pubblicazione. Forse ti ricorderai che ti ho già detto che secondo me è stata una scelta saggia, e ora te lo ripeterò per l’ennesima volta.
La distribuzione dei libri digitali presenta molti meno problemi e in linea teorica un self-publisher potrebbe benissimo decidere di fare del tutto a meno dei servizi di self-publishing e occuparsi lui stesso della distribuzione.
La maggior parte dei siti che vendono libri digitali online, infatti, permettono anche a singoli autori di caricare il proprio ebook per essere messo in vendita, a patto che abbia tutti i requisiti necessari: in genere si tratta di una copertina, una descrizione e un ISBN.
In linea teorica potresti farlo, tuttavia, a meno che tu non decida di concentrarti su un solo ebook store, o al massimo due o tre, te lo sconsiglio: non solo perché inserire tutte le informazioni necessarie su ogni store può essere lungo e noioso, ma anche perché poi dovresti tenere d’occhio l’andamento delle tue opere su diverse piattaforme, incrociando i dati tu stesso.
La cosa migliore da fare è quindi scegliere un servizio di self-publishing. Considerando che ti ho appena detto che è così facile distribuire un ebook online si potrebbe pensare che qualsiasi servizio di self-publishing garantisca un’ampia distribuzione dei libri digitali sul web.
Stai attento però, perché non sempre i servizi di self-publishing garantiscono l’inserimento del tuo titolo su molteplici ebook store online.
Alcuni servizi di self-publishing “minori” garantiscono infatti solo la distribuzione dei libri digitali attraverso il loro store proprietario o su store secondari: per quanto questo sito possa essere conosciuto e ben visitato non potrà mai reggere il confronto con le migliaia di persone in più che potrete raggiungere moltiplicando gli ebook store dove rendere disponibile la tua opera.
L’unica eccezione che mi sento di segnalarti è ovviamente Amazon. Amazon è il più grande e-commerce al mondo e soprattutto è leader mondiale per quanto riguarda la distribuzione di libri. Se qualcuno è in cerca del tuo libro in formato ebook, c’è un’altissima probabilità che lo vada a cercare per prima cosa proprio su Amazon.
Ma, potresti dirmi tu, in ogni caso perché dare l’esclusiva ad Amazon? Perché precludersi tutte quelle (ancora tante) persone che non posseggono un Kindle ma, magari, un Kobo?
La risposta si chiama Kindle Unlimited.
Kindle Unlimited è un abbonamento offerto da Amazon ai suoi clienti che, in cambio di una piccola cifra mensile, permette di leggere una quantità illimitata dei libri presenti nel programma: questo significa raggiungere facilmente una grande quantità di lettori forti ed esperti, che potranno fare una grande pubblicità alla tua opera consigliandola ad altri lettori.
In tutti gli altri casi, è sicuramente meglio essere presenti sul maggior numero di grandi ebook store.

Distribuzione dei libri cartacei

Distribuzione dei libri cartacei: arrivare in libreria è difficile ma non impossibileSe invece hai deciso di battere la strada del cartaceo o se comunque hai voluto aggiungere questo formato a quello ebook: prima di tutto bravo, hai fatto la scelta migliore, però devi fare attenzione perché ora potrebbero iniziare i problemi!
La distribuzione dei libri cartacei nelle librerie non è affatto facile, ma non è neppure tanto facile farli inserire negli store online. Sì perché i libri cartacei vengono ordinati online più di rado rispetto agli ebook, in particolar modo quando si tratta di autori esordienti e quindi poco conosciuti, perché al costo effettivo del libro cartaceo (già più elevato rispetto a un ebook) il lettore deve necessariamente aggiungere anche il costo della spedizione.
Scegliere di pubblicare anche in cartaceo è comunque una buona idea perché in Italia il lettore medio ha spesso pregiudizi riguardo all’ebook: questo non significa che non compra/legge ebook, ma solo che considera a priori di minor qualità un libro che pubblicato solo in ebook. Il cartaceo risulta inoltre comunque un servizio in più fornito al lettore e se proprio non aumenta la stima che ha di voi, impedisce che il fatto di non aver fornito questo servizio la diminuisca.
Tuttavia, per non pubblicare in cartaceo rassegnandoci ad aver semplicemente investito in reputazione, è estremamente importante avere una buona distribuzione dei libri cartacei nelle librerie.
Ora ti darò una notizia tragica: quasi nessun servizio di self-publishing garantisce una rete di distribuzione dei libri nelle librerie. Nel senso che nella maggior parte dei casi il vostro titolo non comparirà nemmeno nei cataloghi delle librerie come ordinabile.
Devi quindi scegliere che strada intraprendere:
  • Distribuire in una tua rete di librerie locali: va bene più o meno qualsiasi servizio di Print-on-demand, tieni solo conto dei costi e della qualità della pubblicazione.
  • Distribuire online: fai molta attenzione a quali store sono garantiti dai servizi di self-publishing. Dovrai cercarla un po’ ma l’informazione c’è sempre. Anche Createspace o Narcissus sono buoni servizi ma distribuiscono solo su Amazon (soluzione buona ma non eccellente)
  • Distribuire davvero in libreria: per quanto ne so io l’opzione è una sola, YouCanPrint

YouCanPrint e la distribuzione dei libri cartacei

Non ti ho parlato spesso di questo servizio di self-publishing per un semplice motivo: non ho mai avuto modo di testare personalmente i suoi servizi. Tuttavia ultimamente un’amica ha pubblicato con loro e quindi ho avuto modo di “scoprirli” un po’ meglio.
YouCanPrint offre sia il servizio di pubblicazione in cartaceo che in ebook ma è chiaro dal loro sito che il cartaceo è il vero punto di forza. Io aggiungerei che questo è vero soprattutto in virtù della fitta rete di distribuzione dei libri cartacei che possono garantire. In questo sono davvero unici nel loro genere.
YouCanPrint infatti non solo garantisce l’inserimento del tuo libro in formato cartaceo in 29 librerie online, tra cui nomi fondamentali nel panorama italiano come IBS, Mondadori, Feltrinelli, Libraccio, Hoepli, ecc. ma garantisce anche l’inserimento in catalogo (e quindi la possibilità di ordinare il titolo) di oltre 4.500 librerie in tutta Italia. Inoltre, se per caso avessi deciso di tradurre o far tradurre il tuo libro e volessi distribuirlo in tutto il mondo (potrebbe essere una buona idea, ma ne parliamo altrove), YouCanPrint può venirti incontro anche in questo caso, estendendo la distribuzione dei libri cartacei negli Stati Uniti, Australi, Nuova Zelanda, Canada, Gran Bretagna ed Europa Continentale attraverso alcuni dei più importanti ebook store online internazionali, come Baker & Taylor e Barnes & Noble.
Questa è una rete di distribuzione degna di una casa editrice di primaria importanza, ricorda però che l’inserimento in catalogo non garantisce che le librerie ordino effettivamente il titolo e lo espongano sugli scaffali – per ottenere questo toccherà a te convincere i librai – tuttavia moltiplicare il numero di librerie in cui è ordinabile significa moltiplicare le possiblità di arrivare effettivamente in vetrina.
Purtroppo, questo tipo di servizio richiede, come per il print-on-demand, un piccolo capitale iniziale da investire nella stampa di un certo numero di copie, tuttavia è mia opinione che questi possano essere soldi ben spesi.

Conclusioni

La distribuzione dei libri è un argomento vasto e complicato, tuttavia è talmente importante per la buona riuscita della tua carriera di self-publisher che è impossibile ignorarlo. Eppure ancora pochissime persone si soffermano davvero a riflettere sulla scelta.
Per la distribuzione dei libri digitali l’equazione “più store = più vendite” non è necessariamente vera. Amazon Kindle Unlimited è uno strumento davvero potente, quindi se fossi in te non scarterei a priori la grande visibilità che può darti: non solo il tuo libro sarà disponibile gratuitamente per un gran numero di appassionati e lettori forti, ma potrai anche accedere a diversi strumenti di promozione firmati Amazon.
Il mio consiglio è di prendere seriamente in considerazione l’idea di pubblicare inizialmente, diciamo per un periodo che vada dai 3 ai 6 mesi, in esclusiva su Amazon, per sfruttare la visibilità e gli strumenti forniti da Kindle Unlimited per dare una “spinta” iniziale non solo alle vendite ma anche alla popolarità del tuo libro. In un secondo momento consiglierei di passare comunque alla pubblicazione anche sugli altri store, se non altro per non precluderti quella (molto ampia in Italia) fetta di pubblico che non possiede un Kindle e ha quindi necessità di avere un formato epub.
Per quanto riguarda la distribuzione dei libri cartacei, invece, decidi prima di tutto quali saranno i tuoi obiettivi.
Creare una tua rete di librerie a livello locale può essere abbastanza: sicuramente a livello locale, dove il tuo nome può essere più conosciuto, potrai avere più possibilità di essere effettivamente messo i vetrina ed acquistato.
Tuttavia poter essere in librerie in tutta Italia è sicuramente motivo di lustro e poter dire: “puoi acquistare il mio libro nelle migliori librerie” aumenterà decisamente la tua credibilità agli occhi dei lettori. In questo caso YouCanPrint è il servizio di self-publishing che fa per te.
Il mio consiglio finale è quello di pubblicare su diversi servizi di self-publishing per i due formati.
  • Amazon KDP può essere l’ideale per un inizio in grande stile con gli ebook: pubblica, fai sapere online che sei lì fuori, fatti conoscere, fai promozioni e distribuisci gratuitamente il titolo. Insomma fatti un nome e soprattutto comincia a creare attesa intorno alla pubblicazione del cartaceo.
  • YouCanPrint sarà perfetto per pubblicare successivamente l’ebook negli altri ebook store online e il cartaceo in tutta Italia. se avrai giocato bene le tue carte, potrebbe esserci la fila davanti alle librerie per ordinare il tuo libro e a quel punto i librai probabilmente ordineranno il tuo titolo per metterlo in vetrina. Ricordati che ciò che vende, continua a vendere!

5. Velocità di pubblicazione        <       Indice       >        7. Contratti e copyright

Ora tocca a te

Hai già pubblicato? Quale tattica hai scelto per pubblicare i tuoi titoli? Hai qualcosa da aggiungere o qualche tecnica provata ed efficace per sfruttare al meglio le possibilità offerte dai servizi di self-publishing?
Oppure pensi di pubblicare e stai valutando varie strade?
Raccontamelo e condividilo con gli altri lettori/autori. Ricordati che il modo migliore per fare successo nel self-publishing è creare relazioni e condividere conoscenze!